Sigismondo III di Svezia

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Sigismondo III Vasa
Claesz Soutman Sigismund III Vasa.jpg
Re di Polonia e Granduca di Lituania
Stemma
In carica 18 settembre 1587 – 19 aprile 1632
Incoronazione 27 dicembre 1587
Predecessore Anna Jagellone e Stefano I di Polonia
Successore Ladislao IV
Re di Svezia
In carica 17 novembre 1592 – 24 luglio 1599
Incoronazione 19 febbraio 1594
Predecessore Giovanni III
Successore Carlo IX
Nascita Castello di Gripsholm, Svezia., 20 giugno 1566
Morte Varsavia, Polonia., 30 aprile 1632
Sepoltura 4 febbraio 1633
Luogo di sepoltura Cattedrale del Wawel, Cracovia.
Casa reale Vasa
Padre Giovanni III di Svezia
Madre Caterina Jagellona
Coniugi Anna d'Austria
Costanza d'Austria
Firma Sigismundus III Rex - signature.png

Sigismondo III Vasa, in polacco Zygmunt III Waza, in svedese Sigismund III Vasa, in latino Sigismundus Tertius Dei gratia rex Poloniæ, magnus dux Lithuaniæ, Russiæ, Prussiæ, Masoviæ, Samogitiæ, Livoniæque, necnon Suecorum, Gothorum Vandalorumque hæreditarius rex (Castello di Gripsholm, 20 giugno 1566Varsavia, 30 aprile 1632), fu re di Svezia dal 1592 al 1599 e di Polonia dal 1587 al 1632. Appartenente alla reale famiglia Vasa di Svezia, era figlio di Giovanni III e della principessa di Polonia Caterina Jagellona, sorella di Sigismondo Augusto. Eletto al trono della Confederazione polacco-lituana, Sigismondo era intenzionato a creare un'unione personale tra la sua confederazione e la Svezia (Unione polacco-svedese), riuscendoci nel 1592. Dopo essere stato deposto dal trono svedese nel 1599 da suo zio eletto sovrano col nome di Carlo IX di Svezia, egli trascorse il resto della sua vita nel tentativo di reclamarlo.

Il suo regno fu per molti versi controverso e la sua figura è ancora oggi emblematica. Il suo lungo regno coincose con l'apice del prestigio, la forza politica e l'influenza economica della Confederazione polacco-lituana. Contemporaneamente però fu sotto il suo regno che si manifestarono i primi sintomi di decadenza del grande castello di governo. Alcune tradizioni storiche come quelle presentate da Paweł Jasienica nella sua opera, tendono a presentare Sigismondo come la principale fonte di questa decadenza distruttiva.

A Varsavia egli è ancora ricordato con una colonna detta "Colonna di Zygmunt" eretta in sua memoria dal figlio e successore Ladislao IV.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Sigismondo ritratto da bambino in un dipinto di Johan Baptista van Uther

Sigismondo nacque a Gripsholm durante la prigionìa dei suoi genitori ad opera di suo zio il re Erik XIV. Anche se la Svezia a quell'epoca era divenuta ormai protestante, Sigismondo rimase di fede cattolica, la religione di sua madre (fatto che poi gli creerà dei problemi per l'unione del trono polacco con quello svedese).

Sua madre, Caterina Jagellona, era figlia del re Sigismondo I di Polonia e di sua moglie, Bona Sforza, figlia di Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano, e di sua moglie Isabella d'Aragona. La dinastia degli Jagelloni deteneva il governo della Confederazione polacco-lituana sin dal primo regnante della loro casata, Ladislao II che l'aveva ricevuta in dote nel 1386 da sua moglie Jadwiga Angevin.

Il trono polacco e l'Unione polacco-svedese[modifica | modifica sorgente]

Nel 1587, Sigismondo fu uno dei candidati per la successione alla Confederazione polacco-lituana, dopo la morte del precedente re di Polonia, Stefan Batory. L'elezione si rese necessaria per sedare i conflitti tra la nobiltà polacca (szlachta), spaccata tra il sostegno al cancelliere Jan Zamoyski e la famiglia Zborowski. Sigismondo, supportato da Zamoyski e da sua moglie, Anna Jagellona, venne eletto sovrano il 19 agosto 1587 e riconosciuto Interrex dal Primate di Polonia, Stanisław Karnkowski.

Tra gli altri candidati all'elezione vi fu anche Massimiliano III d'Austria che si oppose a Sigismondo e scelse di non rispettare il risultato delle elezioni, decretandosi il giusto monarca. Ad ogni modo né Sigismondo né Massimiliano erano a quell'epoca presenti fisicamente in Polonia. Dopo aver ricevuto la notizia della sua elezione, Sigismondo partì alla volta della Svezia e giunse ad Oliwa il 7 ottobre (il suo sbarco venne ritardato a causa delle ostilità dei protestanti di Danzica). Nel suo Pacta conventa Sigismondo accettò la riduzione del potere del monarca in favore del Sejm (il parlamento della confederazione).

Sigismondo III in un ritratto del 1590 ad opera di Martin Kober.

Poco dopo il tesoriere prussiano Jan Dulski in rappresentanza del Maresciallo della Corona Andrzej Opaliński lo proclamò re. Sigismondo tornò sulla sua nave quello stesso giorno, giungendo a Danzica il giorno successivo, e dopo due settimane dalla sua partenza da Cracovia venne incoronato il 27 dicembre.

La Confederazione polacco-lituana all'epoca dell'Unione polacco-svedese 1592–1599

Quando Massimiliano tentò di risolvere la disputa con la forza e iniziò la Prima Guerra di Successione polacca (1587-88), egli venne sconfitto nella Battaglia di Byczyna dai sostenitori di Sigismondo al comando del capitano polacco Jan Zamojski. Massimiliano venne imprigionato e rilasciato poi solo dopo l'intervento di papa Sisto V. Nel 1589, rinunciò ai propri diritti sulla corona polacca.

Come segno di riconciliazione, nel 1592 Sigismondo sposò l'arciduchessa Anna d'Austria (1573–1598) e dopo la morte di suo padre in quello stesso anno, ottenne il permesso dal Sejm di accettare anche la corona del trono svedese. Dopo che Sigismondo ebbe promesso di sostenere il Luteranesimo svedese, venne incoronato anche re di Svezia nel 1594; per un breve periodo dunque vi fu un'unione personale tra la Confederazione polacco-lituana e la Svezia (formando l'Unione polacco-svedese). Egli tentò di governare la Svezia pur risiedendo in Polonia, servendosi di un reggente, suo zio paterno il duca Carlo Vasa. Nel 1596 riuscì a creare l'Unione di Brest, che tentò di portare parte degli ortodossi all'interno del Cattolicesimo. In quello stesso anno egli spostò inoltre la capitale polacca da Cracovia a Varsavia.

La perdita del principato di Moldavia e del trono di Svezia[modifica | modifica sorgente]

Re Sigismondo III in costume di corte spagnolo

Dopo la morte di sua moglie Anna nel 1598, Sigismondo sposò la di lei sorella Costanza nel 1605. A quell'epoca stavano emergendo nuovi problemi nella parte sud della Confederazione, dove Jan Zamoyski e altri magnati si prodigavano per quelle che diverranno note come Guerre dei magnati in Moldavia. Dopo la sconfitta delle forze polacche nella battaglia di Cecora del 1620 la Confederazione rinunciò ai propri diritti sul Principato di Moldavia.

Per il supporto dato da Sigismondo alla Controriforma, la sua figura venne largamente malvista nella Svezia protestante. Suo zio Carlo, in posizione favorevole, prese ben presto il controllo della Svezia e si ribellò a Sigismondo col pretesto che questi volesse ricattolicizzare la Svezia. Nel 1598 Sigismondo, con un esercito misto di svedesi e polacchi, venne sconfitto nella Battaglia di Stångebro. A Sigisondo venne impedito di governare la Svezia dall'estero e pertanto nel 1599 venne deposto. A quest'azione, Sigismondo decise di incorporare la Livonia nella Confederazione, dando inizio quindi alla Guerra polacco-svedese che terminò nel 1629 a favore della Svezia che riuscì ad ottenere la Livonia come proprio dominio. A questo punto Sigismondo venne costretto a cedere la corona regale a suo zio Carlo ed a riconoscerlo come legittimo sovrano di Svezia, mantenendo comunque altissime tensioni tra i due paesi che termineranno solo con la Grande guerra del nord.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1605, ormai senza altri appigli, Sigismondo tentò di rafforzare il proprio potere come re di Polonia chiedendo al Sejm di concedergli il liberum veto, la possibilità di incrementare liberamente le tasse e la forza militare. I suoi oppositori, guidati da Mikołaj Zebrzydowski, portarono ad una guerra civile conosciuta col nome di rokosz Zebrzydowskiego (Ribellione di Zebrzydowski). Le forze realiste sconfissero i rokosziani il 6 luglio 1607 nella Battaglia di Guzów, ma il compromesso fu il ritorno allo status quo ante precedente al 1605 ed alla consequenziale rinuncia delle richieste avanzate da Sigismondo stesso.

Lo zar Shuisky ed i suoi fratelli presso il re Sigismondo III nella Camera Alta al Castello Reale di Varsavia

Altro importante conflitto nel suo regno fu la Guerra polacco-moscovita, conosciuta anche col nome popolare di Dymitriade. Sigismondo e molti magnati polacchi tentarono di sfruttare la guerra civile moscovita (Periodo dei Torbidi) ed il Massacro di Deulino per ottenere alcune concessioni territoriali a favore della Confederazione (soprattutto il Voivodato di Smoleńsk). Ad ogni modo, questa guerra incrementò le tensioni tra Polonia e Russia senza apportare nuovi territori e rompendo per sempre la prospettiva di una Confederazione polacco-lituano-moscovita.

Sigismondo morì a 65 anni al Castello Reale di Varsavia.

Sigismondo Vasa sul letto di morte

Mecenatismo[modifica | modifica sorgente]

Sigismondo si distinse come un artista molto dotato. Il ritratto di un orafo (una delle tre tele sopravvissute tra le sue opere) fu per secoli attribuito erroneamente al Tintoretto; dedicandosi all'incisione ed allo sbalzo, realizzò parte della famosa urna di Sant'Adalberto di Praga oggi conservata alla Cattedrale di Gniezno.

Matrimoni ed eredi[modifica | modifica sorgente]

Sigismondo si sposò due volte. La prima volta, il 31 maggio 1592, con Anna d'Austria, figlia di Carlo II d'Austria e di sua moglie, Maria Anna di Wittelsbach, da cui ebbe:

Alla morte della prima moglie, Sigismondo III s risposò una seconda volta, l'11 dicembre 1605, sposò Costanza d'Asburgo, sorella della prima moglie. Da questo matrimonio nacquero i seguenti figli:

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Sigismondo Padre:
Giovanni III di Svezia
Nonno paterno:
Gustavo I di Svezia
Bisnonno paterno:
Erik Johansson Vasa
Trisnonno paterno:
Johan Kristiernsson Vasa
Trisnonna paterna:
Birgitta Gustavsdotter Sture
Bisnonna paterna:
Cecilia Månsdotter Eka
Trisnonno paterno:
Måns Karlsson Eka
Trisnonna paterna:
Sigrid Eskilsdotter Banér
Nonna paterna:
Margaret Eriksdotter Leijonhufvud
Bisnonno paterno:
Erik Abrahamsson Leijonhufvud
Trisnonno paterno:
Abraham Kristiernsson Leijonhuvud
Trisnonna paterna:
Birgitta Månsdotter Natt och Dag
Bisnonna paterna:
Ebba Eriksdotter Vasa
Trisnonno paterno:
Erik Karlsson Vasa
Trisnonna paterna:
Anna Karlsdotter Vinstorpa
Madre:
Caterina Jagellona
Nonno materno:
Sigismondo I di Polonia
Bisnonno materno:
Casimiro IV di Polonia
Trisnonno materno:
Ladislao II di Polonia
Trisnonna materna:
Sofia di Halshany
Bisnonna materna:
Elisabetta d'Asburgo
Trisnonno materno:
Alberto II d'Asburgo
Trisnonna materna:
Elisabetta di Lussemburgo
Nonna materna:
Bona Sforza
Bisnonno materno:
Gian Galeazzo Sforza
Trisnonno materno:
Galeazzo Maria Sforza
Trisnonna materna:
Bona di Savoia
Bisnonna materna:
Isabella di Napoli
Trisnonno materno:
Alfonso II di Napoli
Trisnonna materna:
Ippolita Maria Sforza

Note[modifica | modifica sorgente]


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Polonia Successore Herb Rzeczypospolitej Obojga Narodow.svg
Stefan Batory 1587 - 1632 Ladislao IV di Polonia
Predecessore Re di Svezia Successore Flag of Sweden.svg
Giovanni III 1592 - 1599 Carlo IX
Predecessore Granduca di Finlandia Successore Grand Duchy of Finland Arms.svg
Giovanni III 1592 - 1599 Carlo IX
Predecessore Pretendente al trono del Regno di Svezia Successore Flag of Sweden.svg
Sé stesso come re di Svezia 1599 - 1632
Ragione della mancata successione:
Deposizione nel 1599
Ladislao
Predecessore Pretendente al trono del Regno di Gerusalemme Successore Armoiries de Jérusalem.svg
Anna 1596 - 1632
Sigismondo I
Ladislao

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