Sigieri da Brabante

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« Essa è la luce etterna di Sigieri che, leggendo nel vico degli strami, sillogizzò invidiosi veri »
(Dante, Paradiso, X, 133-138)

Sigieri da Brabante (Brabante, prima metà del XIII secoloOrvieto, 1282) è stato un filosofo fiammingo. Averroista, fu interprete del filone della teologia scientifica in chiave "oppositiva" rispetto alla lettura "conciliativa" proposta da Tommaso d'Aquino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque nella regione del Brabante attorno all'anno 1235. Compì gli studi all'Università di Parigi nella facoltà delle arti tra l'anno 1255 e il 1257. In seguito fu professore presso la stessa università. Di spirito sovversivo e grande conoscitore di Aristotele, attraverso gli studi compiuti sui testi di Averroè che in quegli anni, anche grazie alle crociate, cominciano a circolare nelle università europee, si pone in contrasto con la corrente filosofica Scolastica, guidata dal domenicano Tommaso d'Aquino. Sigieri si pone nella corrente filosofica detta degli Averroisti latini che contestano il rettore dell'Università Alberico di Reims. Venne condannato per 13 proposte eretiche, contenute nei suoi scritti, dal vescovo di Parigi Etienne Tempier nel 1270. Nel 1277 gli venne proibito l'insegnamento all'università e venne convocato dall'inquisitore di Francia Simon du Val. Per sfuggire all'inquisizione parte per Orvieto, in quel tempo residenza del Papa, dove si appellò al pontefice Martino IV. Rimasto a Orvieto, in attesa della sentenza papale, venne pugnalato a morte dal suo segretario. Molti sussurrarono che fosse stato eliminato su istigazione degli Ordini mendicanti (francescani e domenicani)[senza fonte], che gli erano sempre stati tenacemente avversi.

La dottrina[modifica | modifica sorgente]

La sintesi del pensiero di Sigieri è contenuta in questa sua affermazione Coloro che intraprendono l'esposizione delle opere di Aristotele non ne debbono nascondere il pensiero anche se contrario alla verità. Egli infatti nei suoi scritti porta a conoscenza di un grande pubblico idee in completo contrasto con le teologie della Chiesa. Tra queste idee, l'idea che il mondo è eterno e che l'uomo è un semplice animale, che l'anima nell'uomo non ha una vera e propria identità valida per ogni singolo individuo, ma che secondo il pensiero aristotelico, essa è in realtà collettiva e, solo in questa veste, è eterna. Idee sicuramente eretiche, forse Sigieri nemmeno le condivideva, ma rivendicava per sé il diritto di farle conoscere. Di fatto i suoi scritti permisero a Tommaso d'Aquino di scrivere pagine di altissimo valore teologico appunto per confutare queste idee nel suo De Unitate Intellectus contra Averoistas.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1269 scrive Questiones in tertium de anima, dove sostiene il monopsichismo, l'idea filosofica aristotelica che ritiene l'anima un soggetto collettivo. Gli attacchi seguiti a questo scritto in particolare da parte di Etienne Tempier, permisero a Sigieri di rielaborare questa teoria nel lavoro Quaestiones de anima intellectiva e Quaestiones super librum de causis, dove affermava che quello che è valido in filosofia, non necessariamente deve esserlo in religione. La religione come verità rivelata aveva comunque un valore superiore. Nel 1270 scrive Quaestionnes in Physicam, nel 1272 Tractatus de aeternitate mundi e nel 1273 Quaestiones super Metaphysicam

Sigieri nella Divina Commedia[modifica | modifica sorgente]

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Dante mette il filosofo in paradiso e singolarmente lo fa presentare e lodare dal suo acerrimo avversario Tommaso d'Aquino (Paradiso, Canto X, 133-138).

« Questi onde a me ritorna il tuo riguardo,

è 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
gravi a morir li parve venir tardo:
essa è la luce etterna di Sigieri,
che, leggendo nel Vico de li Strami,
silogizzò invidiosi veri »

Quest'ultimo verso che vuol dire verità che lo misero in cattiva luce, viene anche scritto sillogizzò insidiosi veri che significherebbe colui che argomentò verità pericolose (per la Chiesa).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emanuele Coccia: La trasparenza delle immagini. Averroè è l'averroismo. Bruno Mondadori, Mailand 2004, ISBN 88-424-9272-8
  • Antonio Petagine: Aristotelismo difficile: l'intelletto umano nella prospettiva di Alberto Magno, Tommaso d'Aquino e Sigieri di Brabante. Vita e Pensiero, Mailand 2004, ISBN 88-343-5023-5
  • Luca Bianchi: Censure et liberté intellectuelle à l'Université de Paris. Les Belles Lettres, Paris 1999 (= L'âne d'or, 9), ISBN 2-251-42009-6
  • David Piché: La condamnation parisienne de 1277, nouvelle édition du texte latin, traduction, introduction et commentaire, avec la collaboration de Claude Lafleur. Vrin, Paris 1999, ISBN 2-7116-1416-6
  • Tony Dodd: The life and thought of Siger of Brabant, thirteenth-century Parisian philosopher: an examination of his views on the relationship of philosophy and theology. E. Mellen Press, Lewiston 1998, ISBN 0-7734-8477-9
  • Ruedi Imbach, François-Xavier Putallaz: Profession philosophie: Siger de Brabant. Éditions du Cerf, Paris 1997, ISBN 2-204-05696-0
  • Kurt Flasch: Aufklärung im Mittelalter? Die Verurteilung von 1277. Das Dokument des Bischofs von Paris eingeleitet, übersetzt und erklärt, Dieterich Verlag, Mainz 1989 (= Excerpta classica, 6), ISBN 3-87162-016-5, 3871620173
  • René Antoine Gauthier: Notes sur Siger de Brabant, I: Siger en 1265. In: Revue des sciences philosophiques et théologiques 67 (1983), S. 201–232; II: Siger en 1272–1275, Aubry de Reims et la scission des Normands, ibd. 68 (1984), S. 3 – 49
  • Édouard Henri Wéber: La controverse de 1270 à l'Université de Paris et son retentissement sur la pensée de S. Thomas d'Aquin. Vrin, Paris 1970 (= Bibliothèque thomiste, 40)
  • Fernand van Steenberghen: Maître Siger de Brabant. Publications Universitaires, Louvain; Vander-Oyez, Paris; 1977 (= Philosophes médiévaux, 21), ISBN 2-8017-0063-0
  • Johannes J. Duin: La doctrine de la providence dans les écrits de Siger de Brabant: textes et étude. Institut Supérieur de Philosophie, Louvain 1954 (= Philosophes médiévaux, 3)
  • Pierre Mandonnet: Siger de Brabant et l'averroïsme latin au XIIIme siècle: étude critique et documents inédits. Librairie de de l'Université, Fribourg (Schweiz) 1899; 2me éd. revue et augmentée: Siger de Brabant et l'averroïsme latin au XIIIme siècle, 1. Étude critique, Institut Supérieur de Philosophie de l'Université, Louvain 1911; 2. Textes inédits, ibd. 1908
  • Ernest Renan: Averroès et l'averroïsme: essay historique. Auguste Durand, Paris 1852; 3me édition revue et augmentée, Levy, Paris 1866;
  • Antonio Petagine: Anima dell'uomo Sigieri di Brabante, testo latino a fronte, Bompiani editore, 2007 ISBN 978-88-452-5933-3

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