Sigaretta elettronica

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Una sigaretta elettronica in uno dei suoi vari design, quello di una normale sigaretta.

La sigaretta elettronica (anche detta e-cigarette o e-cig) è un dispositivo elettronico nato con l'obiettivo di fornire un'alternativa al consumo di tabacchi lavorati (sigarette, sigari e pipe) che ricalchi le mimiche e le percezioni sensoriali di questi ultimi. Colui che fa uso della sigaretta elettronica è chiamato svapatore o vaper.

Il funzionamento prevede l'inalazione di una soluzione a base di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o assente) vaporizzata da un atomizzatore, un dispositivo (solitamente una resistenza) alimentato da una batteria ricaricabile. Sebbene esistano pochi studi ufficiali in merito, alcuni medici illustri (tra cui il dott. Umberto Veronesi) ritengono che la sigaretta elettronica sia sensibilmente meno dannosa di qualsiasi tabacco lavorato assunto tramite combustione[1].

Esistono vari fattori che determinano la scelta dei componenti della sigaretta elettronica (solitamente definiti col termine hardware):

  • Resa aromatica, ovvero l'integrità e la corposità dell'aroma del liquido una volta vaporizzato e aspirato.
  • Hit (o colpo in gola), la percezione del vapore che passa nella laringe durante l'inspirazione. L'hit dipende anche dalla quantità di nicotina diluita nel liquido.
  • Fumosità, la quantità e la densità di vapore generato dalla vaporizzazione del liquido. La fumosità dipende, oltre che dall'efficienza dell'atomizzatore, anche dalla percentuale di glicerolo del liquido.
  • Calore, la temperatura del vapore inalato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo vero brevetto risale al 1965, depositato dall’americano Herbert A. Gilbert. Il primo prodotto commerciale viene commercializzato in Cina a Pechino nel 2003 sfruttando una tecnologia ad ultrasuoni da Hon Lik, un farmacista cinese. .[2] Commercializzata in Cina da parte del Gruppo Golden Dragon (Holdings)”, un'industria farmaceutica cinese di Hong Kong, le sigarette elettroniche sono state brevettate come Ruyan, che significa “quasi come il fumo”.

Tipi di sigaretta elettronica[modifica | modifica sorgente]

Il termine sigaretta elettronica identifica tutti i dispositivi in grado di inalare vapore senza fare uso di combustione. Sebbene esistano dei prodotti dall'aspetto simile alla sigaretta tradizionale esistono svariati tipi di dispositivi che differiscono nella forma, nelle prestazioni e nella resa aromatica. Ogni dispositivo è un assemblaggio di più parti (a volte costruite da produttori diversi) vendute singolarmente o, per comodità del consumatore, in appositi kit (solitamente corredati da caricabatterie e ricambi). Di seguito sono riportate le principali tipologie di sigaretta elettronica:

  • Categoria: dal nome della casa produttrice una delle tante presenti sul mercato, essa è del tutto simile nell'aspetto ad una sigaretta ordinaria. È costituita da una batteria con filettatura 510 (diametro 5mm e passo 0.5mm), un atomizzatore e una cartuccia monouso con un filtro imbevuto di liquido. La batteria ha un sensore che rileva l'inalazione da parte dello svapatore innescando la vaporizzazione e, al contempo, l'accensione di un led rosso che simuli la combustione. A causa della sua compattezza sia la capienza della batteria che quella della cartuccia sono limitate, ciò determina una bassa autonomia e prestazioni non eccelse. Solitamente il kit prevede un caricabatterie portatile a forma di pacchetto di sigarette.
  • T-Fumo: la più diffusa tra gli svapatori in Italia . questo tipo di sigaretta prende il nome dallo standard di filettatura delle sue batterie (diametro 12mm e passo 0.75mm). La batteria, innescata a pulsante o con un sensore d'inalazione, è collegata ad un atomizzatore di tipo cartomizer/cartomizzatore (sistema che racchiude in sé sia l'atomizzatore che il materiale assorbente impregnato di liquido) o clearomizer (sistema dove il liquido è in un contenitore trasparente, detto tank, da cui l'atomizzatore "pesca" il liquido con appositi cordini detti wick, su cui sono avvolte le spire della resistenza). Poiché la maggior parte delle batterie eGo ha la doppia filettatura, eGo e 510, è possibile combinare moltissime batterie e atomizzatori tra loro. I "kit base" più comuni venduti negli shop prevedono una batteria da 400, 600 o 900 mAh con un clearomizer CE4 o Phantom.
Terminale sigaretta elettronica eGo
  • Big battery: più performante dei precedenti, è dotato di batterie al litio di dimensioni maggiori (con diametro di circa 1.8 cm, da cui il nome big battery). Alcuni modelli sono dotati di una struttura telescopica che permette di poter montare batterie in quantità e lunghezze diverse. Nella maggior parte dei casi c'è un microchip che consente di regolare sia la tensione che la potenza, influendo sulla resa aromatica del liquido e sull'hit (o colpo in gola).
  • Box: scatole rettangolari, apprezzate soprattutto per la resa aromatica e la cura delle decorazioni dei materiali di sono composte, hanno un funzionamento leggermente differente dagli altri modelli. Atomizzatore e liquido sono infatti in due scompartimenti separati
  • Meccanico: sono identificati come tali big battery e box privi di microchip che regolino la corrente erogata dalla batteria. Il circuito elettrico è dunque progettato con cura dallo svapatore che, tramite resistenze e fusibili, regola in autonomia sia voltaggio e potenza del circuito che protezioni da sovraccarichi e cortociruiti.

Funzionamento(del modello T-FUMO TOUCH)[modifica | modifica sorgente]

Quando l'utilizzatore inala attraverso il filtro, il flusso d'aria viene individuato da un sensore presente nella batteria che così viene attivata. Questa una volta attivata alimenta il vaporizzatore (cartomizzatore) che riscalda la soluzione liquida, contenuta in una cartuccia presente nel "filtro" o in un apposito serbatoio, denominato "Tank", che provvede a inumidire un avvolgimento ad archetto presente sulla sommità del cartomizzatore stesso. Il vapore generato viene così inalato dall'utilizzatore, che ne trarrà la sensazione anche visiva di fumare una sigaretta di tabacco.

Affinché questa sensazione sia quanto più verosimile, durante l'inalazione si accende un led di colore rosso scuro posto all'altra estremità del dispositivo, simulando così anche il tipico colore rosso della combustione di una tradizionale sigaretta.

Componenti[modifica | modifica sorgente]

Una sigaretta elettronica smontata:
A. LED per simulare la combustione
B. Batteria
C. Atomizzatore
D. Cartuccia.

Nonostante le sigarette elettroniche presentino spesso forme differenti, hanno generalmente gli stessi componenti:

  • un filtro contenente una cartuccia
  • un vaporizzatore (cartomizzatore)
  • una batteria ricaricabile
  • un circuito elettronico interno

Filtro e cartuccia[modifica | modifica sorgente]

Il filtro è costituito da materiale plastico ipoallergenico e al suo interno contiene la cartuccia contenente la soluzione di glicole propilenico, glicerolo e nicotina.

Il filtro può essere riutilizzato sostituendo la cartuccia presente al suo interno con una cartuccia nuova oppure ricaricando manualmente la stessa tramite il liquido (eliquido o e-liquid) per sigaretta elettronica. Oppure si utilizza un serbatoio denominato "Tank" che funge da "filtro" e che può essere ricaricato più volte.

Il liquido può essere acquistato premiscelato con aromi a scelta e nicotina in concentrazione variabile o eventualmente assente.

Si possono anche acquistare separatamente i componenti base (glicole propilenico, glicerolo, soluzione con nicotina e aromi) da miscelare in concentrazioni variabili in base al proprio gusto e alla propria esigenza di nicotina. Spesso questo procedimento risulta essere più economico rispetto all'acquisto di liquidi premiscelati. Esistono delle regole empiriche che i venditori usano per selezionare la percentuale di nicotina da inserire nel liquido. Queste regole si basano sul numero di sigarette tradizionali fumate precedentemente dal fumatore. La scelta di una percentuale bassa di nicotina potrebbe produrre nel fumatore il desiderio di continuare a fumare le sigarette tradizionali.

L'effetto fumo della sospensione è prodotto principalmente dal glicerolo e dal glicole propilenico. L'effetto "hit", il classico colpo in gola che si avverte con le sigarette al tabacco, può essere riprodotto sia da questi due soli componenti, ma in modo blando, sia dalla nicotina aggiunta alla soluzione, e tanto più avvertibile quanta più nicotina viene aggiunta. O anche dall'aggiunta di particolari liquidi composti da aromi alimentari opportunamente miscelati per ottenere un'emulazione di quest'effetto, con il vantaggio che quest'ultimi sono privi di nicotina pur rimanendo piuttosto efficaci.

Vaporizzatore nebulizzatore (cartomizzatore)[modifica | modifica sorgente]

Il componente principale della sigaretta elettronica è costituito dal vaporizzatore o cartomizzatore. Questo riscalda il liquido contenuto nella cartuccia, o nel serbatoio (Tank), creando una sospensione gassosa che trasporta le sostanze del liquido, lasciandole quasi inalterate grazie all'assenza di combustione.

Batteria ed elettronica[modifica | modifica sorgente]

Una sigaretta elettronica collegata a un ricarica batterie USB.

La maggior parte delle sigarette elettroniche utilizza una batteria ricaricabile agli ioni di litio per fornire energia al vaporizzatore.

Al suo interno è presente un sensore meccanico che rileva la differenza di pressione che si verifica durante l'aspirazione da parte del fumatore. Questo sensore agisce da interruttore che attiva elettricamente la batteria e gli permette di fornire energia al vaporizzatore per il suo funzionamento.

Esiste anche la versione manuale della batteria che non dispone di sensore interno, ma di un piccolo tasto esterno che permette di attivarla manualmente al momento dell'aspirazione o qualche istante prima se si desidera un fumo più denso per un maggior appagamento.

Le batterie sono disponibili in differenti tensioni e la densità del vapore prodotto è direttamente proporzionale alla tensione elettrica della stessa. Esistono infatti modelli di sigaretta elettronica denominati BB o Big Battery forniti con batterie di tensione maggiore(da 3,7 V in su). Questo permette alla batteria di erogare maggiore potenza al vaporizzatore che produce quindi un fumo ancora più denso e appagante. Grazie a queste batterie maggiorate è quindi possibile ottenere un maggior colpo in gola a parità di concentrazione di nicotina rispetto ai modelli normali di sigaretta elettronica.

Un'alternativa alle batterie è rappresentata dalle prese di tipo USB-pass che permettono di collegare il vaporizzatore direttamente a una presa USB di un computer o di alcune automobili, utilizzando la tensione di 5 V delle prese USB e utilizzando una potenza che si colloca in una posizione medio-alta della scala delle potenze erogate dalle batterie per sigaretta elettronica che arrivano a circa 7 V e oltre nei modelli di BB più potenti.

Questa alternativa inoltre permette di non consumare le batterie che, anche se facilmente ricaricabili, hanno comunque un loro ciclo di vita tipico di tutte le batterie ricaricabili e che è di circa 4-5 mesi o più in base all'utilizzo.

La durata della batteria dipende da molteplici fattori, quali il tipo, la grandezza, la frequenza di utilizzo e l'ambiente operativo.

Sono disponibili diversi tipi di caricabatterie, tramite la comune presa di corrente a 220 V, oppure caricabatterie USB o da auto.

Alcune aziende forniscono il caricabatterie integrato in un pacchetto del tutto simile a quello delle sigarette tradizionali, rendendo il prodotto più compatto e trasportabile.

La batteria è generalmente il componente principale in termini di peso e dimensioni.

Alcune presentano circuiti elettronici in grado di spegnere dopo un determinato intervallo di tempo il vaporizzatore elettronico per prevenire un surriscaldamento generale.

La maggior parte di esse inoltre presenta un LED alla sommità della sigaretta per simulare il rosso della combustione di una normale sigaretta.

Ultimamente vengono prodotte batterie con LED di altri colori diversi dal rosso, probabilmente per evitare problemi nei locali pubblici dove una sigaretta elettronica con un LED rosso potrebbe essere scambiata per una sigaretta tradizionale suscitando proteste da parte dei non fumatori.

Contenuto della cartuccia[modifica | modifica sorgente]

La soluzione contenuta nella cartuccia all'interno del filtro può presentare o meno nicotina al suo interno. Questa soluzione è disponibile in una varietà di differenti sapori e concentrazioni di nicotina. La concentrazione di nicotina nei liquidi varia tipicamente da alta a media, bassa e assente.

Alcuni sapori tendono a somigliare vagamente a quelli dei tabacchi utilizzati nelle sigarette e alcuni di questi tentano di imitare perfino specifici marchi di sigarette, anche se a tutt'oggi con risultati non del tutto apprezzati dagli ex grandi fumatori.

Sul mercato sono inoltre disponibili liquidi con aromi alimentari che riproducono una ampia gamma di gusti, come fragola, menta, vaniglia, liquirizia, caffè, cognac, sigaro/pipa ecc.

In ogni caso, data la regolamentazione scarsamente uniformata a livello mondiale sulla produzione di questo genere di liquidi, è consigliata un minimo di cautela nell'acquisto, nonché di attenzione sulla loro provenienza, operazione sempre consigliabile per ogni prodotto ad uso umano acquistabile.

Il diluente "classico" e innocuo della nicotina (intorno 1%)[non chiaro] consiste in glicerina, propilenglicole e un po' di acqua.

Salute[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Al momento, vista la relativamente recente affermazione sul mercato di questo prodotto, non esistono grossi studi sulla tossicità o meno derivante dall'inalazione delle sostanza contenute nelle sigarette elettroniche, in prevalenza vapore acqueo, e per quanto riguarda la tossicità di sostanze chimiche presenti, Glicol dietilenico[3](usato anche come addittivo alimentare con la sigla E1520), le nitrosammine e ovviamente la nicotina (contenuta anche nelle sigarette tradizionali). Non essendo contenuti, nei vapori emessi, residui di combustione come catrame, benzene e idrocarburi policiclici aromatici, i rischi per la salute, soprattutto quelli derivanti da patologie oncologiche, sono evidentemente minori. I dubbi sulla sicurezza di questi prodotti derivano dalla presenza o meno di nicotina. Tale sostanza pur non essendo cancerogena è nota per essere causa di una forte dipendenza psichica nella maggior parte dei soggetti esposti. In alcuni studi si è discusso un suo possibile ruolo nella genesi di patologie oncologiche quando associata ai composti cancerogeni della combustione, stabilendo comunque in modo conclusivo, coerentemente con studi precedenti negli animali da laboratorio, che la nicotina non è un cancerogeno, co-cancerogeno, promotore tumorale, o inibitore della cancerogenesi NNK.[4].

Tossicità di nicotina

Le sigarette elettroniche vengono vendute come un'alternativa al fumo di tabacco, poiché i componenti cancerogeni presenti nel fumo tradizionale sono assenti. Altro target di mercato è rappresentato dai soggetti che hanno intenzione di smettere di fumare (questo anche grazie al fatto che è possibile controllare la dose di nicotina somministrata e scalarla nel tempo, analogamente a come si fa con i cerotti transdermici o con altri presidi progettati ad Hoc dall'industria farmaceutica). Tuttavia l'Organizzazione mondiale della Sanità nel novembre del 2010 ha dichiarato che non esistono al momento studi sull'efficacia di tale misura, e raccomanda di organizzare ulteriori studi di approfondimento sull'argomento[5].

Nel febbraio 2010 il Ministero della Sanità italiano, con nota protocollata DGPREV 0006710-P-11/02/2010, relativa all'etichettatura di preparati contenenti nicotina e sostanze pericolose (riportate nelle direttive 2001/95/CE e 1999/45/CE, adottate con Dlg 52/97) in base ai criteri richiesti dal DM del 28 aprile 1997 e suoi aggiornamenti ha chiesto a tutti i produttori di sigarette elettroniche di evidenziare su tutti i prodotti, la concentrazione di nicotina e, in caso di presenza, di apporre i necessari simboli di tossicità. È stato inoltre richiesto di evidenziare la frase "Tenere lontano dalla portata dei bambini" su tutti i prodotti posti in vendita. L'Istituto Superiore di Sanità ha inoltre affermato che non esistono dati sufficienti per escludere effetti dannosi per la salute[6].

Effetti fisiologici di nicotina

La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle sigarette elettroniche. I risultati fin’ora ottenuti sono positivi[7], infatti le sigarette elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi attualmente in corso dimostrano che sono un valido aiuto per diminuire il numero di sigarette e per chi vuole smettere di fumare.[8]

L'uso delle sigarette elettroniche ha permesso di diminuire sostanzialmente il consumo di sigarette tradizionali senza causare effetti collaterali significativi nei fumatori che non hanno intenzione di smettere[9]

Per quanto riguarda il "vapore passivo", secondo una ricerca americana con le sigarette elettroniche non si modifica la qualità dell'aria in ambienti chiusi e il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è pericoloso. A dirlo è una ricerca pubblicata dalla rivista “Inhalation toxicology” ed effettuata negli Stati Uniti da ricercatori del “Consulting for Health, Air, Nature and Green Environment” del Center for Air Resources Science and Engineering e della Clarkson University. Secondo i ricercatori americani, il vapore emanato dalle sigarette elettroniche non è nocivo per le persone e non modifica la qualità dell'aria degli ambienti chiusi. Pertanto, con le sigarette elettroniche, vengono meno le condizioni di rischio derivanti dal fumo passivo. Michael Siegel, ricercatore al Department of Community Health Sciences della Boston University School of Public Health, sulla base dei suoi 25 anni di esperienza nel settore, afferma che le sigarette elettroniche possono risolvere il problema del fumo passivo.

La FDA nordamericana, in un'analisi effettuata su due marche leader, rilevò due gruppi di sostanze che considerò potenzialmente dannose: il Glicol dietilenico (È bene non confonderlo con il glicol etilenico più diffuso come additivo per liquidi di raffreddamento) e le nitrosammine.[3] Il dipartimento della salute del Canada menziona solo la presenza del Glicol dietilenico e la necessità di effettuare ulteriori analisi.[10]

A Panama la distribuzione di sigarette elettroniche è stata proibita da giugno 2009, sulla base degli studi della FDA che confermano la presenza di Glicol dietilenico, responsabile della morte di centinaia di panamensi tra il 2006 e il 2009.[11]

Anche in Uruguay ne è stata proibita la vendita dal novembre del 2009 per decreto del presidente Tabaré Vázquez.[12]

Legislazioni[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Alcuni dei contenuti qui riportati potrebbero non essere legalmente accurati, corretti, aggiornati o potrebbero essere illegali in alcuni paesi. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Wikipedia non dà consigli legali: leggi le avvertenze.

Dato il recente ingresso sul mercato, le correlazioni con le leggi in vigore del dispositivo sono in più nazioni ancora in divenire.

  • In Italia, con Ordinanza del Ministro della Salute 4 agosto 2011 (G.U. Serie Generale n. 232 del 5 ottobre 2011) è stato disposto il divieto di vendita a soggetti minori di anni 16 di sigarette elettroniche contenenti nicotina. Il 28 settembre 2012 (G.U. Serie Generale, n. 248 del 23 ottobre 2012) il ministro Balduzzi ha prorogato il divieto di fumo per i minori di anni 18. Con il DL 76/2013 (Lavoro - IVA)[13]. Approvato dal parlamento in data 8 agosto 2013, le sigarette elettroniche sono state equiparate ai tabacchi lavorati ed è stato imposto loro una tassa di consumo del 58,5% che partirà dal 1 gennaio 2014. Questa legge è stata sospesa dalla sentenza del TAR[14] approvata il 02 aprile 2014.
  • In Australia la vendita di sigarette elettroniche contenenti nicotina è illegale;
  • In Austria e Danimarca le sigarette elettroniche sono considerate dispositivi medici e le cartucce contenenti nicotina come prodotti farmaceutici. Perciò le sigarette elettroniche necessitano del marchio CE e le cartucce di nicotina devono essere registrate come prodotti medicinali prima di poter essere vendute
  • In Canada la possibilità di utilizzare la sigaretta elettronica nei locali dove il fumo tradizionale è bandito è in discussione;
  • In Finlandia non è possibile commerciare cartucce contenenti nicotina ma queste possono essere acquistate (da altri paesi) per uso personale;
  • A Hong Kong il possesso e la vendita di sigarette elettroniche è illegale;
  • In Malesia le sigarette elettroniche sono considerate dispositivi medici e le cartucce di nicotina come prodotti medicinali. Possono essere acquistate nei negozi appositi e nelle farmacie;
  • In Olanda è consentita la vendita e l'utilizzo ma è vietata la pubblicità di prodotti contenenti nicotina in accordo con le leggi europee;
  • In Nuova Zelanda le cartucce contenenti nicotina sono vendute come medicinali registrati;
  • In Inghilterra non vi è alcuna restrizione alla vendita e al consumo di sigarette elettroniche;
  • Negli Stati Uniti la vendita di sigarette elettroniche è libera. La FDA sta però svolgendo degli studi per una futura regolamentazione.

Storia del prodotto e brevetti[modifica | modifica sorgente]

La prima sigaretta elettronica è stata sviluppata in Cina da Hon Lik della ditta Ruyan, [senza fonte] e veniva specificato l'utilizzo di tecnologia a ultrasuoni. Quel brevetto è attualmente esteso a tutto il mondo.

La maggior parte delle sigarette elettroniche sul mercato utilizza oggi un sistema differente basato su un vaporizzatore in grado di nebulizzare (per mezzo di riscaldamento) la soluzione contenuta nella cartuccia. "Gamucci" detiene un brevetto per un sistema simile. Anche se la Life ha introdotto la prima sigaretta del tipo nel 2007 quando non esisteva alcuna societa in Europa e/o America di sigarette elettroniche (vedi Mi manda raitre sigarette elettroniche novità).

Tuttavia molteplici compagnie (Ruyan, Smart Fixx, Myvic) stanno mettendo sul mercato diversi modelli di sigaretta elettronica.

La prima sigaretta elettronica (sigaro e poi il modello 306) fu immessa sul mercato italiano dalla Life attraverso la catena delle farmacie. La Life ha quindi avviato la conoscenza della sigaretta elettronica sul territorio puntando all'affidabilità e alla sicurezza. Con il design della 510 Life raggiunge fatturati interessanti ma la tecnologia non è in grado di soddisfare i consumatori: poca autonomia della batteria e mancanza di aromi accattivanti fanno perdere terreno a quella che si era presentata come la novità mondiale del decennio. La successione di prodotti copia di bassa manifattura ha poi contribuito a smontare le speranze di molti potenziali utilizzatori.

GreenTech,che opera con il brand GreenCig o PeP cigarettes, detiene brevetti per una sigaretta elettronica in Cina e negli USA e anche in alcuni paesi europei come il Regno Unito. In Italia la RML, titolare del marchio Smoxy, detiene il brevetto per una sigaretta elettronica con vaporizzatore usa e getta e filtro rivestito in carta.

Nel dicembre del 2012 la BAT acquisisce la start-up inglese CN Creative di Manchester, specializzata in prodotti per la lotta al tabagismo e detentrice del marchio di sigaretta elettronica Intellicig.[15]

La società IDIB è la prima ad aver studiato, prodotto e lanciato sul mercato il pacchetto con caricabatteria integrato e spina italiana.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://news.supermoney.eu/salute/2013/11/sigaretta-elettronica-veronesi-non-fa-male-salva-la-vita-0040111.html
  2. ^ A high-tech approach to getting a nicotine fix - Los Angeles Times
  3. ^ a b FDA and Public Health Experts Warn About Electronic Cigarettes
  4. ^ Collectively, these results are consistent with most previous studies in laboratory animals and demonstrate conclusively that nicotine is not a carcinogen, co-carcinogen, tumor promoter, or inhibitor of NNK carcinogenesis: Stephen S. Hecht, International Journal of Cancer,Volume 131, Issue 12, pages 2724–2732, 15 December 2012
  5. ^ http://apps.who.int/gb/fctc/PDF/cop4/FCTC_COP4_12-en.pdf
  6. ^ Sigarette elettroniche bocciate dall'Iss. Il ministero: allerta per i giovani, Il Messaggero, 28 dicembre 2012. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  7. ^ http://www.biomedcentral.com/1471-2458/11/786
  8. ^ I risultati delle ricerche sono disponibili su http://www.liaf-onlus.org
  9. ^ ClinicalTrials.gov webcite number NCT01195597 - http://www.biomedcentral.com/1471-2458/11/786
  10. ^ Health Canadá (27-03-2009). «Health Canadá Advises Canadians Not to Use Electronic Cigarettes». Health Canadá advisory. Visitato il 27-03-2009]
  11. ^ sigarette con veleno
  12. ^ MSP se opone al cigarrillo electrónico
  13. ^ DL 76/2013 (Lavoro - IVA): [1]
  14. ^ Sentenza del TAR del Lazio 02 aprile 2014[2]>
  15. ^ BAT acquisisce Intellicig notizia in lingua inglese dal sito web del Financial Times, 19 dicembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]