Siemon Allen

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Siemon Allen (Durban, 1970) è un artista sudafricano che lavora principalmente con l'installazione. Vive e lavora negli Stati Uniti.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Siemon Allen ha studiato arte alla Technikon Natal di Durban, dove si è laureato nel 1999. Durante gli studi ha conosciuto la sua attuale moglie con la quale si è in seguito trasferito negli Stati Uniti. Oggi Allen lavora come visiting professor al dipartimento di scultura e media presso la Virginia Commonwealth University di Richmond, in Virginia. [1]

Quando ancora viveva in Sud Africa, Allen ha fondato la FLAT Gallery (1993-1995).[2]

Lavoro[modifica | modifica sorgente]

Siemon Allen è un collezionista e archivista appassionato di oggettistica Sud Africana, che utilizza per creare installazioni su grande scala. I suoi collection projects (progetti da collezione) indagano la creazione dell'identità e dell'immaginario generale del Sud Africa.

Per le sue installazioni, Allen accumula sistematicamente pubblicazioni mass-mediatiche, che cataloga e mette in mostra. Il suo lavoro può quindi essere ricondotto a quello di un archivista. Da emigrato sudafricano l'artista si chiede come un paese venga visto dall'esterno e quale sia il ruolo del paese stesso nella creazione di quest'immagine. Nei primi anni del 2000 Allen racconta di essere incappato in un sito web del governo sudafricano che divulgava un appello per la buona promozione delle politiche nazionali fuori confine, e richiedeva a emigrati sudafricani (senza incarichi governativi) di farsi ambasciatori del paese. Le installazioni di Allen da una parte raccolgono questo appello, dall'altra lo deridono.

Un progetto dell'artista riguarda la creazione di un vasto archivio virtuale di documentazione audio sulla storia del Sud Africa.[3] Da questo progetto è nata l'installazione "Records" già esibita in Sud Africa nel 2009 e negli Stati Uniti nel 2010.

Mostre[modifica | modifica sorgente]

I suoi lavori sono stati esibiti alla seconda edizione della Johannesburg Biennale all'interno della mostra "Graft". Le sue opere sono parte di diverse collezioni - dentro e fuori i confini del Sud Africa - tra le quali quella della Durban Art Gallery, del Guggenheim Museum di New York, e della Standard Bank Collection.

Personali (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • 2010 Imaging South Africa: Collection Projects by Siemon Allen, Anderson Gallery, VCU, Richmond, VA, USA
  • 2009 Imaging South Africa: Records, BANK Gallery, Durban, South Africa
  • 2005 Cards II, FUSEBOX, Washington, DC, USA
  • 2004 Newspapers (Register), Drake University - Anderson Gallery, Des Moines, IA, USA
  • 2002 Newspapers (Post/Times), FUSEBOX, Washington, DC, USA
  • 2001 STAMP COLLECTION – Imaging South Africa, Hemicycle/Corcoran Museum, Washington, DC, USA
  • 1999 House, Gallery 400, Chicago, IL, USA
  • 1994 Songs for Nella, FLAT Gallery, Durban, South Africa

Collettive (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • 2011 Desire, Ideal Narrative in Contemporary South African Art, South African Pavilion, 54. Biennale von Venedig, Venedig, Italy
Records, The Gordon Schachat Collection — Featured Artist, Johannesburg Art Fair, South Africa
  • 2009 t.error - your fear is an external object, Hungarian Cultural Center, New York, NY, USA
  • 2008 Disturbance – Contemporary Art from Scandinavia and South Africa, Johannesburg Art Gallery, South Africa
T.ERROR, Kunsthalle, Budapest, Hungary
Hopeless and Otherwise, curated by Valerie Imus, Southern Exposure, San Francisco, USA
  • 2006 A Fiction of Authenticity: Contemporary Africa Abroad,Blaffer Gallery, Houston, TX, USA
Other Than Art, G Fine Art, Washington, DC, USA
  • 2005 Enemy Image, Brooklyn, NY, USA
  • 2004 Freedom Salon, New York, NY, USA
Notes on Renewed Appropriationisms, The Project, Los Angeles, CA, USA
Rear View Mirror, Kettle’s Yard, Cambridge, UK
A Fiction of Authenticity: Contemporary Africa Abroad, Miller Gallery, Carnegie Mellon University, Pittsburgh, PA, USA
  • 2003 The American Effect, Whitney Museum, New York, NY, USA
Art Positions, Miami/Basel, Miami, FL, USA
ARCO, Madrid, Spain
  • 2002 Context & Conceptualism, Artists Space. New York, NY, USA
Intersections, RMIT Gallery, Melbourne, Australia
  • 2001 After the Diagram, White Box, New York, NY, USA
  • 2000 Open Circuit, NSA Gallery, Durban, South Africa
  • 1999 Import, Goethe Institute (two-person with Markus Wirthmann), Washington, DC
  • 1998 Drömmar och Moln, Kulturhuset, Stockholm, Sweden
  • 1997 Taking Stock, Johannesburg Stock Exchange, South Africa
2nd Johannesburg Biennale, Graft, South African National Gallery, Kapstadt, South Africa
  • 1996 Hitch-Hiker, Generator Art Space, Johannesburg, South Africa
  • 1995 Rembrandt Gallery (three-person with Thomas Barry and Jeremy Wafer), Johannesburg, South Africa
  • 1994 Vita Art Now 93, Johannesburg Art Gallery, South Africa
  • 1993 Institute of Contemporary Art (ICA) (two person with Greg Streak), Johannesburg, South Africa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Anderson Gallery (Drake University). Siemon Allen - Newspapers: a project by Siemon Allen. Anderson Gallery, Drake University, 2004.
  • Allen, Siemon. Siemon Allen - A fiction of authenticity: contemporary Africa abroad. Contemporary Art Museum St. Louis, 2003.
  • Allen, Siemon. Siemon Allen - Siemon Allen, 1993-1999, 1999.
  • Allen, Siemon. Siemon Allen - The Flat Gallery: a documentation and critical examinination of an informal art organisation in Durban. Flat International, 1999.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Allen's profile on Virginia University's homepage
  2. ^ Flat-project on the artist's homepage
  3. ^ Homepage of his project "Flat International"

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1] homepage:Siemon Allen
  • [2] Blog di Siemon Allen sulla musica sudafricana
  • [3] Link al sito del progetto d'archivio dell'artista sui dischi sudafricani
  • [4] Articolo su Artsouthafrica.com
  • [5] Articolo su Bizcommunity.whatson.co.za
  • [6] Profilo d'artista su Arts.vcu.edu
  • [7] Articolo sul blog Esterknows.com
  • [8] Articolo su mahala.co.za
  • [9] Articolo su Artforum (2004)
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