Shusha

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Shusha/Shushi
comunità
(AZ) Şuşa/Šuša (HY) Շուշի/Šowši
Shusha/Shushi – Stemma
La Cattedrale di Ġazančec'oc'.
La Cattedrale di Ġazančec'oc'.
Localizzazione
Stato Nagorno Karabakh/Azerbaigian Nagorno Karabakh[1]
Regione Šowši
Territorio
Coordinate 39°45.5′N 46°44.9′E / 39.758333°N 46.748333°E39.758333; 46.748333 (Shusha/Shushi)Coordinate: 39°45.5′N 46°44.9′E / 39.758333°N 46.748333°E39.758333; 46.748333 (Shusha/Shushi)
Abitanti 3 191[3] (2005)
Altre informazioni
Lingue armeno
Prefisso +477[2]
Fuso orario UTC+4
Cartografia
Mappa di localizzazione: Nagorno Karabakh
Shusha/Shushi

Shusha (in azero Şuşa; in armeno Շուշի), traslitterato Shushi o Sushi, è una città della repubblica de facto del Nagorno Karabakh - Artsakh, capoluogo dell'omonimo distretto amministrativo regione di Šowši.

La sua attuale popolazione è di circa quattromila abitanti a fronte dei quindicimila (in prevalenza azeri) che vi risiedevano prima dello scoppio della guerra del Nagorno Karabakh.[4]

Sorge in cima ad una montagna ad un'altitudine compresa tra i 1400 ed i 1800 metri. Gravemente distrutta dagli eventi bellici, la città da alcuni anni ha intrapreso la strada di una lenta ricostruzione cercando di sviluppare la risorsa turistica; sono nati diversi hotel ed imprese del settore.

La ricostruzione è partita anche dalla Cattedrale di Ġazančec'oc' (traslitterato Ghazanchetsots) che si staglia sulla sommità, bianca, imponente e solitaria. La vocazione religiosa di Šowši è testimoniata anche da altre chiese e da due moschee sopravvissute alla guerra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La città è fondata verso il 1750 facente parte del khanato del Karabakh, poi nel diciannovesimo secolo integrato nell'impero russo. Nel 1830 la città viene divisa in due parti: i quartieri orientali sono destinati ai musulmani azeri, mentre quelli occidentali ai cristiani armeni.

Lo sviluppo nel Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Questa divisione della città acuisce la tensione tra i due gruppi etnici e le prime violenze si registrano agli inizi del Novecento. Nel 1920 l'ennesimo pronunciamento di autodeterminazione dell'ottavo Congresso del popolo del Karabakh (23 febbraio - 4 marzo) che chiede l'annessione all'Armenia e contesta l'appartenenza forzata all'Azerbaigian provoca una reazione militare. Tra il 22 marzo ed il 13 aprile forze turche ed azere penetrano nella regione e colpiscono in particolare i quartieri cristiani di Shushi provocando la morte di ventimila armeni.[5]. A seguito di tali fatti la città, unica nell'ambito di tutta la regione, rimane popolata prevalentemente da azeri e la sua popolazione cala a non più di diecimila abitanti. Tale declino viene confermato nel 1923 allorché il capoluogo regionale diviene Step'anakert.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra le forze azere sfruttano la posizione strategica di Šowši per colpire la vicina capitale e il corridoio di Laçın dove transitano gli aiuti provenienti dall'Armenia. L'8 maggio 1992 una spettacolare operazione militare guidata da Arkady Ter-Tatevosyan consente alle milizie armene del Karabakh di conquistare la città. Cade l'ultimo caposaldo azero nel territorio conteso e la guerra cambia il suo corso; pochi giorni dopo verrà liberato anche il corridoio di Laçın.[6]

La rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Terminato il conflitto la città si avvia ad una lenta ricostruzione. Molti quartieri sono distrutti e il numero di abitanti sensibilmente diminuito. Shushi, con la sua fortezza, la moschea e la nuova cattedrale, viene interessata da un progetto di riqualificazione culturale ed artistica.[7] Qui si trasferisce nell'autunno del 2012 il ministero della cultura.[8][9] Dal 2011 si tiene un simposio internazionale di scultura (al quale partecipano anche artisti italiani)[10] le cui opere in concorso sono lasciate al patrimonio della città.[11]

Da vedere[modifica | modifica wikitesto]

La città è dominata dall'alto dai resti della rocca che evoca il carattere di città fortezza che aveva in passato. Le distruzioni degli anni Venti e la guerra hanno fortemente danneggiato il patrimonio architettonico di quella che una volta era chiamata la "Parigi del Caucaso" per la sua intensa attività artistica ed intellettuale.[12] Pur essendo ancora ben presenti casermoni di epoca sovietica e rovine di palazzi, la ricostruzione della città prosegue sia nel restauro di vecchie costruzioni ottocentesche in pietra e legno, sia nell'edificazione di nuovi palazzi che richiamano anche nel materiale utilizzato lo stile armeno. Da visitare la cattedrale, il rinato museo storico geologico, il nuovo museo del tappeto, la Kanach Zham (chiesa verde) e la moschea di Juma di epoca persiana con i due alti caratteristici minareti.

La Moschea di Juma

Personalità legate a Shusha[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dichiaratosi unilateralmente Repubblica indipendente dal 6 gennaio 1992, secessionista dall'Azerbaigian secondo cui è parte integrante dello Stato. Non è riconosciuto a livello internazionale, ma è de facto indipendente.
  2. ^ Telephone Country codes
  3. ^ Risultati del censimento del 2005 nella Repubblica del Nagorno-Karabakh
  4. ^ Si
  5. ^ (EN) The Nagorno-Karabakh crisis: A Blueprint for Resolution, Public International Law & Policy Group and New England Center for International Law & Policy, juin 2000, p. 3.
  6. ^ La Stampa, 27.07.2007
  7. ^ (EN) Yerevan Magazine, aprile 2013
  8. ^ (HY) Sito del Ministero della cultura e della gioventù
  9. ^ (EN) Artsakh Today, ott 2012
  10. ^ (EN) Panarmenian, 30.07.2011
  11. ^ Osservatorio Artsakh, n° 8, pag 5
  12. ^ N.Pasqual, Armenia e Nagorno Karabakh, Guide Polaris (2010), pag. 329

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