Short S.23 Empire

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Short S.23 Empire
Lo Short S.23 Cooee nella livrea Qantas
Lo Short S.23 Cooee nella livrea Qantas
Descrizione
Tipo idrovolante di linea
Costruttore Regno Unito Short Brothers
Data primo volo 3 luglio 1936
Esemplari 31
Dimensioni e pesi
Lunghezza 26,82 m (88 ft 0 in)
Apertura alare 34,75 m (114 ft 0 in)
Altezza 9,70 m (31 ft 9¾ in)
Superficie alare 139,35 (1 500 ft²)
Peso a vuoto 10 659 kg (23 500 lb)
Peso max al decollo 18 370 kg (40 500 lb)
Propulsione
Motore 4 radiali Bristol Pegasus
Potenza 920 hp (696 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 322 km/h (200 mph)
Autonomia 1 223 km (760 mi)
Quota di servizio 6 100 m (20 000 ft)
Note dati relativi alla versione S23

i dati sono estratti da The Encyclopedia of World Aircraft[1]

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Lo Short S.23 Empire era un idrovolante a scafo centrale quadrimotore di linea prodotto dall'azienda britannica Short Brothers negli anni trenta.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Lo Short S.23 Empire venne progettato per soddisfare una richiesta dell'Air Ministry britannico per la costruzione di un idrovolante da trasporto passeggeri e postale che collegasse la Gran Bretagna con le colonie, principalmente con l'Australia. L'Empire era stato ufficialmente denominato C-class e per questo motivo ciascun esemplare venne battezzato con un nome che iniziava con la lettera C. Il primo Empire, G-ADHL Canopus, venne completato nel giugno 1936 e portato in volo per la prima volta il 3 luglio successivo. Vennero prodotti un totale di 42 esemplari tutti usciti dagli stabilimenti dell'azienda a Rochester, nel Kent, Inghilterra.

Le compagnie aeree che utilizzarono sulle proprie rotte l'Empire furono la britannica Imperial Airways (e la British Overseas Airways Corporation (BOAC) che gli successe), l'australiana Qantas e la neozelandese Teal.

La prima serie degli Short Empire, la S.23, poteva portare 5 membri di equipaggio, 17 passeggeri e 4 480 lb (2 035 kg) di carico ad una velocità massima di 174 nodi (320 km/h).

L'Empire venne pensato per operare lungo le rotte dell'Imperial Airways per il Sudafrica e l'Australia, dove le tratte non superavano mai più di 500 miglia. Dopo la progettazione è stato ulteriormente ottimizzato avviandone dopo poco la produzione, con una certa pressione da parte degli Stati Uniti, che auspicavano potesse offrire un servizio analogo tra le due sponde dell'oceano Atlantico.

L'autonomia dell'S.23 risultava inferiore al suo equivalente statunitense, il Sikorsky S-42, e per questo motivo non poteva fornire un reale servizio transatlantico. Due esemplari (il Caledonia ed il Cambria) vennero allora alleggeriti e dotati di serbatoi di combustibile maggiorati, inoltre venne sperimentato un metodo per il rifornimento in volo, tutto finalizzato all'aumento dell'autonomia per riuscire a svolgere il servizio richiesto, ma questo era a scapito della quantità di passeggeri e merci che era possibile trasportare. Venne anche sperimentato un tentativo di transvolata tramite una insolita combinazione piggy-back, denominata Short Mayo Composite, senza però riscuotere troppo successo. A questo scopo venne radicalmente modificato un S.23, ridenominato S.21 Maia, il quale era abbinato ad un altro più piccolo quadrimotore, lo Short S.20 Mercury, montato sulla parte dorsale. Ne venne costruito un solo esemplare prima di abbandonare l'idea.[2] Un lancio a mezz'aria dell'S.20 Mercury venne coronato dal successo nel 1938 riuscendo in questo modo a realizzare una serie di primati sulla lunga distanza, tuttavia venne richiesto da entrambe le sponde atlantiche limitandosi ad offrire un servizio di posta aerea e non venne realizzato alcun successivo sviluppo né progetto di questo tipo.

Successivamente dall'S.23 vennero realizzate tre varianti, l'S.30 caratterizzata da una diversa motorizzazione, il meno potente Bristol Perseus da 815 hp (608 kW) caratterizzato dall'adozione delle valvole a fodero, dalla quale venne sviluppato l'S.33, adattamento dell'S.30 dotata di una versione più potente del Perseus, quindi l'S.26, versione dotata dei potenti motori Bristol Hercules IV da 1 380 hp (1 029 kW), che diede origine alla G-class con effettiva capacità transoceanica.

Impiego[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale la rotta Regno Unito-Australia è stata interrotta e fu necessario creare una nuova rotta che collegasse Sydney a Durban attraverso Il Cairo. Temporaneamente interrotta dopo la perdita di Singapore, venne ripristinata dopo l'allontanamento dei giapponesi dalla Birmania e dalla British Malaya.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

S.23
versione civile dotata di motori radiali Bristol Pegasus, prodotta in 31 esemplari.
S.23M
versione militarizzata dell'S.23 dotata radar ASV, bombe ed armamento di difesa, 2 esemplari riconvertiti.

Lista degli esemplari[modifica | modifica sorgente]

Registratione Nome Operatore
S.23
G-ADHL Canopus Imperial Airways/BOAC
G-ADHM Caledonia Imperial Airways, successivamente BOAC
G-ADUT Centaurus Imperial Airways, ceduto alla Royal Australian Air Force (RAAF) nel 1939 (matricola A18-10)
G-ADUU Cavalier Imperial Airways, perso il 21 gennaio 1939 sulla rotta per Bermuda. 3 morti, 10 sopravvissuti soccorsi dalla petroliera SS Esso Baytown.
G-ADUV Cambria Imperial Airways, successivamente BOAC
G-ADUW Castor Imperial Airways, successivamente BOAC
G-ADUX Cassiopea Imperial Airways, successivamente BOAC
G-ADUY Capella Imperial Airways
G-ADUZ Cygnus Imperial Airways
G-ADVA Capricornus Imperial Airways
G-ADVB Corsair Imperial Airways, successivamente BOAC
G-ADVC Courtier Imperial Airways
G-ADVD Challenger Imperial Airways
G-ADVE Centurion Imperial Airways
G-AETV Coriolanus Imperial Airways, poi BOAC, infine Qantas nel 1942 (registrazione VH-ABG)
G-AETW Calpurnia Imperial Airways. precipitato, affondato e rottamato, Lago Habbaniya, Iraq, 27 novembre 1938.
G-AETX Ceres Imperial Airways, successivamente BOAC
G-AETY Clio Imperial Airways, poi BOAC, infine in forza alla Royal Air Force (RAF) nel 1940 (matricola AX659)
G-AETZ Circe Imperial Airways, successivamente BOAC
G-AEUA Calypso Imperial Airways, successivamente QANTAS nel 1939 non usato direttamente, infine RAAF (matricola A18-11)
G-AEUB Camilla Imperial Airways, poi BOAC, infine QANTAS (VH-ADU)
G-AEUC Corinna Imperial Airways, successivamente BOAC
G-AEUD Cordelia Imperial Airways, poi BOAC, quindi RAF el 1940 (AX660), infine tornato alla BOAC nel 1941 (G-AEUD)
G-AEUE Cameronian Imperial Airways, successivamente BOAC
G-AEUF Corinthian Imperial Airways, successivamente BOAC
G-AEUG Coogee Imperial Airways, poi QANTAS nel 1938 (VH-ABC), quindi RAAF nel 1939 (A18-12)
G-AEUH Corio Imperial Airways, poi QANTAS nel 1938 (VH-ABD), ritornato Imperial Airways nel 1939 (G-AEUH)
G-AEUI Coorong Imperial Airways, to QANTAS in 1938 (as VH-ABE), to Imperial Airways in 1939 (as G-AEUI)
G-AFBJ Carpentaria Imperial Airways (non usato), poi QANTAS nel 1937 (VH-ABA), quindi BOAC nel 1942 (G-AFBJ)
G-AFBK Coolangatta Imperial Airways (non usato), poi QANTAS nel 1937 (VH-ABB), quindi RAAF nel 1939 (A18-13)
G-AFBL Cooee Imperial Airways (non usato), poi QANTAS nel 1937 (VH-ABF), quindi BOAC nel 1942

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

Australia Australia
Regno Unito Regno Unito

Militari[modifica | modifica sorgente]

Australia Australia
Regno Unito Regno Unito

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

Nessun esemplare completo è arrivato fino ai nostri giorni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Donald 1997
  2. ^ (FR) Philippe Ballarini, Avions composites, avions parasites. Short Mayo in Aérostories, http://aerostories.free.fr/, 2001. URL consultato il 24 novembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) C.H. Barnes, James D.N., Shorts Aircraft since 1900, London, Putnam, 1989, p. 560. ISBN 0-85177-819-4.
  • (EN) David Donald (ed.), The Encyclopedia of World Aircraft, Leicester, UK, Blitz Editions, 1997. ISBN 1-85605-375-X.
  • (EN) Phillip Sims, Adventurous Empires, Airlife Publishing, 2000. ISBN 1-84037-130-7.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) BOAC At War - Part 2 - Aeroplane Monthly - August 1975

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]