Sholem Aleichem

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Scholem Aleichem
Le storie in yiddish di Shalom Aleichem, con il ritratto e l'autografo dell'autore
Monumento a Sholem Aleichem, Kiev. Il nome è scritto nell'ortografia yiddish della riforma sovietica (שאָלעם אלייכעם), che elimina la diversa grafia di parole ebraiche, come nel caso di Sholem Aleichem (שלום עליכם); però qui compare la consonante finale mem, anch'essa eliminata dall'ortografia sovietica.

Sholem Aleichem, in ebraico שלום־עליכם, in russo Шолом-Алейхем, pseudonimo di Sholem Naumovich Rabinovič (Pereyaslavl, 2 marzo 1859New York, 13 maggio 1916), è stato uno scrittore statunitense di origine ucraina, autore di novelle e romanzi umoristici in lingua yiddish.

Operò per promuovere gli scrittori yiddish e fu il primo a scrivere libri per bambini in quella lingua. Tema principale delle sue opere è la vita delle comunità ebraiche nei piccoli centri dell'Europa dell'est e nelle metropoli degli Stati Uniti.

Le sue opere sono state tradotte in molte lingue. Il musical del 1964 Il violinista sul tetto, tratto dalle sue storie che hanno come protagonista Tevye il lattaio, è stata la prima pièce in lingua inglese sulla vita degli ebrei in Europa Orientale ad avere un grande successo commerciale.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Il suo vero nome era Sholem Naumovich Rabinovich (varianti: Sholom, Shulem, Rabinovitz, Rabinovitsh ecc.) (in russo Шо́лем Нау́мович Рабино́вич), ed era nato da una famiglia povera, figlio di Menachem-Nukhem e Khaye-Ester Rabinovitsh a Pereyaslav (Poltava, a est di Kiev), Russia Imperiale.[1] La madre di Sholem Aleichem morì quando lui aveva quindici anni. Il suo primo scritto fu un vocabolario alfabetico degli epiteti usati dalla sua matrigna. All'età di quindici anni, ispirato da Robinson Crusoe, compose la sua versione, in ebraico, del famoso romanzo e decise di dedicarsi alla scrittura. Adottò lo pseudonimo comico di Sholem Aleichem, derivante da un saluto comune che significa "la pace sia con te" o, nella versione colloquiale, "ciao, come stai".

Dopo aver completato con ottimi voti gli studi nella locale scuola di Pereyaslav, nel 1876 andò via di casa per cercare lavoro. Per tre anni Sholem Aleichem fu l'insegnante di Olga (Golde) Loev, figlia di un ricco proprietario terriero. Il 12 maggio 1883 Olga sposò Sholem Aleichem contro la volontà di suo padre. Nel corso degli anni ebbero sei figli, tra i quali il pittore Norman Raeben[2]; e la scrittrice yiddish Lyalya (Lili) Kaufman. La figlia di Lyalya, Bel Kaufman, scrisse il romanzo Su per la discesa, da cui nel 1967 fu tratto un film di successo.

La carriera di scrittore[modifica | modifica sorgente]

All'inizio Sholem Aleichem scriveva in russo e in ebraico. Dal 1883 in poi produsse più di quaranta volumi in yiddish e nel 1890 era diventato una figura centrale nella letteratura yiddish. La maggior parte della letteratura destinata agli ebrei russi a quel tempo era in ebraico, la lingua sacra usata dagli ebrei istruiti. Sholem Aleichem scriveva in yiddish, la lingua vernacolare spesso chiamata, in senso dispregiativo, "gergo" (zhargon), ma che era accessibile a quasi tutti gli ebrei colti dell'Europa Orientale.

Oltre alla sua prodigiosa produzione di letteratura yiddish, Sholem Aleichem usava anche il suo patrimonio personale per incoraggiare altri scrittori yiddish. Nel 1888-1889 pubblicò due numeri di un almanacco, Di Yidishe Folksbibliotek ("La biblioteca popolare yiddish"), che fece conoscere molti giovani scrittori yiddish. Nel 1890 Sholem Aleichem perse tutto il suo patrimonio in una speculazione di borsa e non poté permettersi di stampare il terzo numero dell'almanacco, che era già pronto ma non fu mai dato alle stampe. Negli anni seguenti, mentre continuava a scrivere in yiddish, scriveva anche in russo per un giornale di Odessa e per il periodico Voskhod, la principale pubblicazione ebreo-russa di quel tempo, e anche in ebraico per Ha-melitz e per un'antologia edita da Y.H. Ravnitzky. In questo periodo Sholem Aleichem contrasse per la prima volta la tubercolosi.

Emigrazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 1891, Sholem Aleichem visse a Odessa e poi a Kiev. Nell'agosto del 1904, pubblicò Hilf: a Zaml-Bukh fir Literatur un Kunst ("Aiuto: Un'antologia per la Letteratura e l'Arte"[3]) e tradusse lui stesso tre storie inviate da Tolstoj (Sardanapalo re d'Assiria; Lavoro, morte e malattia; Tre domande), e anche i contributi di altri importanti scrittori russi, tra cui Chekhov, a sostegno delle vittime del pogrom di Kishinev. Nel 1905 lasciò la Russia con una certa riluttanza, costretto dalle ondate di pogrom che colpirono tutta la Russia meridionale. All'inizio visse a New York City, ma lì non riuscì a farsi strada nel mondo del teatro yiddish. Nel frattempo, la sua famiglia si era stabilita a Ginevra, in Svizzera. Sholem Aleichem presto scoprì che il suo reddito era troppo limitato per mantenere due case e partì per Ginevra. Nonostante la sua grande popolarità, le sue opere non generavano grandi entrate ed egli fu costretto ad un estenuante programma di viaggi per procurarsi il denaro necessario per mantenere se stesso e la sua famiglia

Nel luglio del 1908, durante un giro di conferenze in Russia, ebbe un collasso sul treno nei pressi di Baranowicz. Gli fu diagnosticata una ricaduta di tubercolosi emorragica acuta e trascorse due mesi in convalescenza nell'ospedale della città. In seguito Sholem Aleichem descrisse l'incidente come "incontro con sua maestà, l'Angelo della Morte, faccia a faccia" e affermò che fu quell'incidente a spingerlo a scrivere la sua autobiografia, Funem yarid [Dalla fiera].[1] Durante la convalescenza, Sholem Aleichem non poté partecipare alla Prima Conferenza della Lingua Yiddish, che si svolse nel 1908 a Czernovitz; il suo collega e amico, l'attivista yiddish Nathan Birnbaum, andò al suo posto.[4] Sholem Aleichem trascorse i quattro anni seguenti vivendo come un semi-invalido; solo dopo aver recuperato un po' di salute tornò a scrivere regolarmente. In questo periodo la famiglia fu sostenuta economicamente dalle generose donazioni di amici e ammiratori.

Nel 1914 la maggior parte della sua famiglia emigrò negli Stati Uniti e si stabilì a New York City. A quell'epoca il figlio Misha era malato di tubercolosi e perciò non poteva entrare in America secondo le leggi di immigrazione degli Stati Uniti. Misha rimase in Svizzera con sua sorella Emma e morì nel 1915, un evento che provocò a Sholem Aleichem una profonda depressione.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Sholem Aleichem morì a New York nel 1916, all'età di 57 anni, mentre stava ancora lavorando al suo ultimo romanzo, Motl il figlio del cantore Peyse e fu sepolto nel cimitero di Mount Carmel, nel Queens.[5] Il suo funerale fu uno dei più partecipati nella storia di New York, con circa 100.000 presenti.[6][7] Il giorno seguente il suo testamento fu pubblicato sul New York Times e fu letto al Congresso degli Stati Uniti d'America.

Il testamento conteneva istruzioni dettagliate impartite alla sua famiglia e ai suoi amici, relativamente al funerale ed a come Sholem Aleichem voleva essere commemorato e ricordato nel suo annuale yartzheit (anniversario della morte). Disse ai suoi amici e familiari di riunirsi, "leggere il mio testamento e scegliere anche una delle mie storie, una di quelle molto felici, e recitarla nella lingua che comprendete meglio". "Fate che il mio nome sia ricordato con il riso", aggiungeva, "o non ricordatelo affatto". Le riunioni continuano ancora oggi e negli ultimi anni sono state aperte al pubblico.

Bibliografia italiana[modifica | modifica sorgente]

Romanzi

  • La storia di Tewje il lattivendolo, Formiggini 1928, Feltrinelli 2000
  • Menachem Mendel, Marietti 1986
  • Marienbad, Formaggini 1918, Bietti 1963, TEA 1989
  • Un consiglio avveduto, Adelphi 2003
  • Storie di uomini e animali, Adelphi 2007
  • Che fortuna essere orfano! Un bambino ebreo dai pogrom all'America, Stampa Alternativa 2010
  • Tornando dalla fiera, Feltrinelli 1987

Racconti

  • Racconti ferroviari, Theoria 1994
  • Racconti della Shtetl. Scene di vita ebraica in un'Europa scomparsa, Bompiani 2001
  • Cantico dei cantici. Storia di un amore giovanile, Belforte Salomone 2004
  • Cantico dei Cantici. Un amore di gioventù in quattro parti, Adelphi 2004
  • Kasrilevke, Bompiani 1962

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Chaim Potok, The Human Comedy Of Pereyaslav, New York Times, 14 luglio 1985. URL consultato il 16 giugno 2008.
    «Approaching his 50th birthday, the Yiddish writer Sholom Aleichem (born Sholom Rabinowitz in the Ukraine in 1859) collapsed in Russia while on a reading tour. He was diagnosed as suffering from tuberculosis. As he put it later, 'I had the privilege of meeting his majesty, the Angel of Death, face to face.'».
  2. ^ Il cui insegnamento ha ispirato a Bob Dylan l'album Blood on the Tracks[senza fonte]
  3. ^ Varsavia, 1904
  4. ^ First Yiddish Language Conference. Two roads to Yiddishism (Nathan Birnbaum and Sholem Aleichem) di Louis Fridhandler
  5. ^ Mount Carmel cemetery
  6. ^ Vast Crowds Honor Sholem Aleichem; Funeral Cortege Of Yiddish Author Greeted By Throngs In Three Boroughs. Many Deliver Eulogies Services At Educational Alliance Include Reading Of Writer's Will And His Epitaph., New York Times, 16 maggio 1916. URL consultato il 20 aprile 2008.
    «A hundred thousand people of the east side, with sadness in their faces, lined the sidewalks yesterday when the funeral procession of Sholem Aleichem, (peace be with you,) the famous Yiddish humorist, whose real name was Solomon Rabinowitz, passed down Second Avenue and through East Houston. Eldridge, and Canal Streets, to the Educational Alliance, where services were held before the body was carried over the Williamsburg Bridge to ...».
  7. ^ 2,500 Jews Mourn Sholem Aleichem; "Plain People" Honor Memory Of "Jewish Mark Twain" In Carnegie Hall. Some Of His Stories Read Audience Laughs Through Tears, Just As The Author Had Said He Hoped Friends Would Do., New York Times, 18 maggio 1916. URL consultato il 20 aprile 2008.
    «More than 2,500 Jews paid honor to the memory of Sholem Aleichem, the "Mark Twain, who depicted in a style almost epic" the spirit of his race, at a "mourning evening" in Carnegie Hall last night.».

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