Shiro Ishii

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Shiro Ishii
il Generale Shiro Ishii nel 1932
il Generale Shiro Ishii nel 1932
25 giugno 1892 - 9 ottobre 1959
Nato a Prefettura di Chiba
Morto a Tokyo
Dati militari
Paese servito Giappone
Forza armata Dai-Nippon Teikoku Rikugun
Corpo Armata del Kwantung
Anni di servizio 1921-1945
Grado Generale 帝國陸軍の階級―襟章―大将.svg
Guerre Seconda guerra sino-giapponese
Seconda guerra mondiale
Comandante di Unità 731

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Shiro Ishii (石井四郎 Ishii Shirō?) (Prefettura di Chiba, 25 giugno 1892Tokyo, 9 ottobre 1959) è stato un medico, microbiologo e generale giapponese. Guidò il programma di armamento biologico dell'Impero giapponese al comando di un'unità militare di ricerca chiamata Unità 731, responsabile di sperimentazione umana e crimini di guerra.

L'Unità 731 fu creata nel 1932 e diede vita a un'organizzazione patrocinata dallo Stato volta al terrorismo biologico e all'omicidio di massa, con laboratori e campi di sterminio disseminati nell'enorme impero che il Giappone aveva conquistato nell'Asia orientale. Alcuni dei più importanti scienziati nipponici - fra cui professori universitari e medici - causarono a scopi strategici vere e proprie epidemie. I microbi furono utilizzati come armi invisibili contro popolazioni ignare. Tutto questo venne attuato in palese violazione della Convenzione di Ginevra (che proibiva l'uso delle armi chimiche e batteriologiche) alla quale il Giappone aveva aderito nel 1925.

Gli studiosi oggi stimano che le truppe giapponesi, che parteciparono al programma di guerra biologica al comando del generale Shiro Ishii, abbiano ucciso più di 540.000 civili cinesi con epidemie provocate da germi coltivati in laboratorio. Fu un vero e proprio genocidio. Il numero dei medici e degli scienziati coinvolti in queste azioni di guerra biologica e negli esperimenti su esseri umani supera le 20.000 unità. Eppure, dopo la seconda guerra mondiale, molti di essi tornarono alle loro precedenti occupazioni di accademici e clinici. Alcuni di essi raggiunsero un notevole prestigio e ingenti ricchezze. Shiro Ishii morì di cancro nel 1959 a Tokyo.

Nel 1997, 180 cinesi parenti delle vittime diedero inizio a un'azione legale collettiva di grande risonanza contro il governo nipponico, allo scopo di ottenere da esso sia un risarcimento che le scuse ufficiali: per se stessi, per i membri delle proprie famiglie e per le 2100 persone di cui è stato causato il decesso per l'uso di armi biologiche nei distretti cinesi da cui provenivano i querelanti. Nel 2002 la corte giapponese ha pronunciato il proprio verdetto, respingendo le richieste di risarcimento e di scuse, sebbene i giudici abbiano ammesso che quei fatti erano realmente accaduti.

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