Shiksa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Shiksa (yiddish: שיקסע, polacco: siksa) o shikse, è una parola yiddish e polacca (anche nota come чикса in russo), ora in uso anche nella lingua inglese, per lo più nella cultura ebraico-americana del Nord America, come termine per un donna non-ebrea, inizialmente dispregiativo ma ora spesso usato come termine satirico. Shiksa solitamente si riferisce a una bella donna o una ragazza non-ebrea che potrebbe essere una tentazione per gli uomini o ragazzi ebrei, ad esempio, per appuntamenti, matrimoni, ecc. L'archetipo sarebbe una bionda dagli occhi azzurri: l'opposto etnico di una donna ebrea. Tra gli ebrei ortodossi, il termine può essere utilizzato per descrivere giovani donne ebree che non riescono a seguire i precetti religiosi ortodossi. Il termine equivalente per un maschio non-ebreo è shegetz.

In Sud America (Argentina, Brasile, Uruguay), il termine "shiksa" è utilizzato sia da ebrei sefarditi e ashkenaziti per indicare una governante o cameriera, e non semplicemente una donna non ebrea.

Origine[modifica | modifica sorgente]

La parola shiksa è etimologicamente in parte derivata dal termine ebraico שקץ, sheketz שכץ, che significa "abominio", "impuro" o "oggetto di disgusto", a seconda del traduttore.[1] Diversi dizionari definiscono "shiksa" come termine denigratorio e offensivo applicato a una ragazza o una donna non ebrea.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Question 19.6: What does "shiksa" and "shaygetz" mean? How offensive are they?