Shenyang J-8

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Shenyang J-8
Shenyang J-8 esposto al museo dell'aviazione di Pechino, Cina
Shenyang J-8 esposto al museo dell'aviazione di Pechino, Cina
Descrizione
Tipo caccia intercettore/caccia multiruolo
Equipaggio 1
Progettista Gu Songfen
Costruttore Cina SAC
Data primo volo 5 luglio 1969[1]
Data entrata in servizio 1981[1]
Utilizzatore principale Cina Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn
Altre varianti Shenyang J-8II
Dimensioni e pesi
Lunghezza 20,5 m
Apertura alare 9,34 m
Altezza 5,06 m
Superficie alare 42,2
Peso a vuoto 9 240 kg
Peso carico 13 850 kg
Peso max al decollo 17 800 kg
Propulsione
Motore 2 turbogetti WP-7A
Spinta 44,1 kN
66,7 kN con postbruciatore
Prestazioni
Velocità max 2,4 Mach (2 230 km/h[1])
VNE 2,2 Mach
Autonomia 1 245 km[1]
Tangenza 20 500 m
Note dati riferiti alla versione J-8I

[senza fonte]

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Il J-8I esposto al Museo militare della rivoluzione popolare cinese di Pechino.
Una vista generale del museo dove si notano, sulla sinistra, il Chengdu J-7 ed il J-8I affiancati. Si noti la differenza di dimensioni tra i due esemplari.

Lo Shenyang J-8 noto anche come Jian-8 (歼-8; nome in codice NATO Finback, poi Finback-A), era un caccia intercettore/multiruolo bimotore a getto ad ala a delta prodotto dall'azienda cinese Shenyang Aircraft Corporation (SAC) negli anni sessanta.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Fino agli anni anni sessanta l'aeronautica militare cinese poteva contare sulla collaborazione dell'Unione Sovietica che forniva sia direttamente velivoli di propria produzione, sia i progetti per poter realizzarli su licenza. A seguito di tensioni tra i due paesi nel maggio 1964 la 6ª accademia di ricerca del Ministero della difesa cinese iniziò la valutazione di un programma per la fornitura di una nuova generazione di caccia Mach 2 di progettazione totalmente autoctona. Tra le caratteristiche della specifica emessa si richiedeva la possibilità di raggiungere la velocità di 2,2 Mach, una velocità ascensionale di 200 m/s ed un'autonomia di 1 500 chilometri con serbatoio di combustibile interno, in modo da poter contrastare gli eventuali attacchi portati dal bombardiere Convair B-58 Hustler ed il cacciabombardiere Republic F-105 Thunderchief.[2]

Alla richiesta rispose l'istituto di progettazione aeronautica Shenyang con il progetto di un bimotore turbogetto basata sul MiG-21 ed il suo omologo cinese, il Chengdu J-7, mentre l'istituto di progettazione aeronautica Chengdu propose un monomotore turboventola dotato di configurazione alare a delta e alette canard, il Chengdu J-9.[2]

Sotto la supervisione di Zhiqian Huang, dall'ottobre 1964 iniziò lo sviluppo del J-8 basandosi sull'esperienza acquisita con la produzione su licenza di analoghi velivoli di produzione sovietica.

Il nuovo velivolo, che integrava molte soluzioni tecniche adottate dal MiG-21 ed il suo omologo cinese, il Chengdu J-7, era dotato di ala a delta di 60° caratterizzata da un profilo alare di spessore ridotto ed era equipaggiato con due turbogetti Chengdu WP-7A (i Tumanskij R-11 prodotti su licenza) capaci di fornire, grazie all'adozione di un postbruciatore, una spinta pari a 5 100 kg.

La presa d'aria era posizionata nel muso che gli conferiva un aspetto del tutto similare al MiG-21/J-7 benché fosse di maggiori dimensioni e avesse due turbogetti invece che uno. In effetti il suo aspetto richiamava più il Mikoyan Gurevich Ye-152, un prototipo mai arrivato alla produzione in serie, che vista la notevole somiglianza si ipotizza che i cinesi fossero riusciti a disporre dei progetti.[1]

Il prototipo venne portato in volo per la prima volta il 5 luglio 1969, equipaggiato con il radar già in dotazione al J-7I ed armato con due PL-2, missili a corto raggio a guida IR. Le prestazioni generali del velivolo però non diedero i risultati sperati[1] ed il suo sviluppo, seppure non interrotto, venne declassato ad una priorità inferiore ad altri progetti ritenuti di maggiore urgenza. Lo sviluppo continuò a rilento, comunque un modello venne fornito all'aeronautica militare per le valutazioni nel 1980 seguito da una piccola produzione di serie.

Nel 1976 venne avviato lo sviluppo di una versione migliorata, designata J-8I, destinata a supplire alle carenze della versione precedente. Il J-8I adottava un radar dalle migliori prestazioni, un cannone automatico a doppia canna calibro 23 mm, in sostituzione dei due distinti cannoni da 23 mm dell'originale J-8, un pilone centrale per un serbatoio esterno e quattro piloni sottoalari per i missili aria-aria, e un sedile eiettabile di tipo II. Un primo prototipo venne realizzato nel 1980 ma rimase distrutto in un incendio a terra, mentre il secondo prototipo ha effettuato il primo volo il 24 aprile 1981.[1]

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Il J-8 venne fornito all'aeronautica militare in un piccolo lotto nel 1981.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

J-8
prototipo e versione iniziale da caccia diurno, equipaggiato con 2 turbogetti WP-7A, radar SR-4, due cannoni Type 30-I calibro 30 mm da 200 rounds colpi ciascuno e 2 missili aria-aria PL-2 a guida termica; prodotto in serie limitata.[2]
J-8I
versione migliorata caccia ognitempo/attacco al suolo, dotata di radar di puntamento SL-7A da 40 km di gittata, cannone a doppia canna Type 23-III calibro 23 mm e fino a 4 missili aria-aria (o bombe); prodotto in serie limitata.
J-8E
versione di sviluppo intermedio del J-8I.
JZ-8 (J-8R)
versione fotoricognitore derivata dal J-8 o J-8I.
J-8ACT
versione speciale per la sperimentazione della tecnologia fly-by-wire.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Cina Cina

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g CHINESE J-8 INTERCEPTORS inAirVectors
  2. ^ a b c Jian-8 Interceptor Fighter in sinodefence.com.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]