Shahvaraz di Persia

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Farrukhan, noto come Shahvaraz di Persia (... – Ctesifonte, 17 giugno 629), è stato un generale persiano e successivamente re della Persia.

Shahvaraz il Generale[modifica | modifica sorgente]

Farrukhan era nato in Persia da una famiglia cristiana, e anch'egli era cristiano; si arruolò nell’esercito persiano, dove fece carriera in breve tempo, fino a diventare il generale più importante della Persia. Egli poté mostrare la sua bravura al comando dell’esercito persiano, che stava invadendo l’impero bizantino, con la scusante che l’imperatore bizantino, che sedeva sul trono degli augusti, Foca, aveva assassinato l'augusto Maurizio. I persiani iniziarono ad invadere le terre dell'Asia minore, e la Giudea, e per la ferocia con cui Farrukhan combatteva contro i bizantini, ottenne il nome di Shahvaraz, che significava cinghiale feroce, che gli fu dato dal re Cosroe II.

Shahvaraz ebbe il più grande successo della sua carriera quando era alla guida dell'esercito persiano che stava invadendo la Palestina, e qui nel 614 dopo un lungo sanguinoso assedio, espugnò la città di Gerusalemme, sacra per tutta la cristianità. Shahvaraz ordinò che i cristiani che erano sopravvissuti a Gerusalemme dovevano essere fatti prigionieri, e spediti poi a Babilonia; insieme a loro mandò anche la reliquia della vera croce, cosa assai umiliante per tutta la cristianità, che si vedeva derubata della sua più importante reliquia. Alcuni bizantini riuscirono a fuggire da Gerusalemme, portando con loro altre reliquie, tra le quali la spugna sacra e la lancia; queste due reliquie furono consegnate all'imperatore Eraclio I, insieme alla notizia della caduta di Gerusalemme.

Dopo che ebbe conquistato tutta la Giudea, Cosroe II ordinò a Shahvaraz, nel 619, di invadere l'Egitto; già nel 620, Alessandria d'Egitto era nelle sue mani, e alla fine del 622 tutto l'Egitto era nelle mani dei persiani, togliendo così ai bizantini la loro più importante fonte di grano. Nello stesso anno visto la vittoria in Egitto, Cosroe II gli affidò il comando delle forze persiane per l'invasione dell'Asia minore, visto che Eraclio I aveva organizzato una controffensiva che doveva colpire l'impero persiano in Mesopotamia.

Eraclio I riuscì ad organizzare un esercito militarmente più preparato di quello di Shahvaraz, ma quest'ultimo riuscì ad aggirarlo, e ad avanzare fino al Bosforo, alla volta di Costantinopoli, e nel 626 si alleò con gli Avari, e tentò di aiutarli nell’assedio di Costantinopoli, difesa solamente dal suo patriarca, Sergio I di Costantinopoli, e da 10.000 cavalieri bizantini. Così Shahvaraz armò una forte flotta, ma essa venne bruciata nella notte dalla marina bizantina. Shahvaraz, avendo così perso la sua forza navale, non poteva più aiutare gli Avari a conquistare Costantinopoli, e quindi si vide costretto a barricarsi in Calcedonia; perse le speranze dell’appoggio dei persiani, gli Avari si videro costretti a ritirarsi, visto le troppe perdite subite. Cosroe II, visto che Shahvaraz aveva fallito, mandò al kadarigan l'ordine di condannarlo a morte, ma i portatori del messaggio vennero intercettati da Eraclio, che fece leggere il messaggio a Shahvaraz; quest'ultimo si fece furbo e inserì nel messaggio, sotto il suo nome, il nome di altri 400 soldati persiani. Dopodiché consegnò la lettera al Kadarigan, chiedendogli se era disposto a obbedire all'ordine e giustiziare quindi 400 soldati. Il Kadarigan rispose che non era disposto a compiere una tale follia e tutti furono d'accordo di non obbedire più agli ordini di Cosroe e di concludere una pace separata con l'Impero d'Oriente.

Shahvaraz re di Persia[modifica | modifica sorgente]

Anche i figli di Shahvaraz erano dei generali persiani, e quando vennero a sapere che Cosroe II aveva tentato di uccidere il loro padre, si rifiutarono di servirlo ancora, e nel 628 aiutarono il padre nella rivolta contro Cosroe.

Nel 630 Shahvaraz, per usurpare il trono di Persia, si assicurò l'aiuto del Basileus Eraclio I, promettendogli che in cambio di aiuti militari egli avrebbe ritirato le sue truppe dalle province orientali dell’impero bizantino, che ancora occupava, e avrebbe restituito la reliquia della sacra croce ai bizantini. Eraclio I non esitò, e accettò la proposta di Shahvaraz. Il trono di Persia era in mano al giovane Ardashir III di Persia, figlio di Kavadh II. Shahvaraz riuscì a conquistare il trono di Persia, ma governò solo per due mesi come re: infatti venne assassinato in una congiura il 9 giugno dello stesso anno.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Shahvaraz ebbe un figlio di nome Niceta, che fu al servizio dell’impero bizantino, e comandò le truppe bizantine contro gli Arabi in Siria negli anni trenta del VII secolo, ma fu catturato e fatto giustiziare dal califfo Umar.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore:
Ardashir III
Scià di Persia
27 aprile - 17 giugno 629
Successore:
Porandokht