Shūsaku Endo

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« 'Signore, mi ha afflitto il tuo silenzio'.
'Io non tacevo. Soffrivo accanto a te'. »
(Shūsaku Endo, Silenzio[1])

Shūsaku Endo (遠藤 周作?) (Tokyo, 27 marzo 192329 settembre 1996) è stato uno scrittore giapponese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nell'anno del disastroso terremoto di Tokyo, si convertì al cattolicesimo all'età di 11 anni. Data la giovane età la sua fu, più che una scelta, il desiderio di compiacere la madre che, reduce da un doloroso divorzio, trovava sollievo nell'assidua pratica religiosa. Lasciati presto gli studi di medicina, intraprese quelli di letteratura francese e fu uno dei pochi studenti giapponesi ad essere inviato, a spese dello stato, in Francia per approfondire gli studi. I tre anni passati all'estero non furono facili e, al ritorno in Giappone, contrasse la tubercolosi, il che aggravò notevolmente il suo stato emotivo. Dopo un lungo ricovero, si recò in Terrasanta per ripercorrere i luoghi dove si era svolta la vita di Cristo. In seguito iniziò la carriera di scrittore e le sue opere cominciarono ad avere un grande successo. Se si considera che esse erano profondamente influenzate dal suo credo religioso e che esso in Giappone era praticato da un numero trascurabile di persone, c'è da stupirsi che possa aver avuto in patria una tale notorietà. Endo è stato definito il Graham Greene giapponese per numerose affinità stilistiche ed anche biografiche (Greene si era convertito al Cristianesimo a 23 anni) con lo scrittore inglese.

Il suo capolavoro è probabilmente Silenzio (Chinmoku, 1966), sul tormentato rapporto tra cristianesimo e cultura nipponica, nei tentativi missionari clandestini in Giappone dopo la persecuzione anticristiana di Hideyoshi alla fine del Cinquecento.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique
— 1968
Cavaliere dell'Ordine della Cultura - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Cultura
— 1995

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Shūsaku Endo, Silenzio, Rusconi, Milano 1982, p.222

Controllo di autorità VIAF: 27064057 LCCN: n79060716

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