Seven Nation Army

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Seven Nation Army
The White Stripes, Seven Nation Army (Alex Courtes).jpg
Screenshot del video del brano.
Artista The White Stripes
Tipo album Singolo
Pubblicazione 13 maggio 2003
Durata 3 min : 52 s (11 min: 08 s compresi i lati B)
Dischi 1
Tracce 3
Genere Alternative rock
Indie rock
Etichetta XL Recordings
Produttore Jack White
The White Stripes - cronologia
Singolo precedente
(2002)

Seven Nation Army è un singolo del 2003 del gruppo musicale The White Stripes, prima traccia dell'album Elephant. Nell'anno di pubblicazione vinse un Grammy Award come "migliore canzone rock".

Il titolo Seven Nation Army (che letteralmente significa esercito di sette nazioni) si ricollega all'infanzia di Jack White, membro del duo: da bambino era la sua storpiatura involontaria di Salvation Army, l'Esercito della salvezza.

Numerosi sono gli artisti che si sono cimentati con delle cover di questo brano musicale, tra cui gli Audioslave, gli Hard-Fi, i Flaming Lips, i Punk Division e gli M@d (in The Concert). I Metallica ne suonarono in un concerto il riff, insieme a quelli di altre canzoni rock. Mentre alcuni dj tra cui Benny Benassi, Tommy Vee, The Glitch Mob Tim Deluxe hanno creato dei remix molto apprezzati nelle discoteche italiane. Esiste anche un remake italiano, ad opera di Frankie HI-NRG, che utilizza la stessa musica, ma propone il testo di una sua vecchia canzone, dal titolo Fight da faida. Il cantante francese Ben l'Oncle Soul nel 2009 ha realizzato una reinterpretazione del brano con un arrangiamento soul che nel 2011 è stato molto programmato dalle radio italiane. Altra versione è quella dei Finley, chiamata 9 luglio 2006 con un testo del tutto originale realizzato sulla base dei cori da stadio.[1]

La rivista Rolling Stone lo ha classificato al sesto posto nella classifica delle 100 migliori canzoni degli anni 2000 e alla posizione 286 della lista delle 500 migliori canzoni di sempre[2][3].

Lista formati[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

  1. Seven Nation Army - 4:03
  2. Good to Me - 2:06
  3. Black Jack Davey - 5:06

7"[modifica | modifica sorgente]

  1. Seven Nation Army - 3:52
  2. Good to Me - 2:06

Video musicale[modifica | modifica sorgente]

Il video musicale, diretto da Alexandre Courtès, è senza ombra di dubbio il più noto dei White Stripes. È costituito principalmente da coreografie di triangoli (ispirato alla celebre locandina del film Arancia meccanica) contenuti ciascuno all'interno dell'altro, a somiglianza delle matrioske russe. Per tutta la durata del video l'interno dei triangoli viene zoomato mostrando i due membri della band nell'atto di suonare. Il video ha vinto numerosi premi della critica ed è stato trasmesso un gran numero di volte in tv.

La canzone allo stadio[modifica | modifica sorgente]

In Italia è conosciuta anche con l'appellativo popopo (in molteplici varianti, ad es. po-po-po-po), che deriva dal caratteristico coro di chi cerca di riprodurne il tema principale.[1]

Una data precisa in cui per la prima volta viene intonato tale coro da stadio da una curva calcistica è difficile da stabilire: i tifosi della Juve Stabia nel 2004,[4] quelli del Perugia[5] o quelli della Sambenedettese[6] su tutti.

È durante la stagione calcistica 2005-2006 che il coro acquisisce notorietà, poiché comincia ad essere utilizzato dalla tifoseria romanista in occasione della partita di Coppa UEFA con il Bruges, il 15 febbraio 2006: il motivo dei White Stripes è la musica utilizzata dallo speaker dello stadio belga per celebrare il momentaneo pareggio di Javier Portillo, ripreso dai sostenitori romanisti dopo la rete vittoriosa di Simone Perrotta.[7][8] Ulteriore motivo di popolarità è una breve interpretazione di Francesco Totti ospite del Festival di Sanremo 2006.[8]

L'usanza si estende ai tifosi al seguito della Nazionale italiana durante i Mondiali di calcio di Germania 2006. Il coro è parte della colonna sonora della notte tra il 9 e il 10 luglio dedicata ai festeggiamenti per la vittoria della Nazionale azzurra in finale. La canzone sembra particolarmente appropriata all'impresa della Nazionale: infatti, le prime parole della canzone sono:

« I'm gonna fight 'em off

A seven nation army couldn't hold me back »

Che significano: Li scaccerò/Un esercito di sette nazioni non mi fermerà. Le squadre (ossia gli eserciti) che una Nazionale deve affrontare durante la fase finale del mondiale, se arriva fino alla finale, sono infatti proprio sette.

È ipotizzabile che un giovane tifoso della Juve Stabia, all'epoca studente universitario e domiciliato nei pressi della Fontana di Trevi a Roma, che stava guardando la finale dei mondiali di calcio del 2006 tramite l'allacciamento abusivo del proprio televisore di casa al generatore elettrico di un venditore ambulante di bibite e snack operante nelle immediate vicinanze della Fontana di Trevi, abbia dato inizio al tormentone intonando, non curandosi della presenza della polizia municipale, "tutti nella fontana", sulle note della canzone, subito dopo la fine della partita e dunque ancor prima dell'inizio dei festeggiamenti.

Successivamente questa canzone è stata intonata dai supporter italiani per celebrare le vittorie di Valentino Rossi nel Gran Premio motociclistico di Germania 2006 e di Michael Schumacher e della Ferrari nel Gran Premio di Francia 2006.[senza fonte]

Tanto e tale è stato il successo da far tornare il brano, tre anni dopo la sua uscita, nella Top 10 italiana, salendo fino alla terza posizione. Inoltre parte di tale brano è stata la sigla di un programma preserale di Rai 1, Tutto per tutto.

La canzone si è poi risentita a Vienna quando la Nazionale di calcio della Spagna ha vinto il Campionato europeo di calcio 2008. Durante il successivo Europeo in Polonia e Ucraina nel 2012 , il suo tema principale venne eseguito negli stadi ad ogni goal e si confermò il coro prediletto dai tifosi azzurri, dati anche i successi della squadra italiana fino alla finale.

Nel football americano la canzone è stata utilizzata all'M&T Bank Stadium come canzone del tifo ufficiale dei Baltimore Ravens nella stagione 2011[9]. Ha continuato ad essere utilizzata anche nella stagione successiva, quando la squadra si è aggiudicata il campionato NFL vincendo il Super Bowl XLVII. Durante quell'evento, i tifosi dei Ravens furono uditi cantare distintamente "Seven-Nation Army" ripetute volte durante il blackout dello stadio avvenuto nel terzo quarto del match[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b The White Stripes Vogue.it
  2. ^ (EN) 100 MIGLIORI CANZONI DEGLI ANNI 2000, Rolling Stone. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  3. ^ (EN) 500 GREATEST SONGS OF ALL TIME, Rolling Stone. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  4. ^ Calcio Campano, JuveStabia.info
  5. ^ Gazzetta.it
  6. ^ Video di Sambenedettese-Napoli del 28-05-2005, Video di Sanbenedettese-Crotone del 05-01-2004
  7. ^ Calcio al Pallone
  8. ^ a b Po po po, il nuovo inno azzurro Gazzetta.it
  9. ^ (EN) Ravens adapt "Seven-Nation Army" as hype-up chant, Baltimore Sports Report, 2011. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  10. ^ (EN) Superdome goes dark during Super Bowl XLVII, baby, USA Today, 4 febbraio 2013. URL consultato il 22 febbraio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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