Seven Nation Army

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Seven Nation Army
Copertina del disco Seven Nation Army
Screenshot del video del brano.
Artista The White Stripes
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Singolo
Pubblicazione 13 maggio 2003
Durata 3 min : 52 s (11 min: 08 s compresi i lati B)
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 3
Genere Alternative rock
Hard rock
Blues rock
Indie rock
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta XL Recordings
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Jack White
Arrangiamenti {{{arrangiamenti}}}
Regista {{{regista}}}
Registrazione
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
The White Stripes – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
Candy Cane Children
(2002)
I Just Don't Know What to Do with Myself
(2003)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Singolo precedente Singolo successivo

Seven Nation Army è una canzone del 2003 degli The White Stripes, prima traccia dell'album Elephant. Nell'anno di pubblicazione vinse un Grammy Award come "migliore canzone rock".

Il titolo Seven Nation Army (che letteralmente significa esercito di sette nazioni) si ricollega all'infanzia di Jack White, membro del duo: da bambino era la sua storpiatura involontaria di Salvation Army, l'Esercito della salvezza.

Numerosi sono gli artisti che si sono cimentati con delle cover di questo brano musicale, tra cui gli Audioslave, gli Hard-Fi, i Flaming Lips, i Punk Division e gli M@d (in The Concert). I Metallica ne suonarono in un concerto il riff, insieme a quelli di altre canzoni rock. Mentre alcuni dj tra cui Benny Benassi, Tommy Vee, The Glitch Mob Tim Deluxe hanno creato dei remix molto apprezzati nelle discoteche italiane. Esiste anche un remake italiano, ad opera di Frankie HI-NRG, che utilizza la stessa musica, ma propone il testo di una sua vecchia canzone, dal titolo Fight da faida. Il cantante francese Ben l'Oncle Soul nel 2009 ha realizzato una reinterpretazione del brano con un arrangiamento soul che nel 2011 è stato molto programmato dalle radio italiane. Altra versione è quella dei Finley, chiamata 9 luglio 2006 con un testo del tutto originale realizzato sulla base dei cori da stadio.

Indice

[modifica] Lista formati

[modifica] CD

  1. Seven Nation Army - 3:52
  2. Good to Me - 2:06
  3. Black Jack Davey - 5:06

[modifica] 7"

  1. Seven Nation Army - 3:52
  2. Good to Me - 2:06

[modifica] Video musicale

Il video musicale, diretto da Alexandre Courtès, è senza ombra di dubbio il meglio noto dei White Stripes. È costituito principalmente da coreografie di triangoli (ispirato alla celebre locandina del film Arancia meccanica) contenuti ciascuno all'interno dell'altro, a somiglianza delle matrioske russe. Per tutta la durata del video l'interno dei triangoli viene zoomato mostrando i due membri della band nell'atto di suonare. Il video ha vinto numerosi premi della critica ed è stato trasmesso un gran numero di volte in tv.

[modifica] La canzone allo stadio

In Italia è conosciuta anche con l'appellativo popopo (in molteplici varianti, ad es. po-po-po-po), che deriva dal caratteristico coro di chi cerca di riprodurne il tema principale, ed è ormai usata in molte parti d'Europa.

Una data precisa in cui per la prima volta viene intonato tale coro da una curva calcistica è difficile da stabilire: per alcuni furono i tifosi della Juve Stabia nel 2004,[1] per altri quelli delle squadre del Perugia,[2] della Sambenedettese[3] o degli Heart of Midlothian.

È durante la stagione calcistica 2005-2006 che il coro acquisisce notorietà, poiché comincia ad essere utilizzato dalla tifoseria romanista nel periodo in cui la squadra conquista il record di undici vittorie consecutive in campionato. L'idea di adattare le note del riff a un canto da curva nasce durante la partita di Coppa UEFA con il Bruges, il 15 febbraio 2006: il motivo dei White Stripes è la musica utilizzata dallo speaker dello stadio belga per celebrare il momentaneo pareggio di Javier Portillo, ripreso dai sostenitori romanisti dopo la rete vittoriosa di Simone Perrotta.[4] Ulteriore motivo di popolarità è una breve interpretazione di Francesco Totti ospite del Festival di Sanremo 2006.

L'usanza si estende ai tifosi al seguito della Nazionale italiana durante i Mondiali di calcio di Germania 2006. Il coro è parte della colonna sonora della notte tra il 9 e il 10 luglio dedicata ai festeggiamenti per la vittoria della Nazionale azzurra in finale. La canzone sembra particolarmente appropriata all'impresa della nazionale: infatti, le prime parole della canzone sono:

« I'm gonna fight 'em off
A seven nation army couldn't hold me back »

Che significano: Li scaccerò/Un esercito di sette nazioni non mi fermerà. Le squadre (ossia gli eserciti) che una Nazionale deve affrontare durante la fase finale del mondiale, se arriva fino alla finale, sono infatti proprio sette.

Successivamente questa canzone è stata intonata dai supporter italiani per celebrare le vittorie di Valentino Rossi nel Gran Premio motociclistico di Germania 2006 e di Michael Schumacher e della Ferrari nel Gran Premio di Francia 2006.[senza fonte]

Tanto e tale è stato il successo da far tornare il brano, tre anni dopo la sua uscita, nella Top 10 italiana, salendo fino alla terza posizione. Inoltre parte di tale brano è stata la sigla di un programma preserale di Rai 1, Tutto per tutto.

La canzone si è poi risentita a Vienna quando la Nazionale di calcio della Spagna ha vinto il Campionato europeo di calcio 2008.

[modifica] Note

  1. ^ Calcio Campano, JuveStabia.info
  2. ^ Gazzetta.it
  3. ^ Video di Sambenedettese-Napoli del 28-05-2005, Video di Sanbenedettese-Crotone del 05-01-2004
  4. ^ Calcio al Pallone

[modifica] Collegamenti esterni

Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue