Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto

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Riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto
ECCE HOMO di Barcellona.
Tipo di festa religiosa locale
Periodo dal Giovedì di Passione alla Domenica in Albis
Celebrata a Barcellona Pozzo di Gotto
Religione Cattolicesimo
Oggetto della celebrazione Passione di Gesù
Tradizioni religiose Processioni
Tradizioni culinarie Cuddura cull'ova, Panini ê Cena, Calia e simenza, Picureddi di marzapane

I riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto (Sumana Santa in siciliano) sono una manifestazione religiosa popolare tipica.

Origini generali[modifica | modifica sorgente]

Il drappello dei Giudei scorta l'Urna del Cristo Morto di Pozzo di Gotto.
Il drappello dei Giudei scorta l'Urna del Cristo Morto di Pozzo di Gotto.

Come per la rappresentazione della Natività riconducibile all'opera di San Francesco d'Assisi col primo presepe vivente di Greccio, anche le rievocazioni pasquali sono attribuibili al Poverello di Assisi e alla tradizione francescana, in pieno clima di campagne militari delle Crociate per la riconquista del Santo Sepolcro e di tutti i luoghi legati alla Vita e alla Passione di Gesù, quando la vera Via Crucis comportava la necessità di visitare personalmente i territori della Terra Santa. Per secoli guerre, un lungo travagliato e pericoloso viaggio, dettano la necessità di creare rappresentazioni per portare idealmente ciascun credente a Gerusalemme coinvolgendolo spiritualmente dal punto di vista religioso. La narrazione della Passione di Cristo contenuta nei vangeli canonici: Matteo 26-27, Marco 14-15, Luca 22-23, Giovanni 18-19, ispirano la trascrizione di brani e canti orali. Da Venanzio Fortunato a San Francesco d'Assisi, dal pensiero di Sant'Ignazio di Loyola a quello di San Tommaso d'Aquino, dalle riflessioni e meditazioni Sant'Alfonso Maria de' Liguori alle monumentali composizioni musicali e pittoriche. Attraverso opere come lo Stabat Mater Dolorosa, Anima Christi si perviene alle numerose opere locali che contribuiscono alla divulgazione del Mistero della Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. In Sicilia dopo l'anno 1072, il ritorno alla sovranità di matrice cristiana e cattolica avviene con l'avvento dei Normanni grazie al contributo congiunto dei cattolicissimi, quanto guerrieri Gran Conte Ruggero e di Roberto il Guiscardo. Con l'insediamento di numerosi ordini religiosi si creano e diffondono opere permeate dal pensiero filosofico dei dottori della chiesa e ispirate dagli insegnamenti evangelici.

Il ritrovamento nella Biblioteca Comunale di Palermo all'inizio del XX secolo di un dramma sacro scritto in lingua siciliana fra 1414 e il 1434, dimostra le fonti delle prime rievocazioni in Sicilia.

  • La Passio recitata o "declamata", in forma di "lettura" rievocante i momenti salienti della Passione di Cristo, trae origini dalle sacre rappresentazioni effettuate anticamente in Sicilia, nello specifico ispirate dall'opera "Resurrectio Christi" di Marco De Grandi poeta, giurista, storico, giurato del senato, segretario della Camera Regionale di Siracusa, curatore dei Consigli Civici, vissuto tra il 1418 e il 1495 durante il regno di re Alfonso d'Aragona.
  • È posteriore la Passio figurata non recitata, rievocata con spettacoli popolari con l'utilizzo didattico e spesso drammatico, di lavori di falegnameria, con l'ausilio di immagini e di artifici realizzati in legno e carta colorata, una simile rievocazione è realizzata a Messina nel 1508 sulla piazza del Monastero Carmelitano durante la visita di Raimondo di Cardona Vicerè di Sicilia e Napoli.[1].

Per cronologia, analogia, territorialità, emulazione, contaminazione di usi e costumi, al novero della seconda tipologia, inserita nel contesto isolano sottoposto alla dominazione aragonese - spagnola rispettivamente sotto la Corona d'Aragona e Corona di Spagna, appartengono i riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto.

Origini cittadine[modifica | modifica sorgente]

La Caduta del Cristo di Pozzo di Gotto.
Canestri Pasquali del Giovedì Santo.

I riti della Sumana Santa o Santa Sumana trovano fondamento nella storia della Sicilia spagnola 1516 - 1713 quando l'intera isola soggetta alla dominazione della Corona d'Aragona, unita al Regno di Napoli passa sotto la giurisdizione della Corona di Spagna, note in tempi successivi come dominazioni aragonese e spagnola. Nel 1571 i Pozzogottesi ottengono dalla Gran Corte Arcivescovile di Messina l'autorizzazione a eleggere il loro Cappellano di stanza a San Vito senza più dipendere dall'Arcipretura di Milazzo. La prima processione è effettuata nel 1621 come moto di protesta verso i Giurati della città di Milazzo, alla cui giurisdizione Pozzo di Gotto dipendeva politicamente e fisicamente costituendone una lontana frazione, come voto e promessa per rompere il legame di subordinazione vincolo, che sarà definitivamente interrotto il 22 maggio 1639. Inizialmente è portato in processione il "Catafalco col Cristo Morto", in seguito sono 5 i simulacri che raffigurano alcuni Misteri rispettivamente: l'"Orazione nell’Orto di Getsemani", il "Signore alla colonna", la "Caduta", il "Signore con la Croce", l’"Urna". Successivamente è aggiunto il simulacro dell'"Addolorata" e in seguito altre scene rappresentative delle Stazioni della Via Crucis fino a raggiungere il numero attuale. Una prima sospensione della Sacra Rappresentazione avviene a causa di un evento sismico, conosciuto come il Terremoto della Calabria meridionale del 1783, in seguito al quale i gruppi statuari subiscono notevoli danneggiamenti [1]. L'interruzione si prolunga fino al 1800, nel 1801 è organizzata un'analoga processione nel nucleo di Barcellona. La frazione a occidente del Longano a sua volta dipendente dalla giurisdizione di Castroreale, ha già seguito l'esempio della vicina comunità ribellandosi ai Giurati Castrensi, facendo riconoscere in campo ecclesiale la propria indipendenza. L'autonomia del casale di Barcellona è deliberata dal Parlamento Siciliano, riconosciuta dal Re il 15 maggio 1815 e ratificata in Vienna il 28 febbraio 1823 da Re Ferdinando I delle Due Sicilie. L'unione amministrativa Decretata il 5 gennaio 1835 entra in vigore il 1º giugno 1836 per volere di Re Ferdinando II delle Due Sicilie, decidendo che il nuovo comune formato dalla fusione delle due antiche contrade, porti il nome completo di Barcellona Pozzo di Gotto. Da allora Barcellona Pozzo di Gotto possiede due Arcipreture e vanta in occasione del Venerdì Santo due distinte processioni, percorsi e cortei. Durante la Guerra di Crimea nel 1854 scoppia in Europa una violenta epidemia di colera che ben presto supera i confini delle Alpi, dilaga e sconvolge tutto l'arco della Penisola ma, è pure vero che due navi inglesi provenienti dall'India contagiano l'intero Nord Europa, la pandemia raggiunge tassi altissimi di mortalità nelle provincie di Messina e Palermo. Anche in quest'occasione non sono effettuate le celebrazioni per il timore di contagi dovuti a numerosi focolai d'infezione.

Dell'influenza spagnola restano chiare impronte persino nella definizione etimologica: dalla spagnola Semana Santa alla locale Sumana Santa. Non i fasti barocchi della Settimana Santa di Siviglia [2] o di Malaga [3] o di Cordova [4] o di Granada [5], non gli incessanti cortei processionali sempre di chiara matrice iberica di Trapani o Enna o Caltanissetta ma, una delle più suggestive e per numero di simulacri, sicuramente la più ricca e variegata.

Gli eventi[modifica | modifica sorgente]

"L'incontro con le Pie Donne", dettaglio.
  • V Domenica di Quaresima, "Tempo di Passione": "Velatio" di croci e immagini nelle Chiese.


  • Mercoledì Santo: "Rito dell’Ecce Homo" e incontro dei Visillanti di Barcellona e Pozzo di Gotto, presso la Chiesa di Gesù e Maria di Pozzo di Gotto.
  • Giovedì Santo: in tutte le chiese Messa in Coena Domini con rito della lavanda dei piedi, processione degli Apostoli e visita agli Altari della Reposizione impropriamente detti Sepolcri.
  • Venerdì Santo: in tutte le parrocchie è rievocata la Passione del Signore, nella forma liturgica ecclesiale della Passio declamata come "lettura" dei testi tratti dai Vangeli. Segue la legatura simbolica delle Campane, strumenti un tempo sostituiti dal suono delle traccole, la spoliazione e l'abbrunamento degli Altari. A Pozzo di Gotto: vestizione dei Giudei. La Passio figurata o Processione delle Vare: durante i due distinti cortei si alternano e sovrappongono la Passio declamata e commentata dai ministri che li presiedono con la Passio cantata eseguita dai Visillanti al canto della Visilla ("Vexilla Regis Prodeunt ....") di Venanzio Fortunato. L'incontro al vespro sul Ponte Longano, costituisce il momento più drammatico, intimo, emotivamente più toccante, e allo stesso tempo, il più solenne, spettacolare del complesso delle tradizioni popolari cittadine legate alle celebrazioni del Triduo Pasquale.
  • Sabato Santo: in tutte le parrocchie: Veglia Pasquale. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta "Â calata 'a Tila", rito che prevedeva l'improvviso disvelamento del presbiterio durante la Veglia della Notte di Pasqua al pronunciamento del Gloria, per rappresentare e mostrare in modo figurato il Cristo Risorto.
  • Lunedì dell'Angelo: presso la Chiesa di Gesù e Maria, a Pozzo di Gotto: Messa solenne e Riposizione nella Teca dell’Ecce Homo.
  • Domenica in Albis: presso la Parrocchia di Oreto la Processione per l'Incontro tra il Cristo Risorto con Maria.

Le vare[modifica | modifica sorgente]

In manifestazioni similari resta ancora in uso il Cataletto o Catafalco col Cristo Morto, spesso velato coi colori del lutto. Nelle rappresentazioni dei Riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto, in entrambi le Processioni il Catafalco è sostituito con urne o bare di legno e cristallo, da cui derivano gli etimi "bara" e "baretta". I termini vara, "varetta" e "varare" sono derivati dal latino e dallo spagnolo che significa condurre, trasportare con aste o assi, favorendo le soste per mezzo dell'uso di cavalletti, l'equivalente di: "mostrare pubblicamente con ufficialità". Il trasporto e le soste lungo il percorso processionale hanno seguito l'evoluzione dei tempi: il trasporto a spalla effettuato dai portatori e i cavalletti sono stati sostituiti con più comodi carri, i quali, hanno mantenuto solo le lunghe aste per il direzionamento e trascinamento dei simulacri.

In entrambi i riti processionali della Passio figurata si spazia dai personaggi singoli alle scene tratte dalle Stazioni della Via Crucis spesso ispirate a capolavori dell'arte della pittura e della scultura, dagli elementi statici a quelli amovibili, dalle opere fisse ai manichini dai panneggi intercambiabili e rinnovabili, dalle statue lignee del XVIII secolo ai gruppi compositi e integrati del XX secolo a seconda le migliorie apportate nei decenni dettate dai tempi, dagli stili e dalle correnti del momento.

Vare di Pozzo di Gotto[modifica | modifica sorgente]

Il Comandante dei Giudei di Pozzo di Gotto.
Il Manipolo dei Giudei alla Partenza.
"La Spoliazione delle vesti", dettaglio.
"Ecce Homo", dettaglio.

Il sacerdote Filippo Lanza e il pittore Sacerdote Antonino Vescosi sono rispettivamente il promotore e il collaboratore per la realizzazione di alcune delle opere attorno alle quali ruotano i "riti divozionali" maturati e sfociati nelle odierne manifestazioni della "Sumana Santa", dopo il "Catafalco col Cristo Morto" sono cinque i simulacri a sfilare, rispettivamente: l'"Orazione nell’Orto di Getsemani", il "Signore alla colonna", la "Caduta", il "Signore con la Croce", l’"Urna". I manufatti sono descritti nella raccolta di "costumanze e pratiche liturgiche" registrata nel 1860 dall'arciprete monsignor Giuseppe De Luca custodita nell'archivio parrocchiale della Chiesa di Santa Maria in Pozzo di Gotto. Il Sacerdote Antonino Vescosi, figlio di Filippo Vescosi da Sambuca di Sicilia, entrambi artisti attivi dal 1773c. al 1824c. a Patti, Novara di Sicilia, Messina e in città con dipinti e affreschi nella Chiesa del Carmine, di San Giovanni Battista e di San Vito, realizza i primi gruppi statuari dei cortei processionali del Venerdì Santo di Pozzo di Gotto.

  • "L'Ultima Cena", Vara riproducente l'Ultima Cena o Cenacolo, realizzata con tredici manichini abbigliati raffiguranti Gesù e gli Apostoli. La scenografia della composizione richiama alla mente l'ambientazione e la disposizione dei personaggi raffigurata nel Cenacolo di Leonardo da Vinci, spesso l'intera prospettiva addobbata con richiami dell'epoca, ricalca nel complesso l'opera Leonardesca. Il personaggio di Giuda è riconoscibile per il volto corrucciato e dalla sacca di denari pendente al suo fianco, ogni commensale è individuabile in base agli elementi desumibili dall'iconografia classica. Sulla mensa apparecchiata fanno bella mostra le primizie ortofrutticole, le ciambelle con le uova e l'agnello pasquale elemento premonitore dell'imminente supremo sacrificio. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei carpentieri e falegnami.
  • "L'Orazione nell'Orto degli Ulivi o Getsemani", gruppo di manichini abbigliati raffiguranti Gesù e tre Apostoli, la scena rappresenta l'Orazione presso il Monte degli Ulivi di Getsemani. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei villici e sodalizi cattolici.
  • "La Flagellazione", gruppo scultoreo di due personaggi raffigurante la Flagellazione di Gesù. La figura del Cristo, statua lignea amovibile d'antica realizzazione, al di fuori dei riti pasquali è conservata nella Chiesa delle Anime Purganti presso la Chiesa di San Vito. Durante i riti processionali la statua indossa una preziosa cintola ricamata con fili d'oro, tra i decori è presente la riproduzione del Mandylion, altrimenti nota come l'immagine acheropita del Volto di Cristo ottenuta dall'intervento della Veronica durante una caduta della Salita al Calvario e assomigliante a quello postumo della Sacra Sindone.
  • "Ecce Homo", antica statua lignea amovibile dalla drammatica figura e dalla sofferente espressione, raffigura l'Ecce Homo dopo il giudizio di Ponzio Pilato. L'opera è normalmente custodita in una teca nella Chiesa di Gesù e Maria, durante i riti devozionali la statua indossa preziosi abiti costituiti da cintola e manto regale ricamati in oro, i fianchi sostengono una fascia carica d'antichi gioielli ex-voto, sul capo cinge un'impressionante corona argentea di spine, nelle mani regge uno scettro in argento forgiato con sembianze di canna. La vara è patrocinata dalla Confraternita di Sant'Eusenzio.
  • "Il Cristo con la Croce", statua lignea con tunica in tessuto raffigurante Gesù che porta la croce durante la Salita al Calvario.
  • "L'incontro con le Pie Donne", gruppo scultoreo raffigurante l'Incontro di Gesù con le Pie Donne durante la salita al Calvario, rispettivamente Maria, Maria di Cleofa, Maria Maddalena, altrimenti note come le Tre Marie secondo il Vangelo di Giovanni. La vara è patrocinata dai circoli ricreativi.
  • "La Caduta", statua lignea di Giuseppe Fiorello del 1911, raffigura una delle numerose cadute avvenute durante la Salita al Calvario, alcune fonti ne enumerano sette. I Premio e medaglia d'oro alla Esposizione Internazionale di Roma per l'intensità espressiva del volto del Cristo e per la commovente e drammatica esposizione scenica dell'evento. Ai vertici del basamento ai vertici sono presenti angeli alati che reggono in mano tutti gli Strumenti della Passione. L'opera statuaria è conservata nella Chiesa dei Cappuccini.
  • "La Spoliazione delle vesti", gruppo scultoreo raffigurante il Denudamento di Cristo preludio alla contesa della Sacra Tunica col gioco dei dadi da parte dei Centurioni Romani.
  • "La Crocifissione", gruppo scultoreo in legno di cipresso di Giuseppe Rossitto del 1870, raffigurante la Crocifissione di Gesù. La figura di Gesù indossa una cintola preziosamente intessuta in fili d'oro, recante la riproduzione del Mandylion e i Simboli della Passione. Ai piedi del Crocifisso dei putti reggono i simboli della Passione, intorno le figure Maria, Maria Maddalena e Giovanni per l'investitura da parte di Gesù. La vara è patrocinata dalla Confraternita del Santissimo Sacramento.
  • "La Pietà", gruppo scultoreo ispirato alla Pietà di Michelangelo Buonarroti raffigurante il Pianto di Maria nei momenti successivi la Deposizione di Gesù dalla Croce.
  • "I Simboli della Passione", gruppo scultoreo raffigurante l'Angelo che indica gli Strumenti della Passione: la Croce, la Scala, i Chiodi, la Corona di spine, la Lancia, l'Iscrizione, il Martello, le Tenaglie, il Flagello, il Calice, la Canna e la Spugna, la Colonna, il Sudario. Alla vara si associano le figure delle Veroniche e numerose riproduzioni della Sacra Sindone e del Mandylion.
  • "Urna col Cristo Morto e Giudei", vara raffigurante la ricomposizione e l'ideale esposizione del corpo di Gesù Cristo nel Santo Sepolcro, è rappresentata da un'urna di legno scolpito con cristalli donata da Rosario Basilico recante la data del 4 aprile 1895. Fra decorazioni, fregi e angeli dorati è esposto il Cristo amovibile. L'urna è sormontata da una maestosa palma intrecciata. La conduzione del simulacro è affidata ai "Giudei": la Scorta dei Centurioni Romani a guisa di Guardia Pretoriana, chiamati impropriamente Giudei. Al manipolo delle guardie romane è affidato il compito della custodia del Santo Sepolcro, vestono divise rosse sgargianti, indossano corazze metalliche variamente decorate, gli avambracci ornati da un fitto numero di nastri colorati pendenti, esibiscono un candido fazzoletto plissettato al dito, coperti da mantello e armati di lancia. L'abbigliamento comprende un monumentale copricapo in penne di pavone, piume di pennuti e volatili. La guarnigione risponde agli ordini di un Comandante che si distingue per l'aspetto truce e marziale, indossa un ampio mantello con gorgiera bianca su una tunica gialla, calza in testa un elmo ornato di piume di gallo cedrone, impartisce gli ordini brandendo la spada, è l'unico a portare lo scutum rotondo. Tutti i copricapi dei soldati sono ornati con lungo codino intrecciato e fiocco rosso terminale.
  • "L'Addolorata", la statua in cartapesta raffigura la Madonna Addolorata, il simulacro al di fuori dei riti pasquali è conservato nella Chiesa delle Anime Purganti presso la Chiesa di San Vito. Per i riti devozionali indossa un ampio drappo di moirè broccato di seta nero bordato, trapunto e ricamato con fili d'oro che pone in risalto l'aureola d'oro, la mano destra al petto, la spada che le trafigge il cuore, sul corsetto un cuscinetto ricoperto di antichi gioielli ex-voto, il candido fazzoletto di trine pendente dalla mano sinistra. È consuetudine che il colore dell'addobbo floreale in segno di lutto sia rigorosamente bianco. La vara è patrocinata dalla Confraternita delle Anime del Purgatorio.

Vare di Barcellona[modifica | modifica sorgente]

"La Deposizione" di Barcellona.
Pannello centrale del Trittico di Peter Paul Rubens.
"Il Trasporto al Sepolcro" di Barcellona.
"Il trasporto di Cristo al sepolcro" di Antonio Ciseri.
Comandante Giudei di Barcellona.

Per iniziativa del sacerdote Domenico Buda cappellano della Chiesa San Giovanni Battista, all'inizio del XIX secolo coll'intento di raggruppare le celebrazioni del periodo quaresimale precisamente nel 1801, avviene la prima rievocazione processionale accorpando la processione della Croce, tipica proprio del Venerdì Santo, con il rito processionale della Vergine Addolorata istituito nel 1754, coincidente con l'anno riportato sulle due targhe corrispondente alle date d'esecuzione delle statue di Melchiorre Greco, poste nelle nicchie degli ingressi della Chiesa di San Giovanni Battista. L'incremento dei riti devozionali risale al 4 aprile 1871 promotori don Giovanni Cannavò, l'arciprete don Bernardino Duci, Puglisi Francesco di Gaetano e Bruno Sebastiano di Antonino. A ridosso dei primi anni del XX secolo è conferito l'incarico allo scultore Matteo Trovato (1870 - 1949) di eseguire nuovi gruppi statuari.

  • "L'Ultima Cena", Vara riproducente l'Ultima Cena o Cenacolo, realizzata con tredici manichini abbigliati raffiguranti Gesù e gli Apostoli, opera di Carmelo Vanni dell'inizio XX secolo. La scenografia della composizione richiama alla mente l'ambientazione e la disposizione dei personaggi raffigurata nel Cenacolo di Leonardo da Vinci, spesso l'intera prospettiva addobbata con richiami dell'epoca, ricalca nel complesso l'opera Leonardesca. Il personaggio di Giuda è riconoscibile per il volto corrucciato e dalla sacca di denari pendente al suo fianco, ogni commensale è individuabile in base agli elementi desumibili dall'iconografia classica. Sulla mensa apparecchiata fanno bella mostra le primizie ortofrutticole, le ciambelle con le uova e l'agnello pasquale elemento premonitore dell'imminente supremo sacrificio. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei distillatori, bottai, agrumai e spiritari.
  • "L'orazione nell'Orto degli Ulivi o Getsemani", gruppo scultoreo di Matteo Trovato dell'inizio XX secolo, raffigura l'Orazione presso il Monte degli Ulivi di Getsemani, restaurata da Giuseppe Emma di San Cataldo nel 1976 e rimaneggiata con integrazioni dei personaggi di Giuda con la lanterna, del Soldato con corda e spada, del Rappresentante del Sinedrio armato di bastone. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei carpentieri e carrettieri.
  • "Il Pretorio di Pilato", gruppo scultoreo raffigurante il Processo di Gesù nel Sinedrio al cospetto dei Sommi Sacerdoti Anna, Caifa, del Re di Giudea Erode Antipa, del Governatore Ponzio Pilato e Centurione, opera dello scultore Pietro Indino di Lecce eseguita nel 1980.
  • "La Flagellazione", statua lignea accostata alla Colonna dove avviene la Flagellazione di Gesù. La figura del Cristo, statua lignea amovibile d'antica realizzazione, al di fuori dei riti pasquali è conservata nella Chiesa di San Giovanni Battista, un'artistica Corona di spine in argento cinge il capo di Gesù. La vara è patrocinata dalla corporazione dei fabbri.
  • "Ecce Homo", antica statua lignea Ecce Homo, dalla drammatica figura e dalla sofferente espressione, raffigura l'Ecce Homo dopo il giudizio di Ponzio Pilato. L'opera è normalmente custodita in una teca nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, durante i riti devozionali la statua indossa preziosi abiti costituiti da cintola e manto regale ricamati in oro, il capo cinge un'intricata corona argentea di spine, tra le mani regge uno scettro in argento forgiato con sembianze di canna. La vara è patrocinata dalla Confraternita dell'Immacolata.
  • "Il Cristo con la Croce", scultura raffigurante Gesù che porta la croce durante la Salita al Calvario. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei broccai e vasai.
  • "La Caduta", gruppo scultoreo di Matteo Trovato dell'inizio XX secolo raffigurante Gesù che cade sotto il peso della croce durante la Salita al Calvario, restaurata e rimaneggiata con integrazioni da Pietro Indino di Lecce nel 1977 con l'aggiunta del Fustigatore e della Veronica che regge il Mandylion dopo aver asciugato il volto di Gesù. La vara è patrocinata dalle corporazioni dei sarti e bottegai.
  • "La Crocefissione", gruppo scultoreo del 1872 raffigurante la Crocifissione di Gesù, rimaneggiato con la sostituzione della Madonna Addolorata accovacciata ai piedi della Croce con le figure erette di Maria e di Maria Maddalena. La vara è patrocinata dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso e dalla corporazione dei falegnami.
  • "La Deposizione dalla Croce", gruppo scultoreo ispirato all'opera omonima di Pietro Paolo Rubens raffigurante la Deposizione dalla croce, eseguita dallo scultore Pietro Indino di Lecce del 1948. Drammatica, dinamica rappresentazione di recupero del corpo di Gesù Cristo con altri otto personaggi: Maria, Maria di Cleofa, Maria Maddalena, Giovanni, Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo e due aiutanti. La vara è patrocinata dalla corporazione degli appaltatori edili.
  • "La Pietà", gruppo scultoreo ispirato alla Pietà opera di Michelangelo Buonarroti, eseguita dallo scultore Pietro Indino di Lecce del 1948 raffigurante il Pianto di Maria nei momenti successivi la Deposizione di Gesù dalla Croce. Rispetto all'omonima opera di Pozzo di Gotto presenta la felice contaminazione della presenza di Maria Maddalena genuflessa sul corpo semisdraiato di Gesù e di Giovanni che in posizione eretta osserva la scena. La vara è patrocinata dalla corporazione dei pescivendoli.
  • "La Deposizione nel Sepolcro", gruppo scultoreo ispirato al "Trasporto di Cristo al Sepolcro" di Antonio Ciseri, dello scultore Pietro Indino di Lecce del 1948 raffigurante la Deposizione di Gesù nel Sepolcro. Dinamica e composita rappresentazione del recupero, trasporto e ricomposizione del corpo di Gesù Cristo con altri sei personaggi: Maria, Maria di Cleofa, Maria Maddalena, Giovanni, Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo. La vara è patrocinata dalla corporazione dei macellai.
  • "Urna col Cristo Morto e Giudei", vara raffigurante la ricomposizione e l'ideale esposizione del corpo di Gesù Cristo nel Santo Sepolcro, è rappresentata da un'urna di legno scolpito con cristalli eseguita dallo scultore Salvatore Crinò nel 1928 - 1929. Fra decorazioni e fregi, adagiato su un sudario e semicoperto da elaborati pizzi è esposto il Cristo amovibile attribuibile a Matteo Trovato dell'inizio XX secolo, opera che dopo i riti devozionali è conservata sotto la mensa dell'altare della Crocifissione della Chiesa di San Giovanni Battista. L'urna è sormontata da un angelo che regge una palma, ai vertici di ciascun lato, coppie di putti alati reggono in mano otto fra gli Strumenti della Passione: la Scala, la Corona di spine, i Dadi, il Mandylion, i Chiodi, la Lancia, l'Iscrizione, il Martello. La conduzione del simulacro è affidata ai "Giudei": la Scorta dei Centurioni Romani a guisa di Guardia Pretoriana, chiamati impropriamente Giudei. Al manipolo delle guardie romane è affidato il compito della custodia del Santo Sepolcro, vestono moderne divise di candide tuniche che prevedono per rango un mantello viola sagum, corazze lorica musculata di cuoio, riproduzioni di scudi scutum rettangolari, copri calzari o caligae, sono dotati di elmo con piccola cresta e armati di lancia. La guarnigione risponde agli ordini di un Comandante che si distingue per l'aspetto truce e marziale, dall'ampio mantello porpora "paludamentum cum fibula", dall'elmo con cresta verticale ad arco, che impartisce gli ordini brandendo la spada. La vara è patrocinata dalla Confraternita di S.S. Giovanni Battista.
  • "L'Addolorata", la statua in cartapesta posta sul globo dell'empireo raffigura la Madonna Addolorata, il simulacro al di fuori dei riti pasquali è conservato nella Chiesa di San Giovanni Battista. Per i riti devozionali la statua di Maria indossa un ampio drappo nero bordato e ricamato in oro che pone in risalto l'articolata aureola a raggiere sovrapposte, la spada che le trafigge il cuore, il corsetto ingemmato di antichi gioielli ex-voto, il candido fazzoletto di trine pendente tra le mani giunte. È consuetudine che il colore dell'addobbo floreale in segno di lutto sia rigorosamente bianco, con recenti contaminazioni d'incroci con screziature di tonalità di colore tendenti all'indaco e viola. La vara è patrocinata dalla Confraternita di S.S. Giovanni Battista.

Ordine e nome delle Vare[modifica | modifica sorgente]

Ordine e nome delle Vare Barcellona Pozzo di Gotto
L'Ultima Cena  Cena (bottai, agrumai e spiritari)  Cena (carpentieri, falegnami)
L'Orazione nell'Orto degli Ulivi o Getsemani Û Signuri all'Ortu (carpentieri e carrettai) Û Signuri all'Ortu (villici e sodalizi cattolici)
Il Pretorio di Pilato Û Pritoriu di Pilatu
La Flagellazione Û Signuri â Colonna (fabbri) Û Signuri â Colonna
Ecce Homo L'Accia Omu (Confraternita dell'Immacolata) L'Accia Omu 1621 (Confraternita di Sant'Eusenzio)
Il Cristo con la Croce Û Signuri câ Cruci (broccai e vasai) Û Signuri câ Cruci
L'Incontro con le Pie Donne Û Signuri 'ncontra Marta, Maria e Maddalena (circoli ricreativi)
La Caduta Û Signuri â cascata 1800 (sarti e bottegai) Û Signuri â cascata 1911
La Spoliazione delle vesti Û Signuri spugghiatu dî Giudei
La Crocefissione Û Crucifissu 1872 (Confraternita del S.S. Crocifisso, falegnami) Û Crucifissu 1870 (Confraternita del S.S. Sacramento)
La Deposizione dalla Croce  Scesa o Deposizzioni dâ Cruci 1948 (appaltatori edili)
La Pietà Â Pietà 1948 (pescivendoli) Â Pietà
La Deposizione nel Sepolcro Û Signuri puttatu 'ntô Sapuccru 1948 (macellai)
I Simboli della Passione I Simbuli dâ Passioni
Urna col Cristo Morto e Giudei Û Signuri Mottu 1929 (Confraternita di S.S. Giovanni Battista) Û Signuri Mottu 1895
L'Addolorata  'Ddulurata (Confraternita di S.S. Giovanni Battista)  'Ddulurata (Confraternita delle Anime del Purgatorio)

Confraternite e patrocinatori[modifica | modifica sorgente]

La confraternite e limitatamente le congregazioni, nascono per l'assolvimento delle funzioni derivanti il buon funzionamento e il mantenimento delle concessioni fatte dai prelati e o privati alla Chiesa, confermate da un'autorità ecclesiastica superiore riconducibile quasi sempre alla figura del vescovo della diocesi o al rettore capo dell'istituzione religiosa. L'osservanza dei precetti è il fondamento necessario sulla quale si basa l'impostazione dell'organizzazione della confraternita. Lasciti, donazioni, eredità, regalie comportano la gestione di una mole di lavoro che esula dalla mera attività ecclesiastica canonica. Dalle regole dei primi Statuti di Pozzo di Gotto, ai confratelli spetta la corresponsione delle spese d'affitto, per il vettovagliamento e le attrezzature del luogo deputato quale sede della confraternita. In seguito è imposto l'impegno di assistere nelle processioni, nonché l'obbligo cristiano e morale di commemorare i confratelli defunti, effettuare pii esercizi spirituali, svolgere attività di reciproco conforto e di mutuo soccorso, l'esercizio di azioni umanitarie di carità e penitenza, il sostentamento dei deboli, assolvere pratiche religiose volte all'incremento del culto pubblico, la pratica della catechesi non disgiunta dalla diffusione della cultura. L'insieme dei regolamenti comprende e disciplina l'azione di tutti gli atti non comuni al complesso dei fedeli e vieta espressamente il compimento di azioni indecorose, pena l'allontanamento o l'espulsione.


Antiche Confraternite:

  • "Congregazione di Gesù e Maria" fondata anteriormente al 1579 presso la primitiva Chiesa dedicata a Sant'Andrea Apostolo nella frazione di Serro Sant'Andrea dell'antica Pozzo di Gotto oggi Chiesa del Carmine dei Padri Carmelitani, Pozzo di Gotto. Due atti notarili di Simone Coppolino del 3 gennaio 1622 e 16 gennaio 1626, Placido Zangla e il fratello sacerdote Giambattista, formalizzano la concessione gratuita di terreni alla "Confraternita di Santo Ausenzio sotto titolo di Gesù e Maria" operante nella Chiesa della Madonna del Carmelo, per la costruzione della Chiesa di Gesù e Maria.
  • "Confraternita di San Filippo d'Agira" fondata approssimativamente al 1620 presso l'antico Duomo di Santa Maria Assunta ove esisteva una Cappella dedicata a San Filippo d'Agira.
  • "Confraternita del Purgatorio" fondata il 16 dicembre 1663 presso l'Oratorio, oggi Chiesa delle Anime Purganti, adiacente al Duomo Antico di San Vito, Pozzo di Gotto. Il 16 dicembre del 1663 è fondato l'Oratorio delle Anime del Purgatorio consistente in costruzioni e terreni concessi dal sacerdote Mario Catalfamo presso il Duomo Antico di San Vito che includevano già la presenza di una cappella preesistente dedicata alle Anime Sante edificata da Diego Fiorello. Contestualmente è istituita la "Confraternita del Purgatorio" oggi nota come "Confraternita delle Anime del Purgatorio sotto il titolo dell'Immacolata Concezione". La commemorazione dei defunti è l'obiettivo principale della Confraternita tra la moltitudine degli scopi previsti, il dispensare conforto durante la malattia, garantire una cristiana sepoltura, assicurare l'assistenza ai superstiti con particolare riguardo agli orfani e alle vedove, perpetuare il ricordo e la redenzione dell'anima dei defunti mediante la celebrazione di Messe di suffragio, partecipare ai riti devozionali e processionali durante le solennità previste dal calendario liturgico.

Attuali Confraternite:

  • "Confraternita di Sant'Eusenzio", essa ingloba la "Congregazione di Gesù e Maria" presso i Padri Carmelitani, Chiesa di Gesù e Maria.
  • "Confraternita delle Anime del Purgatorio sotto il titolo dell'Immacolata Concezione", Pozzo di Gotto.
  • "Confraternita di San Francesco d'Assisi all'Immacolata", Chiesa della Madonna della Concezione oggi San Francesco d'Assisi all'Immacolata o dei Cappuccini, Pozzo di Gotto.
  • "Confraternita del Santissimo Sacramento", Pozzo di Gotto.


  • "Confraternita di Maria Santissima Immacolata", Barcellona.
  • "Confraternita del Santissimo Crocifisso", Barcellona.
  • "Confraternita di San Giovanni Battista", Barcellona.


  • Corporazioni: bottai, agrumai, distillatori e spiritari, carpentieri e carrettai, broccai e vasai, fabbri, sarti e bottegai, falegnami, appaltatori edili, pescivendoli e pescatori, macellai, villici e sodalizi cattolici, circoli ricreativi.

Elenco dei nuclei familiari storici come donatori o patrocinanti, che ne hanno curato l'addobbo, il restauro, la manutenzione.

  • Vare di Pozzo di Gotto: Basilicò, Bartolone, Cambria, Caruso, Cattafi, Cutropia, D'Amico, Isgrò, Miano, Pantè, Pino, Rizzo, Romano, Stracuzzi.
  • Vare di Barcellona.......: Agri, Alosi, Bilardo, Bisignani, Calarco, Fugazzotto, Imbesi, Lo Presti, Milone, Moleti, Munafò, Porcino, Rotella, Russo, Sidoti.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cfr. Francesco Maurolico, "Sicanarum rerum compendium", c. 191 r.
L'Urna del Cristo Morto di Pozzo di Gotto Pasqua 2013.

Bibliografia-Discografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuliana Fugazzotto - "La Visilla e la tradizione musicale a Barcellona Pozzo di Gotto" - LP Albatros VPA 8495, 1989.
  • Mario Sarica - "Canti della Settimana Santa della provincia di Messina" - LP Albatros VPA 8508, 1989.
  • Giuliana Fugazzotto - "Analisi della Visilla di Barcellona e di Pozzo di Gotto"- in : Culture Musicali, n.15,Firenze,USHER,1990.
  • Giuliana Fugazzotto - "La processione delle “barette” e il canto della “Visilla” a Barcellona Pozzo di Gotto", in: Aa.Vv., Feste - Fiere - Mercati , EDAS, Messina, 1992
  • Mario Sarica e Giuliana Fugazzotto - "I doli du Signuri - Canti della settimana santa in Sicilia" - CD Ethnica n. 10, 1994.
  • Giuliana Fugazzotto - "Viaggio musicale in Sicilia", in "Journal of Musical Antropology of the Mediterranean", n.9, 2005. M&A-Music & Anthropology, 9, 2005

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]