Sette volte sette

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Sette volte sette
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1968
Durata 92 min
Colore colore
Audio mono
Rapporto 2,35 : 1
Genere commedia, crimine
Regia Michele Lupo
Soggetto Gianfranco Clerici, Walter Patriarca
Sceneggiatura Sergio Donati
Produttore Marco Vicario
Casa di produzione Euroatlantica
Fotografia Franco Villa
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Andrea Crisanti, Dario Micheli
Costumi Walter Patriarca
Trucco Orietta Melaranci, Sandro Melaranci
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Sette volte sette (o 7 volte 7, come da locandina) è un film del 1968 diretto da Michele Lupo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una Titan RTL554 simile a quella del film. Quella usata nel film è targata RTL1436

In un penitenziario di Londra ha luogo una singolare protesta: tutti i detenuti si rifiutano di rientrare nelle loro celle dopo l'ora d'aria. Passano le ore e malgrado tutto, compreso il tempo inclemente, "l'ammutinamento" dei galeotti continua fino a quando il direttore del carcere non convince buona parte di essi, anche concedendo favori, a rientrare ai loro posti. Alla fine restano solo quattro detenuti fermi nella corte all'aperto e altri due nelle cucine; proprio questi ultimi inscenano con un pretesto (lo sputo di una cicca di uno dentro la tazza di tè dell'altro) una scazzottata furibonda che conduce le guardie a usare il pugno di ferro con loro e gli ultimi quattro rimasti all'esterno. I sei, manganellati, finiscono in infermeria insieme a Sam, un vecchio detenuto leggermente svitato e sofferente di cuore. In realtà la protesta, così finemente orchestrata da Bodoni, è servita a riunire proprio questi sei detenuti al fine di approfittare, con la complicità del medico interno al reparto ( detenuto anch'esso ), del loro stato di degenza al fine di scappare temporaneamente dalla prigione.

Infatti hanno un piano: evadere per il tempo della finale di coppa d'Inghilterra cogliendo l'occasione di un lasso di tempo abbastanza lungo nel quale la vigilanza all'interno e all'esterno del penitenziario è oltretutto attenuata in quanto tutti, compresi i secondini, sono più intenti a seguire la partita di pallone che a fare altro. La presenza della videosorveglianza verrà aggirata magistralmente predisponendo una proiezione in favore di telecamera nella quale non si muove foglia all'interno dell'infermeria (pellicola appositamente registrata precedentemente in un ambiente del tutto identico negli arredi e nei dettagli al locale infermeria del carcere) mentre in realtà il gruppetto si è già dileguato scappando attraverso il montacarichi delle cucine e da lì, facendosi scivolare dentro il pozzo delle immondizie, scapperanno attraverso le fogne e usciranno da un tombino, dove li aspetta un complice che guidando un classico bus a due piani londinese li porterà quasi indisturbati (il vecchio malato che sentita puzza di evasione si era aggregato ai sei creerà non pochi problemi) verso i loro due obiettivi principali: la cartiera dove è presente il rullo cartaceo con una filigrana speciale e la Zecca reale inglese.

Dapprima riusciranno, dopo aver messo sotto scacco le guardie preposte con un falso allarme incendiario e travestendosi per l'occasione da pompieri con tanto di autobotte, a portare via il cilindro con la carta speciale; poi, grazie al rumore di una moto volutamente lasciata a tutto gas da uno della combriccola, potranno servirsi di una gru che li porterà con il rullo della carta sopra il tetto della Zecca. Una volta dentro l'edificio, chiuso al pubblico -e quindi vuoto- per via della partita, sabotati gli impianti di sicurezza e neutralizzate un paio di guardie, metteranno in pratica il loro piano: stampare sterline vere per nasconderle e dividersele quando usciranno di prigione, confortati da un alibi perfetto. Dopo alcune prove tecniche stamperanno svariati milioni e li riporranno nel cilindro, che prenderà in custodia ( con il prezioso contenuto ) il loro complice esterno mentre loro ritorneranno in galera.Ma, a causa di parecchio tempo perso oltre il previsto per colpa anche di una anziana signora che dovranno col loro bus riaccompagnare a casa pur di levarsela di torno, quasi non faranno in tempo a rientrare prima che la partita finisca. Oltretutto il vecchio Sam muore per le fatiche e l'eccitazione e se lo dovranno portare dietro come una zavorra anche in mezzo alla montagna di carbone nella quale si occulteranno per rientrare in galera passando per il locale caldaie.

Proprio nel momento in cui si stanno ripulendo dal carbone scoccano gli ultimi secondi della partita e sembra essere andato tutto in fumo, ma miracolosamente e in extremis il match perviene al pareggio con tempi supplementari che daranno qualche tempo in più per completare, senza lasciare tracce, il rientro in infermeria. Però il nastro con la registrazione della finta infermeria è stato fatto tenendo conto di una finale di coppa senza supplementari, quindi al novantesimo, notato lo schermo assente vengono mandate infine delle guardie a controllare, ma risulterà tutto in ordine, con i sei nei loro posti letto che fanno finta di nulla. Una volta guariti, saranno sottoposti a 25 giorni di segregazione per la loro protesta inoltrata, ma è l'ultima cosa che li preoccupa tenendo conto che ci sono vari milioni pronti che li aspettano quando finirà la loro pena, e sa di colpo di scena il fatto che il vecchio, rimesso esanime come niente fosse nella sua branda, non era morto bensì caduto in catalessi.

Venuto il grande giorno in cui tutti sono fuori dalla prigione, sarà Benjamin a guidare in un nascondiglio gli altri e a recuperare il rullo con i soldi che era stato nascosto tempo addietro. Il vecchio Sam, minacciati i sei di raccontare tutto, riesce ad avere la sua parte di bottino, ma mentre festeggiano con le mazzette di sterline davanti ai loro occhi proprio Sam si accorge che alla luce le banconote stanno scolorendo: a quel punto Bodoni capisce che proprio per colpa dello stesso Sam che si era incastrato a suo tempo negli ingranaggi delle rotative della Zecca, l'inchiostro con cui erano state stampate le banconote era stato corrotto e quindi la stampa che doveva risultare indelebile non lo è rendendo così i soldi di fatto falsi e inutilizzabili. Nella disperazione più totale (considerato anche il fatto che è domenica e le banche e i negozi sono chiusi rendendo inattuabile il piano di spendere le sterline prima che diventino carta straccia), i sette maturano il piano di tornare in galera per fare un altro colpo con un valore diverso e con meno margine di errore: i diamanti. Manderanno in avanscoperta il vecchio che cercherà di rubare un'automobile e si accuseranno tutti dello stesso furto, tornando in galera.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebbene alla fine del film si lasci intendere la possibilità di un sequel, esso non verrà mai realizzato.
  • La partita di finale di coppa d'Inghilterra che fa da sottofondo, essenziale per il colpo e di cui appaiono non trascurabili frammenti nel film, è la finale di Fa Cup del 1966 tra Everton e Sheffield Wednesday che finì 3 a 2 per la squadra di Liverpool, anche se nel film si inventa un finale incredibile con un gol all'ultimo secondo che avrebbe parificato sul 3 a 3 il risultato costringendo le squadre ai tempi supplementari.
  • È l'ultimo film interpretato da Raimondo Vianello, che da qui in poi preferirà dedicarsi alla stesura di sceneggiature e alla carriera televisiva.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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