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Sesostri I (anche Ankh-mesut) è stato un faraone della XII dinastia egizia.
Figlio di Sehetepibtawy (Amenemhat I), venne associato al trono dal padre allo scopo di garantirne la successione. Alla morte di questi, caduto vittima di una congiura di palazzo, il futuro sovrano era impegnato in una campagna militare contro i nomadi del deserto libico e dovette far ritorno rapidamente nella capitale per poter consolidare il suo diritto al trono.
Si conosce il nome della sua Grande Sposa Reale:
nfrw - Neferu
ma non è chiaro se si tratti della figlia di Sehetepibtawy con uguale nome e quindi sorellastra di Ankh-mesut.
Il figlio maschio avuto da Neferu, Ameny, diverrà il suo successore Hekenemaat (Amenemhat II). Circa tre anni prima della morte associò Ameny nella coreggenza dello stato, similmente a come aveva fatto il padre con lui stesso.
Quattro le figlie:
it-k3yt - Itakayt
nfrw-sbk - Neferusobek
nfrw-ptḥ - Neferuptah
sb3t - Sebat
Il suo lungo regno, 45/46 anni secondo le fonti storiche, sicuramente almeno 43 in base alle fonti archeologiche, segna un momento di forte ripresa dello stato egizio, circostanza provata dalla ricchezza delle sepolture siano esse reali che dei dignitari di corte.
Cappella eretta in occasione della
Heb Sed di Ankh-mesut
In politica interna Ankh-mesut seguì le orme del padre limitando ulteriormente il potere dei nomarchi attraverso la creazione delle cariche di visir per il Basso Egitto e visir per l'Alto Egitto a cui i governatori provinciali (nomarchi) furono sottoposti. Anche l'amministrazione della giustizia venne affidata a giudici itineranti di nomina regia.
Notevole fu l'attività edilizia con nuove costruzioni e con restauri di strutture preesistenti; di tale attività ci rimangono, oltre gli abbondanti resti archeologici, anche le numerose iscrizioni che ricordano le spedizione alle cave che fornivano le pietre necessarie ai progetti edilizi (ad esempio, quelle dello Uadi Hammamat).
Anche sulla pista per il Mar Rosso vi sono testimonianze dell'attività di questo sovrano.
In politica estera Ankh-mesut seguì le orme del padre proseguendo le campagne contro i nomadi libici allo scopo di garantire la sicurezza delle piste carovaniere tra Abydos e l'oasi di El-Kharga. Verso sud proseguì la penetrazione nella Nubia e venne raggiunta la 2a cateratta del Nilo. Per garantire la sicurezza dei nuovi confini fece costruire le fortezze di Buhen, Aniba, Faras, Kuban, e Ikkur. La prima permetteva il controllo sul Wadi Halfa. Anche in Palestina ed in Siria vi sono tracce di attività ed influenza egiziana.
A questo periodo storico è anche attribuito uno dei testi più famosi della letteratura egiziana, Le avventure di Sinuhe, che fa riferimento ad una spedizione nel paese dei Libi.
Il suo complesso funerario si trova nella necropoli di el-Lisht.
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Rovine della piramide di Ankh-mesut ad el-Lisht
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| Titolo |
Traslitterazione |
Significato |
Nome |
Traslitterazione |
Lettura (italiano) |
Significato |
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ḥr |
Horo |
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ˁnḫ ms w t |
Ankhmesut |
Vivente di nascite |
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nbty (nebti) |
Le due Signore |
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ˁnḫ ms w t |
Ankhmesut |
Vivente di nascite |
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ḥr nbw |
Horo d'oro |
[1] |
ḥr nbw ˁnḫ mswt |
Hor-nebu Ankh-mesut |
Il falco d'oro, Vivente di nascite |
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nsw bjty |
Colui che regna
sul giunco
e sull'ape |
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kpr k3 rˁ |
Keperkara |
il Ka di Ra ha preso forma |
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s3 Rˁ |
Figlio di Ra |
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s n wsrt |
Senuseret |
L'uomo della Potente (la dea Hathor) oppure L'uomo di Usert |
Titolatura di Ankh-mesut, Karnak
Frammento con parte del
praenomen di Ankh-mesut
- ^ Obelisco di Ankh-mesut a Medinet el-Fayoum - Lepsius Abt II Band 4 Bl 119
- Cimmino, Franco - Dizionario delle dinastie faraoniche - Bompiani, Milano 2003 - ISBN 88-452-5531-X
- Gardiner, Alan - La civiltà egizia - Oxford University Press 1961 (Einaudi, Torino 1997) - ISBN 88-06-13913-4
- Hayes, W.C. - Il Medio Regno in Egitto: dall'ascesa dei sovrani di Herakleopolis alla morte di Ammenemes III - Storia antica del Medio Oriente 1,4 parte seconda - Cambridge University 1971 (Il Saggiatore, Milano 1972)
- Wilson, John A. - Egitto - I Propilei volume I - Monaco di Baviera 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano 1967)
- Elio Moschetti; Mario Tosi, Amenemhat I e Senusert I, Torino, Ananke, 2007. ISBN 978-88-7325-206-1
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