Sergio D'Antoni

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Sergio D'Antoni

Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Adolfo Urso
Successore Adolfo Urso

Segretario Generale della CISL
Durata mandato 13 marzo 1991 –
9 giugno 2000
Predecessore Franco Marini
Successore Savino Pezzotta

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DE (2001-2002)
UDC (2002-2004)
DL (2004-2007)
on. Sergio Antonio D'Antoni
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Caltanissetta
Data nascita 10 dicembre 1946
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Dirigente sindacale
Partito Partito Democratico
Legislatura XIV, XV, XVI Legislatura
Gruppo Partito Democratico
Circoscrizione XXIV (Sicilia 1)
Incarichi parlamentari
  • Membro della 7a Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
  • Membro della 6a Commissione (Finanze) dal 21 maggio 2008
  • Vicepresidente della 6a Commissione (Finanze) dal 22 maggio 2008
Pagina istituzionale

Sergio Antonio D'Antoni (Caltanissetta, 10 dicembre 1946) è un sindacalista, politico e dirigente sportivo italiano, presidente del CONI Sicilia dal giugno 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sindacalista[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, è diventato ricercatore di diritto del lavoro presso l'Università degli studi di Palermo. Agli inizi degli anni Settanta ha iniziato l'attività sindacale nelle file della CISL prima in Sicilia, ricoprendo i ruoli di Segretario provinciale della CISL di Palermo, Segretario regionale (1977-1982), poi in Puglia (1982-1983) e infine a Roma, durante la quale ha sperimentato e sostenuto l'esperienza della "concertazione". È eletto Segretario generale della CISL nell'aprile del 1991, incarico che ha lasciato nel dicembre del 2000 al suo successore Savino Pezzotta. È stato anche componente del CNEL dal 1991 al 1999.

Politico[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della fase sindacale ha deciso di entrare in politica fondando, alla vigilia delle elezioni politiche del 2001 il movimento di Democrazia Europea, che si propone l'obiettivo di rifondare il nascente bipolarismo italiano, ponendosi in alternativa ad entrambi i poli ed ottenendo il sostegno illustre di Giulio Andreotti, esponente storico della Democrazia Cristiana. Due mesi dopo si candida alla Presidenza della Regione Siciliana, contro Totò Cuffaro e Leoluca Orlando, ma ottiene il 5%. Viene comunque eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana.

Dopo i risultati delle elezioni politiche, che vedono la vittoria del centrodestra di Silvio Berlusconi, e il buono ma non entusiasmante risultato di Democrazia Europea, D'Antoni guarda con interesse al processo di fusione (2002) che include - nell'ambito del centrodestra - il CCD e il CDU, e così trasporta la sua Democrazia Europea nella fondazione del nuovo soggetto politico centrista, alleato della Casa delle Libertà, con la denominazione: Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC).

Nel 2002 viene aperto il congresso di unificazione con la proclamazione di Sergio D'Antoni a vicesegretario dell'UDC, mentre alla direzione del partito Marco Follini. La militanza di D'Antoni nell'UDC, tuttavia, è interrotta nel 2004, quando l'ex sindacalista decide di abbandonare polemicamente la Casa delle Libertà e la coalizione del Governo Berlusconi accusandolo di avere scarsa incisività nelle politiche per il Mezzogiorno. Così decide di aderire al progetto politico di Uniti nell'Ulivo, che si materializza in occasione delle elezioni europee del 2004, e porta una parte della base della vecchia Democrazia Europea a confluire nella Margherita.

Si dimette dall'ARS, e in rappresentanza della stessa Margherita, infatti, viene eletto deputato alla Camera nel collegio uninominale di Napoli-Ischia alle elezioni suppletive dell'ottobre 2004 nel collegio precedentemente ricoperto da Alessandra Mussolini dimissionaria perché, nel frattempo, è stata eletta al Parlamento europeo. Viene nominato responsabile delle politiche comunitarie della Margherita ed entra a far parte della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione economica della Camera dei deputati.

Alle elezioni politiche del 2006 viene riconfermato a Montecitorio, eletto nella circoscrizione Sicilia 1 per la lista unitaria dell'Ulivo: entra a far parte del governo di centrosinistra, guidato da Romano Prodi, in qualità di viceministro allo Sviluppo Economico e presidente del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.

Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è stato riconfermato deputato nazionale nelle liste del Partito Democratico per la Camera dei deputati nella circoscrizione Sicilia I. È stato responsabile nazionale Pd dell'organizzazione e delle politiche sul territorio e Vice Presidente della Commissione Finanze della Camera dei deputati.

Candidato a Palermo alle primarie del Partito Democratico nel dicembre 2012, non viene eletto. Nelle elezioni politiche del febbraio 2013 così non è ricandidato in Parlamento.

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

È stato dirigente della Virtus Roma, presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A dal 2000 al 2001 e del Palermo Calcio dal 2000 al 2002.

Nel giugno 2014 è eletto presidente del CONI Sicilia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.sicilia.coni.it/home/notizie/314-la-nuova-giunta-del-coni-sicilia.html

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione, in Vito Riggio, Ragionevoli speranze, Nuova cittadinanza, 1992.
  • Prefazione, in Fabrizio Grauso - Edmondo Mondi, Il sindacato tra politica ed immagine, introduzione di Agostino Marianetti, Roma, Dell'Ulisse, 1992.
  • Presentazione, in Le nuove pensioni: la Legge 8 agosto 1995, n. 335, a cura di INAS e CISL, Area produzione servizi; CISL, Dipartimento politiche sociali; presentazione di Carlo Biffi, introduzione di Lia Ghisani, Roma, Lavoro, 1995.
  • La società che governa: il futuro della concertazione e della democrazia economica, a cura di Salvo Guglielmino e Duccio Trombadori, Roma, Lavoro, 1999. ISBN 88-7910-868-9
  • Presentazione, in Ferdinando Emilio Abbate, La mano sinistra del Cristo: impegno politico, enti morali, mass-media, violenza, droga, AIDS: il cristiano ed i grandi temi sociali, alla vigilia del terzo Millennio, Bari, Cacucci, 2000. ISBN 88-8422-010-6
  • Prefazione, in Giovanni Tagliapietra, Il dritto della medaglia: alzheimer, da onere a occasione di sviluppo; postprefazione di Giuseppe De Rita, Roma, Pagine, 2000.
  • Prefazione, in Agostino Portanova, Storia del movimento sindacale in Sicilia dal 1944 al 1969, Palermo, L'Epos, 2001. ISBN 88-8302-154-1
  • Presentazione, in Giuseppe Acocella, Storia della Cisl, Roma, Lavoro, 2000. ISBN 88-7910-914-6
  • Combattere le diseguaglianze per uscire dalla crisi: coesione, solidarietà, democrazia economica per il rilancio del Paese, Roma, Partito Democratico, 2012.
  • In Europa, da Sud. Coesione, nuova concertazione, democrazia economica, prefazione di Raffaele Bonanni; introduzione di Romano Prodi, Roma, Edizioni Lavoro, 2014. ISBN 978-88-7313-367-4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Gomez - Marco Travaglio, La repubblica delle banane, prefazione di Curzio Maltese, Roma, Editori Riuniti, 2001. ISBN 88-359-4915-7 (gli autori gli dedicano un capitolo)
  • Il lavoro non standard e il riformismo della CISL. Intervista a Sergio D'Antoni, in Anni flessibili: il tempo del lavoro nuovo: interviste a Treu, D'Antoni, Sacconi, Tiraboschi, Damiano, Cocilovo, Reyneri, Colasanto, Battistoni, Passalacqua, Mezzanzanica, Bocchieri, Gelardi, Mattina, Scrivani, a cura di Raffaele Marmo; prefazione di Raffaele Bonanni, Roma, Lavoro, 2007. ISBN 978-88-7313-222-6
  • I deputati e senatori del sedicesimo Parlamento repubblicano: annuario del Parlamento italiano 2008, Roma, La navicella, Editoriale italiana, 2009. ISBN 978-88-86922-37-1

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario della CISL Successore Logo Cisl.png
Franco Marini 13 marzo 1991-9 giugno 2000 Savino Pezzotta
Predecessore Vice ministro del Ministero dello Sviluppo Economico Successore Emblem of Italy.svg
Adolfo Urso 17 maggio 2006-5 maggio 2008 Paolo Romani