Sergej Petrovič Mel'gunov

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Sergej Petrovič Mel'gunov (in russo: Сергей Петрович Мельгунов?; Mosca, 24 dicembre 1879 o 25 dicembre – Parigi, 26 maggio 1956) fu un politico, storico e pubblicista russo, noto per la sua opposizione al governo sovietico e le sue numerose opere sulla rivoluzione russa del 1917 e la guerra civile russa.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Mel'gunov nacque a Mosca da un'antica famiglia aristocratica. Sua madre era polacca, nata Gruszecka. Laureatosi all'Università di Mosca nel 1904, iniziò la sua carriera politica e accademica nella Russia imperiale. Divenne membro del Partito Democratico Costituzionale russo (i "cadetti") nel 1906 e si iscrisse al Partito socialista popolare nel 1907. Nel 1911, Melgunov fondò una casa editrice, Zadruga ("Задруга"), presso la quale pubblicò oltre 500 libri e un giornale, Golos minuvshego ("La voce del passato"). Dopo la Rivoluzione d'Ottobre del 1917, divenne un avversario attivo del governo di Lenin e aderì all'Unione anti-sovietica della Rinascita della Russia, che auspicava un rovesciamento armato del regime bolscevico. Fu arrestato e condannato a morte nel 1919, poi graziato, con la sentenza commutata in pena detentiva. Fu rilasciato nel 1921 e costretto all'esilio nel 1922. Melgunov si stabilì definitivamente a Parigi, dove continuò le sue ricerche storiche e curò diverse riviste di emigrati. Il suo libro più famoso è Terrore Rosso in Russia (in russo: Красный террор в России) pubblicato nel 1924. Lo storico Robert Gellately descrive gli studi pionieristici di Melgunov sul Terrore Rosso "un resoconto dettagliato e scioccante" che "è stato confermato dalle recenti rivelazioni dagli archivi russi e dagli storici."[1]

Melgunov oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 luglio 2010, Paolo Mieli ha parlato di Melgunov e dell'imminente uscita, in Italia, del suo libro più famoso, "Terrore Rosso in Russia".[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Gellately. Lenin, Stalin, and Hitler: The Age of Social Catastrophe Knopf, 2007 ISBN 1400040051 p. 72.
  2. ^ Rassegna italiana del 27-07-2010

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