Sepoltura da vivo

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La sepoltura da vivo può essere volontaria (come può esserlo un rito, o un metodo di esecuzione, che consiste nel seppellire o murare viva una persona), accidentale (come conseguenza di crolli, terremoti, valanghe, ecc.) o erronea (come nel caso delle cosiddette esequie premature, quando si ritiene per errore che una persona sia morta, mentre invece è ancora viva).

Antoine Wiertz L'inhumation précipitée (1854) Wiertz Museum Bruxelles

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antica Persia[modifica | modifica sorgente]

L'usanza rituale della sepoltura di persone vive è attestata, nella cultura persiana, in Erodoto, in questo caso come offerta rituale ad una divinità infera:

« Apprendendo che il luogo si chiamava Nove Vie, vi seppellirono vivi altrettanti ragazzi e ragazze del luogo. È costume persiano questo di seppellire persone vive, giacché so che anche Amestri, la moglie di Serse, ormai in tarda età, si propiziò il dio che si dice sia sottoterra, facendo seppellire quattordici fanciulli persiani. »
(Erodoto. Storie, Libro VII, 114[1])

Nella stessa area culturale veniva utilizzata probabilmente anche come metodo di esecuzione. Un passo dell'Anabasi di Senofonte sembra adombrare proprio questa usanza, probabilmente consumatasi in una tenda dell'accampamento di Ciro, durante la spedizione dei diecimila:

« E dunque - concluse Ciro - quale torto ti ho fatto perché tu, come ormai è troppo chiaro, tramassi contro di me per la terza volta?
Nessun torto - rispose Oronta. [...]
Allora Ciro, rivolgendosi ai presenti:
Questo egli ha fatto, questo egli dice: per primo tu, o Clearco, dichiara la tua opinione.
E Clearco: Io di consiglio di

togliere di mezzo al più presto quest'uomo [...]
A questo parere si associarono tutti gli altri. Dopodiché, a un ordine di Ciro, tutti si alzarono e toccarono Oronta alla cintura in segno di morte, compresi i suoi parenti. Poi gli incaricati lo portarono via. ...
Ma da quando fu introdotto nella tenda di Artapa, il più fidato dei dignitari di Ciro, mai più nessuno vide Oronta vivo o morto, e mai nessuno seppe dire con cognizione di causa come morì. »

(Senofonte. Anabasi, Libro I, 6 - traduzione di Franco Ferrari[2])

Roma[modifica | modifica sorgente]

Nell'antica Roma (come testimonia Petronio nel Satyricon) la pena per le vestali che avevano violato la castità era la sepoltura da vive in una tomba.

Russia[modifica | modifica sorgente]

Nel XVII e all'inizio del XVIII secolo in Russia questo metodo di esecuzione si chiamava "la buca" ed era usato per le mogli che avevano ucciso il marito. L'ultimo caso conosciuto di applicazione di questa punizione è stato nel 1740.[senza fonte]

Arte e letteratura[modifica | modifica sorgente]

Un celebre caso di condanna a morte per sepoltura da vivo è quella che nell'Aida colpisce Radames, generale egiziano reo di tradimento, al quale si associa, di nascosto, l'eroina stessa del dramma.

Film[modifica | modifica sorgente]

Il film Buried - Sepolto tratta di questo tema. Nel film Vampyr di Carl Theodor Dreyer è celebre la scena in cui il protagonista è sepolto vivo, girata in soggettiva. In Kill Bill la protagonista viene sepolta viva, per poi riuscire a liberarsi. In Dark Shadows il protagonista viene sepolto vivo ben due volte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Erod.. Storie, Libro VII, 114 Libro VII, 114 dal sito di Dario Soldani.
  2. ^ Xen.. Anabasi, Libro I, 6, traduzione in inglese dall'Università di Adelaide.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]