Sentimento antigiapponese

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Manifesto di propaganda antigiapponese diffuso negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale. Il ragazzo di Tokyo dice "Il gran spreco di materiale [mi] rende moooolto felice. Grazie"

Il sentimento antigiapponese è un insieme di idee, pregiudizi negativi, rifiuto, discriminazione, diffidenza e ostilità verso il Giappone, la cultura giapponese e di riflesso verso i suoi abitanti.

Tale bias parte dalla semplice disapprovazione socio/politica, fino alla discriminazione e al razzismo verso i soggetti, oltre che al disprezzo per la cultura del paese del Sol Levante. Negli Stati Uniti d'America questo sentimento si è sviluppato soprattutto in seguito agli eventi di Pearl Harbor [1].

Tale sentimento ha assunto anche la forma di un'avversione al modello capitalistico giapponese [2]. Esso si può anche presentare come forma specifica di xenofobia. Non va tuttavia scambiato il sentimento antigiapponese come un generico sentimento tipico del soggetto occidentale: vi sono pregiudizi similari anche in Cina o nella Corea del Sud [3].

Il fenomeno nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Il sentimento antigiapponese ha trovato espressione anche nelle arti: ad esempio Gianluca Di Fratta scrive, al riguardo del fumetto, «il modello nippofobo, sia narrativo sia iconografico, perdura almeno fino alla metà degli anni Cinquanta in un'innumerevole serie di realizzazioni a fumetti che riflettono gli schemi del cinema americano di tipo bellico, attraverso le eroiche imprese dei vari settori dell'esercito statunitense alle prese con giapponesi stupidamente efferati e crudeli» [4].

Nel cinema statunitense, sia attraverso pellicole antigiapponesi come E la vita continua (di Jean Negulesco) o Arcipelago in fiamme, sia in film più recenti, si manifesta un atteggiamento critico o distaccato verso questo sentimento (come Sol levante, 1941: Allarme a Hollywood).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank P. Mintz, Revisionism and the origins of Pearl Harbor, University Press of America, 1985
  2. ^ Roland Kelts, Japanamerica: How Japanese Pop Culture Has Invaded the U.S.New York, Palgrave Macmillan, 2006
  3. ^ Adriano Purgato, Fobie. Le nuove ossessioni del XXI secolo, Roma, Castelvecchi, 2006
  4. ^ Gianluca Di Fratta, Dal "pericolo giallo" al simulacro tecnologico: il Giappone nei fumetti italiani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bill Emmott, Japanophobia: the myth of the invincible Japanese, New York, Times Books, 1993

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]