Sensibilità chimica multipla

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La sensibilità chimica multipla, o Multiple Chemical Sensitivity (MCS) in inglese,[1] sarebbe, secondo la definizione che ne dà il National Institute of Environmental Health Sciences statunitense, un'ipotetica malattia caratterizzata dalla impossibilità di una persona a tollerare un certo ambiente chimico o una classe di sostanze.

La diagnosi di MCS, e l'esistenza stessa della patologia, sono fortemente dubbie e controverse: alcune delle principali società medico-scientifiche statunitensi hanno escluso la sua natura organica,[2] ed è stato rilevato che si tratta frequentemente di sintomatologie psicosomatiche e psicologiche di tipo somatoforme, con forti componenti di stress ed autosuggestione.[3][4][5][6]

Per l'Organizzazione mondiale della sanità si tratta di una condizione patologia assimilabile all'elettrosensibilità cioè priva di evidenti basi tossicologiche o fisiologiche e di verifiche indipendenti[7].

Epidemiologia e cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'allergologo Theron G. Randolph (1906-1995) fu il primo ad ipotizzare l'esistenza della malattia, annoverandone tra le possibili cause l'esposizione a prodotti chimici sintetici ed una possibile "saturazione" del corpo umano per una continua esposizione ad essi;[8] questa teoria non ha trovato però fondamento scientifico, in quanto reazioni allergiche provocate da minime dosi di composti chimici vanno contro il principio di correlazione tra dose ed effetto.

La ricerca clinica ha dimostrato inoltre l'alta prevalenza di disturbi somatoformi in coloro che credono di essere affetti dalla presunta MCS.[3]

La varietà e la genericità dei sintomi di cui dichiarano di soffrire le persone cui è stata diagnosticata una presunta MCS, contribuisce a renderne ulteriormente dubbia la sua esistenza, almeno come patologia organica riconoscibile: non esistono infatti due pazienti che presentano i medesimi sintomi o la medesima risposta ad una stessa sostanza o situazione.

La MCS in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 la Regione Emilia-Romagna ha aperto a Bologna un centro regionale, presso il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi,[9] per la realizzazione di percorsi personalizzati di diagnosi e cura delle persone soggette a MCS, specificando però come non esistessero evidenze scientifiche «sufficienti alla definizione di un protocollo diagnostico e di follow up per i pazienti», ed ha inserito la sensibilità chimica multipla nell’elenco regionale delle malattie rare; si è poi costituito un ente interdisciplinare tra Emilia-Romagna e Toscana, con lo scopo di approfondire lo studio della MCS.[10]

A livello nazionale è stata istituita presso l'Istituto Superiore di Sanità una task force per revisionare la letteratura scientifica e produrre un documento relativo al percorso assistenziale; il Consiglio Superiore di Sanità, valutato il documento redatto dall'ISS, ha espresso un parere ufficiale il 30 settembre 2008.[10]

In esso, definiva che la MCS non si caratterizza come entità nosologicamente individuabile, date le scarse evidenze scientifiche; che essa non può essere considerata malattia rara, vista la prevalenza dei sintomi tra il 2 e il 10% della popolazione; che il Servizio Sanitario Nazionale sia già in grado di fornire assistenza adeguata ai soggetti che mostrano i sintomi di intolleranze all'esposizione a sostanze chimiche, attraverso le cure primarie e specialistiche esistenti nell'ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti a tutti i cittadini.[10]

La MCS è stata pertanto depennata dall'elenco regionale delle malattie rare, ma l'ambulatorio bolognese è stato mantenuto, e offre esami di laboratorio e specialistici, supporto psicologico, terapie farmacologiche finalizzate al trattamento della sintomatologia.[10]

Anche la Regione Lazio ha attivato un centro di riferimento per la MCS, presso il Policlinico Umberto I.[9]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le reali esistenza ed eziologia della MCS sono ancora oggetto di dibattito: la diagnosi di MCS viene spesso applicata a persone che presentano sintomi singolarmente riconducibili ad allergie convenzionali, infezioni o reazioni psicosomatiche allo stress.

La comunità scientifica, in base agli studi attualmente disponibili, ritiene che la MCS sia un disturbo di natura psicosomatica, vista l'elevata presenza di pazienti con problematiche psicologiche o di comuni allergie tra coloro che si autodefinivano affetti da MCS; è stata rilevata un'incidenza di sintomatologie psichiatriche in circa il 75% dei pazienti che credevano o autodichiaravano di soffrire di MCS.[3]

In alcuni studi si è osservato che i pazienti non hanno avuto le manifestazioni allergiche quando sono stati inconsapevolmente esposti alle sostanze cui ritenevano di essere allergici, mentre hanno avuto reazioni allergiche dopo esposizione a sostanze inerti (aria purificata, soluzioni saline) volutamente loro presentate come la sostanza ritenuta allergenica.[6]

Sembra emergere quindi che in molti casi i disturbi siano correlati solo ad una "percezione soggettiva" di esposizione, e a fattori psicologici (con forti componenti di stress e autosuggestione),[11] più che ad un'esposizione effettiva, ed in altri casi i sintomi siano semplicemente attribuibili a comuni forme allergiche.[4][5]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la teoria elaborata da Randolph, nel tempo, a suo dire, il corpo umano potrebbe essere saturato dalla continua esposizione a piccole dosi di prodotti chimici, fino a quando la tolleranza verso di essi verrebbe annullata creando una condizione in cui anche ulteriori minime tracce di sostanze sarebbero in grado di scatenare una reazione allergica.[8] Tale posizione personale di Randolph non trova però riscontro nelle conoscenze mediche, cliniche e scientifiche: infatti, è noto da tempo che esistano sostanze capaci di accumularsi nei grassi o nei tessuti dell'organismo (ad esempio il mercurio), ma in genere esse non causano allergie, bensì danni agli organi in cui si accumulano o che sono deputati alla loro rimozione (ad esempio il fegato o i reni).

Un'ipotesi esplicativa differente dei presunti sintomi di sensibilizzazione è stato proposto da H.R. Eriksen e da H. Ursin, in un articolo pubblicato nell'aprile 2004.[12] Essi propongono il termine subjective health complaints («disturbi soggettivi della salute») per la MCS e per numerose altre condizioni altrettanto vaghe (come la spossatezza, il dolore muscolo-scheletrico cronico, il dolore lombare, la sindrome da affaticamento cronico e la fibromialgia). Secondo Eriksen e Ursin, «questi disturbi sono basati su sensazioni che per la maggior parte delle persone rientrano tra i normali processi fisiologici; in alcuni individui queste sensazioni diventano intollerabili, in alcuni casi manifestandosi per via psicosomatica, in altri casi no».

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i sintomi lamentati, solitamente aspecifici, si annoverano i seguenti:

  • difficoltà respiratorie, dolori toracici e asma
  • irritazione della pelle, dermatiti da contatto, orticaria ed altre forme di eruzione cutanea
  • emicrania
  • "annebbiamento mentale" (amnesia a breve termine, disfunzioni cognitive)
  • modificazioni della personalità acute ed improvvise (attacchi di panico, fobie, aggressività immotivata)
  • difficoltà digestive, nausea, indigestione, bruciore di stomaco, vomito, diarrea
  • multiple intolleranze a cibi, più o meno clinicamente identificabili (ad esempio intolleranza al lattosio e celiachia)
  • dolore ai muscoli e alle articolazioni
  • senso di affaticamento e letargia
  • vertigine e capogiro
  • senso dell'olfatto ipersensibilizzato
  • ipersensibilità alle fragranze vegetali (terpeni)

Risvolti psicologici[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi si accompagnano spesso a depressione e stati ansiosi, rafforzando l'ipotesi che l'MCS possa avere un'origine prettamente psicosomatica; è tuttavia difficile stabilire in questi casi se le manifestazioni sintomatiche della MCS siano effetto o causa dei disturbi psicologici riscontrati.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di alcuni farmaci antidepressivi è stato di netto giovamento in alcuni casi, ma una validità generale di questi trattamenti è ancora da stabilire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ definita anche come "Idiopathic Environmental Intolerances" (IEI): Intolleranze ambientali idiopatiche
  2. ^ Gots RE (1995). "Multiple chemical sensitivities--public policy". J. Toxicol. Clin. Toxicol. 33 (2): 111–3. doi:10.3109/15563659509000459. PMID 7897748.
    « The phenomenon of multiple chemical sensitivities is a peculiar manifestation of our technophobic and chemophobic society. It has been rejected as an established organic disease by the American Academy of Allergy and Immunology, the American Medical Association, the California Medical Association, the American College of Physicians, and the International Society of Regulatory Toxicology and Pharmacology. It may be the only ailment in existence in which the patient defines both the cause and the manifestations of his own condition. »
  3. ^ a b c Bornschein 2002
  4. ^ a b Bornschein 2008
  5. ^ a b Das-Munshi J, Rubin GJ, Wessely S., Multiple chemical sensitivities: A systematic review of provocation studies in J Allergy Clin Immunol, vol. 118, nº 6, dicembre 2006, pp. 1257-1264.
  6. ^ a b Multiple chemical sensitivity (MCS)... in Int J Hyg Environ Health, 2002.
  7. ^ Campi elettromagnetici e salute pubblica
  8. ^ a b Randolph
  9. ^ a b Medicina Ambientale, la "Sensibilità Chimica Multipla" (SCM), SuperAbile INAIL, novembre 2012. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  10. ^ a b c d Sensibilità chimica multipla: in Emilia-Romagna garantiti percorsi di diagnosi e cura, Servizio sanitario dell'Emilia-Romagna. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  11. ^ Skovbjerg S, Rasmussen A, Zachariae R, Schmidt L, Lund R, Elberling J, The association between idiopathic environmental intolerance and psychological distress, and the influence of social support and recent major life events in Environ Health Prev Med, vol. 17, nº 1, gennaio 2012, pp. 2-9.
  12. ^ Subjective health complaints, sensitization, and sustained cognitive activation (stress).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]