Senecio hercynicus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Senecio ercinico
Senecio hercynicus 001.jpg
Senecio hercynicus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Senecio
Specie S. hercynicus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Sottotribù Senecioninae
Nomenclatura binomiale
Senecio hercynicus
Herborg, 1987

Il Senecio ercinico (nome scientifico Senecio hercynicus Herborg, 1987) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico deriva da un vocabolo latino (senex) che significa “vecchio uomo” in riferimento al caratteristico pappo formato da esili e sottili peli biancastri tutti della stessa lunghezza. La prima volta questo nome apparve in uno scritto di Plinio.[1] Il nome specifico (hercynicus) deriva dalla Foresta Ercinia (latino: Hercynia Silva).
Il nome scientifico di questa specie (Senecio hercynicus) è stato proposto dal botanico di lingua tedesca J. Herborg nella pubblicazione ”Variabilität u. Sippenabgrenz. Senecio Nemorense-Gruppe Europ. Teil. (Diss. Bot. 107) 160” del 1987.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'altezza di queste piante varia da 4 a 14 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante possiedono al loro interno delle sostanze chimiche quali i lattoni sesquiterpenici e gli alcaloidi pirrolizidinici.[3]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è erbacea, eretta, striata e ramificata nella parte superiore. La parte basale del fusto può essere arrossata e glabra (mentre può essere pubescente in alto). La colorazione è glaucescente.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno con lamina a forma lanceolata da 3 a 5 volte più lunga che larga, con base acuminata e con bordi dentati e a sezione trasversale lievemente carenata. La consistenza della foglie è tenue; il colore è verde (più chiaro di sotto) e sono più o meno pubescenti (specialmente le superiori).

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da numerosi capolini in formazione corimbosa ampia. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da squame disposte su un unico rango e tutte uguali fra loro, che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano e nudo (senza pagliette)[4] sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi centrali, e i fiori periferici (ligulati) che generalmente sono pochi (normalmente 5, massimo 7). Alla base dell'involucro sono presenti alcune squame. Diametro del capolino: da 20 a 30 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori in genere sono zigomorfi (actinomorfi quelli tubulosi) e tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[5]
  • Corolla: la parte inferiore dei petali è saldata insieme e forma un tubo. In particolare quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle fauci dilatate a cinque lobi, mentre nei fiori periferici (ligulati) il tubo termina con un prolungamento nastriforme terminante più o meno con cinque dentelli. Il colore dei fiori è giallo chiaro.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo.
  • Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma profondamente bifido. Le branche stilari sono sub-cilindriche, troncate e con un ciuffo di peli alla sommità.[4] Le ramificazione (dello stilo) consistono in linee stigmatiche marginali (i recettori del polline).[3] L'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concrescenti e contenente un solo ovulo.
  • Fioritura: da luglio a settembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni a forma più o meno cilindrica. Sono inoltre provvisti di un pappo biancastro formato da esili e sottili peli tutti della stessa lunghezza.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[7])
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante frequentano i seguenti piani vegetazionali: subalpino e montano.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:[7]

Formazione : delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Mulgedio-Aconitetea
Ordine : Calamagrostietalia villosae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza del Senecio hercynicus (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[8] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[9]). Il genere Senecio Mill. contiene oltre 1000 specie distribuite in tutto il mondo.
Fino a qualche decennio fa questa specie era inclusa in Senecio nemorensis[7], e quindi, secondo Pignatti, fa parte del ”Gruppo di Senecio germanicus” (ex. “Gruppo di S. nemorensis”). La morfologia del gruppo è poco differenziata (spesso le specie sono confuse tra di loro). Si distinguono per le foglie più o meno allungate e per la quasi assenza dei fiori ligulati (nel paragrafo “Specie simili” sono indicate nel dettaglio le varie differenze).[10]
Con il nominativo di questa specie si intendono incluse anche le seguenti entità:[11]

  • Senecio hercynicus subsp. dacicus (Hodálová & Marhold) Greuter (*)
  • Senecio hercynicus subsp. dalmatico (Griseb.) Greuter (*)
  • Senecio hercynicus subsp. durmitorensis Herborg
  • Senecio hercynicus subsp. ucranicus (Hodálová) Greuter (*)

(*) Altre checklist[12] considerano le sottospecie indicate come valide.
Il numero cromosomico di S. hercynicus è: 2n = 40.[13]

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici: [2][13]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Senecio cacaliaster subsp. hercynicus (Herborg) Oberpr.
  • Senecio jacquinianus
  • Senecio nemorensis

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica più evidente della specie di questa voce è la scarsità dei ligulati del capolino. Altre specie di Senecio si presentano con questa caratteristica più o meno marcata come il Senecio sylvaticus (si differenzia per le foglie ridotte ad una lamina di 3 – 4 mm attorno alla nervatura centrale) o il Senecio vulgaris (anche questa specie si presenta con foglie fortemente lobate e strette). Le differenze morfologiche sono invece meno marcate tra le specie appartenenti al ”Gruppo di Senecio germanicus”:

  • Senecio germanicus: le foglie sono circa 3 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8;
  • Senecio ovatus: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 4 a 8;
  • Senecio cacaliaster: le foglie sono circa 5 volte più lunghe che larghe; i fiori ligulati sono da 0 a 3.

Le foglie del Senecio hercynicus sono da 3 a 5 volte più lunghe che larghe con una media di 5 - 7 fiori ligulati per capolino.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il Senecio ercinico in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Hein-Greiskraut
  • (FR) Séneçon hercynien

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta 1960, Vol. 3 – pag 693
  2. ^ a b The International Plant Names Index. URL consultato il 9 settembre 2011.
  3. ^ a b Judd 2007, pag. 523
  4. ^ a b Motta 1960, Vol. 3 – pag 694
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22 aprile 2009.
  6. ^ Conti et al. 2005, pag. 164
  7. ^ a b c Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 538
  8. ^ Judd 2007, pag. 520
  9. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  10. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 126
  11. ^ EURO MED – PlantBase. URL consultato il 9 settembre 2011.
  12. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 9 settembre 2011.
  13. ^ a b Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 9 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, pag. 693.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 126, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 538.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 164, ISBN 88-7621-458-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]