Seminario Maggiore Arcivescovile di Firenze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°46′12.97″N 11°14′39.65″E / 43.770269°N 11.244347°E43.770269; 11.244347

Entrata sul Lungarno Soderini

Il Seminario Maggiore Arcivescovile di Firenze si trova in Piazza di Cestello nel quartiere di Oltrarno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato il 4 novembre 1712 dall'arcivescovo Tommaso Bonaventura della Gherardesca, anche se all'epoca si trovava in via dei Cerretani, dove rimase fino al 1784. Oggi è annesso alla chiesa di San Frediano in Cestello nei locali dell'ex monastero dei Cistercensi e delle Carmelitane di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, già risistemati nel 1628 da Gherardo Silvani; soppresso il monastero nel 1783, il Cestello divenne un anno dopo la sede del Seminario diocesano grazie all'arcivescovo Antonio Martini.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto su piazza di Cestello

All'interno del complesso religioso vi sono due chiostri e l'ex refettorio (ora aula magna) con un grande affresco di Bernardino Poccetti raffigurante la Cena di Gesù dopo il digiuno nel deserto.

Al pian terreno il corridoio maggiore è coperto da volta e risale all'epoca del Silvani, come anche le sale a questo piano, il refettorio, le celle dei religiosi e i due chiostri.

Il chiostro più grande, di San Bernardo, deve il suo nome alla statua di San Bernardo di Chiaravalle che calpesta il demonio di Giuseppe Piamontini (1702), posta al centro; è di forma rettangolare con cinque arcate a tutto sesto sui lati corti e sei su quelli lunghi, poggianti su colonne con capitelli ionici. Sui peducci sono inseriti stemmi degli abati, presenti anche nel refettorio. Al di sopra della cornice marcapiano, una serie di finestre architravate si affaccia sul chiostro.

Il secondo chiostro, con al centro la statua di Santa Maria Maddalena de' Pazzi di Antonio Montauti (1726), presenta pure il portico su quattro lati, con cinque arcate per lato, colonne doriche e volte a crociera. Tra gli affreschi che decorano le pareti del portico, uno proviene da un antico tabernacolo sul ponte alla Carraia. Su questo chiostro si affacciano le camere dei seminaristi.

Nella biblioteca è conservato il celebre Codice Rustici (1448) e altri codici medievali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariella Zoppi e Cristina Donati, Guida ai chiostri e cortili di Firenze, bilingue, Alinea Editrice, Firenze 1997.

Persone legate al seminario[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]