Semën Konstjantynovyč Tymošenko

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Semën Konstjantynovyč Tymošenko
Semyon Konstantinovich Timoshenko (1895-1970), Soviet military commander.jpg

Commissario del Popolo per la Difesa dell'Unione Sovietica
Durata mandato 7 maggio 1940 –
19 luglio 1941
Capo di Stato Stalin
Predecessore Kliment Efremovič Vorošilov
Successore Stalin

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Professione Militare
Semën Konstjantynovyč Tymošenko
18 febbraio 1895 - 31 marzo 1970
Nato a Furmanivka
Morto a Mosca
Dati militari
Paese servito Flag of Russian Empire for private use (1914–1917) 3.svg Impero russo
URSS URSS
Forza armata Esercito imperiale russo
Armata rossa
Arma Cavalleria
Anni di servizio 1914 - 1960
Grado Maresciallo dell'Unione Sovietica
Comandanti Semën Budënnyj
Guerre Prima guerra mondiale
Guerra civile russa
Guerra sovietico-polacca
Seconda guerra mondiale
Comandante di Distretto militare di Kiev
Distretto militare bielorusso
Fronte del nord-est
Altro lavoro Ispettore Generale del Ministero della Difesa

Fonti nel testo

voci di militari presenti su Wikipedia

Semën Konstjantynovyč Tymošenko, (in ucraino Семе́н Костянти́нович Тимоше́нко) e in russo: Семён Константинович Тимошенко?, Semën Konstantinovič Timošenko (6 febbraio del calendario giuliano[1]; Furmanivka, 18 febbraio 1895Mosca, 31 marzo 1970), è stato un generale sovietico. Fu un comandante militare sovietico, era un ufficiale superiore di professione dell'Armata Rossa all'inizio dell'invasione nazista dell'Unione Sovietica nel 1941.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tymošenko era nato da una famiglia di contadini a Frumanka, vicino ad Odessa, nell'Ucraina meridionale, fu coscritto nell'esercito dell'Impero Russo nel 1915. Prestò servizio in cavalleria sul fronte occidentale durante la Prima guerra mondiale e allo scoppio della Rivoluzione russa nel 1917 parteggiò per i rivoluzionari, unendosi all'Armata Rossa nel 1918 e al partito Bolscevico nel 1919.

Durante la guerra civile russa Tymošenko combatté su vari fronti, fra cui a Tsaritsyn (più tardi rinominata Stalingrado), dove incontrò Stalin di cui diventò amico e sostenitore, che gli assicurò un rapido avanzamento di carriera. Nel 1920-21 era nella 1. Armata di cavalleria agli ordini di Semën Budënnyj.

Dopo la guerra civile e quella polacco-sovietica, Tymošenko divenne il comandante delle forze di cavalleria dell'Armata Rossa, quindi comandante dell'Armata Rossa in Bielorussia (1933), a Kiev (1935), nel Caucaso settentrionale (1937) a Kharkov (1937), e nuovamente a Kiev (1938). Nel 1939 diventò il comandante di tutta la regione occidentale di confine e guidò il Fronte Ucraino durante l'invasione sovietica della Polonia orientale, durante la Campagna di Polonia. Nello stesso periodo diventò membro del Comitato Esecutivo Centrale del partito comunista.

Negli stessi anni furono compiute le Grandi Purghe staliniane, durante le quali furono giustiziati tre dei cinque Marescialli dell'Unione Sovietica: Michail Tuchačevskij, Aleksandr Egorov, e Vasilij Bljucher. Dato che i due Marescialli rimasti, Budënnyj e Kliment Vorošilov erano amici di Stalin senza grandi abilità militari, Tymošenko diventò l'alto ufficiale di professione dell'Armata Rossa con più esperienza.

Nel gennaio 1940 Tymošenko prese il comando delle armate sovietiche che stavano combattendo in Finlandia nella Guerra d'inverno, che era iniziata a novembre dell'anno precedente ed era stata sino ad ora condotta disastrosamente da Voroshilov. Sotto la guida di Timošenko i sovietici sfondarono la linea Mannerheim che proteggeva l'istmo di Carelia. A marzo la Finlandia firmò la pace con l'URSS. Tale successo fece crescere la reputazione di Tymošenko e, nel maggio 1940 fu nominato Commissario del Popolo per la Difesa e divenne Maresciallo dell'Unione Sovietica.

Tymošenko era un comandante competente che sosteneva l'urgente necessità di modernizzare l'Armata Rossa in vista dell'imminente scontro con la Germania nazista . Riuscì a vincere l'opposizione dei più conservativi e intraprese la meccanizzazione dell'esercito e l'incremento della produzione di carri armati. Reintrodusse anche la tradizionale severa disciplina dell'esercito russo zarista.

Quando i tedeschi invasero l'Unione Sovietica nel giugno 1941, Stalin prese il posto di Commissario della Difesa e inviò Tymošenko al Fronte Centrale, dove combatté ritirandosi dalla frontiera fino a Smolensk, soffrendo pesanti perdite ma riuscendo a salvare comunque il grosso delle sue truppe per la difesa di Mosca. A settembre, fu trasferito in Ucraina, dove l'Armata Rossa aveva subito 1,5 milioni di perdite nei grandi accerchiamenti di Uman e Kiev; qui riuscì a stabilizzare il fronte.

Nel maggio 1942 Tymošenko, con 640.000 uomini, lanciò una controffensiva a Kharkov, il primo tentativo sovietico di riprendere iniziativa. Dopo un iniziale successo sovietico i tedeschi respinsero colpendo il fianco meridionale che era esposto; l'offensiva fu bloccata e i sovietici riportarono 200.000 perdite. Nonostante l'offensiva avesse rallentato l'avanzata tedesca a Stalingrado, Tymošenko dovette riconoscere le proprie responsabilità per il fallimento.

Il successo del generale Georgij Žukov nella difesa di Mosca nel dicembre 1941 persuase Stalin che era un comandante migliore di Tymošenko. Nel 1942 Stalin rimosse Tymošenko dal comando in prima linea e gli diede incarichi secondari di comando a Stalingrado (giugno 1942), sul fronte nordorientale (ottobre 1942), a Leningrado (giugno 1943), nel Caucaso (giugno 1944), e nella regione baltica (agosto 1944).

Dopo la guerra Tymošenko fu comandante dell'Esercito Sovietico in Bielorussia (marzo 1946), negli Urali meridionali (giugno 1946), e nuovamente in Bielorussia (marzo 1949). Nel 1960 fu nominato Ispettore Generale del Ministero della Difesa, una carica in gran parte onorifica, e dal 1961 presiedette il Comitato di Stato per i Veterani di Guerra. Morì a Mosca nel 1970.

Fu due volte Eroe dell'Unione Sovietica (marzo 1940 e 1965), fu insignito di numerose altre decorazioni tra le quali, il prestigioso Ordine della Vittoria (1945), cinque volte dell'Ordine di Lenin, Ordine della Rivoluzione di Ottobre, cinque volte dell'Ordine della Bandiera Rossa e tre volte dell'Ordine di Suvorov.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Croce di San Giorgio di II Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di II Classe
Croce di San Giorgio di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di III Classe
Croce di San Giorgio di IV Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di IV Classe

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica (2) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (2)
— 21 marzo 1940 e 18 febbraio 1965
Ordine della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria
— 4 giugno 1945
Ordine di Lenin (5) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (5)
— 22 febbraio 1938, 21 marzo 1940, 21 febbraio 1945, 18 febbraio 1965 e 18 febbraio 1970
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
— 22 febbraio 1968
Ordine della Bandiera Rossa (5) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (5)
— 25 luglio 1920, 11 maggio 1921, 22 febbraio 1930, 3 novembre 1944 e 6 novembre 1947
Ordine di Suvorov di I classe (3) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Suvorov di I classe (3)
— 9 ottobre 1943, 12 settembre 1944 e 27 febbraio 1945
Medaglia per la difesa di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Mosca
Medaglia per la difesa di Stalingrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Stalingrado
Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica
Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Ordine della Stella Partigiana (Iugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Stella Partigiana (Iugoslavia)
— 1956
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 30 anni di Khalkhin Golskoy (Mongolia)
Ordine di Tudor Vladimirescu di I Classe (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Tudor Vladimirescu di I Classe (Romania)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In Russia il calendario gregoriano venne introdotto solo il 14 febbraio del 1918.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 59968217 LCCN: no96028125

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie