Selvaggi (film 1972)

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Selvaggi
Selvaggi-1972-ivory.png
Una scena del film
Titolo originale Savages
Paese di produzione USA
Anno 1972
Durata 106 min
Colore B/N, colore
Audio sonoro
Genere commedia, fantastico, satirico
Regia James Ivory
Soggetto James Ivory
Sceneggiatura George Swift Trow e Michael O'Donoghue
Produttore Ismail Merchant, Anthony Korner (produttore associato)
Produttore esecutivo Joseph J.M. Saleh
Casa di produzione Angelika Films, Merchant Ivory Productions
Fotografia Walter Lassally
Montaggio Kent McKinney
Musiche Joe Raposo
Tema musicale Savages di Michael O'Donoghue e George Swift Trow, cantata da Bobby Short
Scenografia James D. Rule e Jack Wright
Costumi Susan Schlossman e Joan Hanfling
Trucco Gloria Natale
Interpreti e personaggi

Selvaggi (Savages) è un film del 1972 diretto da James Ivory.

Fu presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del 25º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una tribù di «uomini del fango» conduce una vita primitiva nella foresta finché non viene interrotta, durante un rituale, dal casuale contatto con un oggetto estraneo, una palla di croquet e, dirigendosi nella direzione da cui proviene, si imbatte in un'automobile e quindi in una residenza signorile.

Entrati nella villa abbandonata, i "selvaggi" si trasformano in un gruppo di raffinati membri dell'alta società americana degli anni venti-trenta, impegnati in un'interminabile party, fra conversazioni, balli e svaghi.

Quando durante una partita di croquet la palla viene mandata fra gli alberi, tutti, uno dopo l'altro, la seguono e ritornano allo stato originario di «uomini del fango».

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film nasce dalla suggestione provata da Ivory, nel novembre 1970, nella casuale scoperta a Scarborough, a quaranta minuti da New York, di una residenza di campagna della famiglia Vandelip chiamata Beechwood. La strana atmosfera del luogo, ormai pressoché abbandonato, gli fece pensare ad un film come L'anno scorso a Marienbad.[2]

Un'altra opera cinematografica che influenzò Ivory, autore del soggetto poi sviluppato da George Swift Trow e Michael O'Donoghue, fu L'angelo sterminatore di Luis Buñuel,[2] nel quale i protagonisti, inspiegabilmente intrappolati in un party, regrediscono alla barbarie, compiendo il percorso inverso rispetto a quello raccontato in Selvaggi.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Dizionario Mereghetti, il tema della contiguità fra barbarie e civiltà è trattato in modo banale e confuso, con dialoghi assurdi e privi di humour.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Quinzaine 1972, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato il 17 giugno 2011.
  2. ^ a b (EN) Merchant Ivory Productions: Savages. URL consultato l'11-8-2010.
  3. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 2639

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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