Seleucidis melanoleucus

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Paradisea dalle dodici penne
BxZ Seleucidis melanoleuca 00a.jpg
Seleucidis melanoleucus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Famiglia Paradisaeidae
Genere Seleucidis
Lesson, 1834
Specie S. melanoleucus
Nomenclatura binomiale
Seleucidis melanoleucus
(Daudin, 1800)

La paradisea dalle dodici penne (Seleucidis melanoleucus (Daudin, 1800)) è un uccello della famiglia Paradisaeidae, unica specie del genere Seleucidis[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le piume del basso ventre sono di colore dorato, mentre quelle superiori sono verde scuro che ai bordi diventa più chiaro; l’animale può misurare 33 cm di lunghezza.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Vive sugli alberi in fiore e usa la sua lunga lingua per riuscire a gustare il nettare dai fiori. Oltre a ciò è ghiotto di frutta morbida e insetti.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Quando arriva il periodo di accoppiamento, dalla coda dei maschi spuntano dodici lunghe penne, da cui prende il nome, quando si sviluppano completamente ricordano dei fili metallici ricurvi. Durante la parata, per corteggiare le femmine, mostra le penne erigibili del petto dopo aver fatto spazio sul ramo dove espone il suo spettacolo. Come per tutte le paradisee sono le femmine che curano la costruzione dei nidi e la cura della prole.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffuso in Indonesia e Papua Nuova Guinea.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2012, Seleucidis melanoleucus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Paradisaeidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 7 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jiřì Felix, Animals of the world, traduzione e adattamento di Piernicola d'Aprile e Maria Pia Mannucci.

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