Segugio dell'Istria a pelo raso

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Segugio dell'Istria a pelo raso
Istrische Bracke.jpg
Classificazione FCI - n. 151
Gruppo 6 Segugi e cani per pista di sangue
Sezione 1 Cani da seguita
Sottosezione 1.2 Di taglia media
Standard n. 151 del 25/01/00
Nome originale Istarski Kratkodlaki Gonič, Istrian Shorthaired Hound
Origine Croazia
Altezza al garrese maschi: 50 cm; femmine; cm.
Peso ideale maschi: kg femmine: kg.
Lista di razze canine

Il segugio dell'Istria a pelo raso[1] (Istarski Kratkodlaki Gonič) una razza canina originaria dell'Istria riconosciuta dalla FCI (Standard N. 151, Gruppo 6, Sezione 1).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ha il mantello corto, liscio, lucido, di solito bianco, con chiazze sparse color arancione. Il corpo è tipicamente muscoloso con zampe lunghe e una coda lunga. La testa è abbastanza larga e piatta, le orecchie sono corte, triangolari, a goccia, aderenti alla testa. L'altezza ideale del cane adulto è di 50 cm e il peso di circa 18 kg, la femmina è leggermente più piccola. L'abbaio e il guaìto (importanti per un segugio) sono persistenti e acuti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1924 è stato istituito un libro genealogico per documentare questa razza canina. La federazione FCI ha accettato la razza nel 1949, anche se il primo breed standard fu pubblicato nel 1973. È riconosciuto nel gruppo 6 dei segugi. Inoltre è riconosciuto con il nome originale in croato (Istarski Kratkodlaki Gonič), la traduzione standard in inglese, altre traduzioni e combinazioni tra le traduzioni e l'originale croato da club minori ed altre organizzazioni. L'istrian shorthaired hound è ancora tenuto nel suo ambiente originario e zone vicine per la caccia, non come animale da compagnia, ed è molto apprezzato per cacciare la volpe e il coniglio.

Salute e carattere[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono specifici problemi di salute per questo cane. Secondo lo standard, il temperamento è docile e calmo; è vivace ed entusiasta quando caccia.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://enci.it/documenti/standard/151.pdf
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