Secunda (Exapla)
La Secunda è una traslitterazione in caratteri greci del testo ebraico della Bibbia ebraica, ed è il più antico testo ebraico coerente ancora esistente.[1] Come tale è un importante strumento per la filologia ebraica, in particolare per lo studio della fonologia dell'Ebraico biblico. È la seconda colonna della Exapla: la comparazione tra Bibbia ebraica e versioni greche compilata da Origene.[2]
Indice |
Attribuzione [modifica]
È ancora dibattuto il fatto che la Secunda sia opera di Origene piuttosto che di un contemporaneo, oppure sia una copia di un testo preesistente.[1] Alcuni suppongono che Origene stesso scrisse il testo, magari aiutato da ebrei.[1] Altri suppongono che la Secunda sia un testo preesistente aggiunto alla Eexapla come un aiuto per il lettore.[1] Ci sono prove del fatto che gli ebrei del tempo facevano ricorso a trascrizioni, per esempio un passaggio del Talmud di Gerusalemme descrive come gli ebrei di Cesarea avrebbero confuso il tetragrammaton con il graficamente simile <πιπι>, suggerendo l'utilizzo di testi trascritti con il tetragrammaton mantenuto in caratteri ebraici.[3] Ci sono anche prove fonetiche che la Secunda è un testo preesistente: all'epoca di Origene <η αι> erano pronunciate [iː ɛː], una fusione che era già iniziata attorno al 100 a.C., mentre nella Secunda vengono utilizzate per rappresentare le ebraiche /eː aj/.[3]
Ortografia [modifica]
Nel testo della Secunda sono usati vari segni diacritici dell'alfabeto greco:
Un ¨ è usato sul carattere iota (<ι> diventa <ϊ>) ogni volta che la iota ricorre dopo una vocale, eccetto quando <ει> indica /iː/;[4] in ebraico questo è completamente indipendente dal fatto che il segmento sia consonantico o vocalico, come dimostrano i seguenti esempi:[4]
- <αλαϊ> = tiberiense /ʕaːlaj/
- <φεδιων> = tiberiense /piðjoːn/
la dieresi è un'aggiunta successiva, dell'VIII o IX secolo, alla Secunda.[4]
L'uso dei segni diacritici di spirito aspro e dolce non segue un modello evidente; per esempio, confronta
- <ἀμιμ> = tiberiense /ʕamːiːm/
con
- <ἁφαρ> = tiberiense /ʕaːfaːr/[5]
anche questi segni sono un'aggiunta dell'VIII o IX secolo.[5]
L'uso di accenti nella Secunda non corrisponde a quello dell'ebraico tiberiense, la loro presenza resta un enigma.[6]
| Vocali originali: |
a | i | u | aː | iː | uː | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Secunda | lungo | aː α |
eː η |
oː ω |
aː/oː α/ω |
iː/eː ι/η |
uː/oː ου/ω |
| corto | æ α |
e ε |
o ο |
||||
| ridotto | ə α/ε/- |
ə α/ε/- |
ə α/ε/- |
||||
Note [modifica]
- ^ a b c d Janssens, op. cit., p. 13
- ^ Janssens, op. cit., pp. 11–12
- ^ a b Janssens, op. cit., p. 14
- ^ a b c Janssens, op. cit., pp. 38-39
- ^ a b Janssens, op. cit., pp. 39-40
- ^ Janssens, op. cit., p. 40
- ^ Janssens, op. cit., p. 54
Bibliografia [modifica]
- Janssens, Gerard (1982). Studies in Hebrew Historical Linguistics Based on Origen's Secunda. Orientalia Gandensia (Uitgeverij Peeters) 9 (in inglese). ISBN 2-8017-0189-0.