Secondo raid di Ostenda

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Secondo raid di Ostenda
Il relitto della HMS Vindictive blocca parzialmente il canale del porto
Il relitto della HMS Vindictive blocca parzialmente il canale del porto
Data 9 maggio 1918
Luogo Porto di Ostenda
Esito Incerto
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
1 incrociatore corazzato obsoleto
una forza di monitor
navi di blocco
unità leggere
Guarnigione del porto
Perdite
Ignote Trascurabili
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Il secondo raid di Ostenda è stata una azione compiuta dalla Royal Navy britannica durante la prima guerra mondiale con l'obiettivo di bloccare l'accesso al porto omonimo, dopo che una azione precedente contemporanea al Raid di Zeebrugge era fallita. Ancora una volta si prevedeva di bloccare il porto affondando nel canale di accesso alcune navi cariche di cemento.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Ostenda era collegato a quello di Zeebrugge tramite una rete di canali, e quindi per essere efficace l'azione doveva essere compiuta su entrambi. In realtà il risultato fu ancora meno efficace di quello del raid su Zeebrugge, in quanto il canale non fu ostruito neanche parzialmente. Il porto era difeso dalla batteria Tirpitz, dotata di cannoni da 280mm e si prevedeva di contrastarli con i cannoni di quattro monitori inglesi assegnati in supporto.

L'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Le navi destinate ad essere affondate erano due incrociatori obsoleti: la HMS Vindictive, già protagonista del raid di Zeebrugge, e la HMS Sirius. La seconda però a causa di una esplosione ad una caldaia dovette tornare indietro, lasciando alla sola Vindictive il compito. Questa volta, memori del precedente inganno tedesco che con lo spostamento di una boa aveva fatto fallire la missione, gli Alleati si munirono di accurate carte degli approcci al porto. La nave venne effettivamente affondata, ed inizialmente bloccò il canale, anche se alcuni sottomarini costieri potevano uscire con l'alta marea; successivamente il genio militare tedesco dragò un canale lateralmente al relitto ovviando parzialmente al danno, ma l'impatto sul morare alleato fu grandemente positivo.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 51°13′28″N 2°54′35″E / 51.224444°N 2.909722°E51.224444; 2.909722

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