Seconda declinazione latina

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La seconda declinazione della lingua latina comprende sostantivi per lo più maschili e neutri caratterizzati dall'uscita in –i del genitivo singolare.

La seconda declinazione può essere riassunta in tre gruppi fondamentali, a seconda della terminazione del nominativo singolare: sostantivi maschili e femminili in –us, sostantivi maschili in –er o –ir e sostantivi neutri in –um.

Nomi maschili e femminili in –us[modifica | modifica wikitesto]

Comprende sostantivi di genere maschile o femminile caratterizzati dall'uscita in –us del nominativo singolare. Tali sostantivi si caratterizzano per l'uscita in –e del vocativo singolare, unici sostantivi ad avere il vocativo differente dal nominativo – se non per alcune eccezioni –.

Qui è mostrata la flessione del sostantivo amicus, –i («l'amico»).

Caso Singolare Plurale
Nominativo amīcus amīcī
Genitivo amīcī amīcōrum
Dativo amīcō amīcīs
Accusativo amīcŭm amīcōs
Vocativo amīcĕ amīcī
Ablativo amīcō amīcīs

Nomi maschili in –er e –ir[modifica | modifica wikitesto]

Comprende, sostantivi maschili terminanti in –er, forma derivata dall'evoluzione della terminazione –erus in –ers ed infine nell'attuale –er. In questo gruppo rientrano anche i sostantivi in –ir, ovvero vir, viri, i suoi derivati e levir, leviri («il cognato»). Il vocativo dei sostantivi del gruppo è uguale al nominativo.

I sostantivi di questo gruppo possono perdere la e della terminazione in –er, avendo così il genitivo singolare in –ri (ad esempio magister, –tri) oppure possono conservare la e (come in puer, –eri). I sostantivi in –ir conservano sempre la i.

È qui riportata la flessione del sostantivo magister, –tri («il maestro»), tema che perde la -e al genitivo e negli altri casi singolari e plurali, vocativo escluso.

Caso Singolare Plurale
Nominativo magistĕr magistrī
Genitivo magistrī magistrōrum
Dativo magistrō magistrīs
Accusativo magistrŭm magistrōs
Vocativo magistĕr magistrī
Ablativo magistrō magistrīs

Il sostantivo puer, –eri, di cui qui è riportata la flessione, conserva la e, analogamente a buona parte dei sostantivi del gruppo.

Caso Singolare Plurale
Nominativo puĕr puĕri
Genitivo puĕrī puĕrōrum
Dativo puĕrō puĕrīs
Accusativo puĕrŭm puĕrōs
Vocativo puĕr puĕrī
Ablativo puĕrō puĕrīs

Nomi neutri in –um[modifica | modifica wikitesto]

Comprende nomi di genere neutro caratterizzati dalla terminazione in –um del nominativo singolare, analoga agli altri casi retti del singolare, e dalla terminazione in –a dei casi retti del plurale, caratteristica comune a tutti i nomi e aggettivi neutri, indipendentemente dalla declinazione di appartenenza.

Di seguito è mostrata la flessione del sostantivo bellum, –i ("la guerra").

Caso Singolare Plurale
Nominativo bellŭm bellă
Genitivo bellī bellōrum
Dativo bellō bellīs
Accusativo bellŭm bellă
Vocativo bellŭm bellă
Ablativo bellō bellīs

Appartengono alla seconda declinazione, inoltre, tre nomi neutri che però hanno la terminazione in -us: pelagus, -i, n., «il mare»; virus, -i, n., «il veleno» e vulgus, -i, n., «il popolo». Da tenere presente che questi tre nomi sono singularia tantum (cioè si declinano solo al singolare); al plurale vengono usati dei sinonimi (mare, populus...). Virus infine viene sostituito con il sinonimo venēnum nei casi obliqui (genitivo, dativo e ablativo).

Particolarità[modifica | modifica wikitesto]

Particolarità del sostantivo[modifica | modifica wikitesto]

  • I sostantivi terminanti in -ĭus e in -ĭum possono terminare in al genitivo singolare.
  1. Vergilius, m., «Virgilio»
  2. Aemilius, m., «Emilio»
  3. negotium, m., «negozio»
  4. filius, m., «figlio»

gen. sing. Vergil-ii/Vergil;
gen. sing. Aemil-ii/Aemil;
gen. sing. negot-ii/negot;
gen. sing. fil-ii/fil.

  • I nomi propri in -ĭus e alcuni sostantivi, hanno il vocativo singolare uscente in -i, anziché in -ie.
  1. Mercurius, m., «Mercurio»
  2. Marius, m., «Mario»
  3. genius, m., «genio»
  4. filius, m., «figlio»

voc. sing. Mercur;
voc. sing. Mar;
voc. sing. gen;
voc. sing. fil.

Note: Darius, (con la -i lunga, «Dario») al vocativo esce regolarmente in Darīe; e ha il vocativo in -i anche l'aggettivo meus, «mio», nella forma mi (esempio: fili mi, «o figlio mio»).

  • Alcuni sostantivi, tra cui vir, m., «l'uomo» e i suoi composti possono terminare in -um al genitivo plurale.
  1. vir, m., «l'uomo»
  2. triumvir, -viri, m., «il triumviro»
  3. decemvir, -viri, m., «il decemviro»
  4. sestertius, m., «la moneta»
  5. modius, m., «il moggio»
  6. talentum, n., «il talento»
  7. deus, m., «il dio», «la divinità»
  8. faber, fabri, m., «il fabbro» (o più generalmente «l'operaio»)
  9. Danai, m. plur, «i Danai», «i Greci»

gen. plur. vir-orum/vir-um;
gen. plur. triumvir-orum/triumvir-um;
gen. plur. decemvir-orum/decemvir-um;
gen. plur. sesterti-orum/sesterti-um;
gen. plur. modi-orum/modi-um;
gen. plur. talent-orum/talent-um;
gen. plur. de-orum/de-um;
gen. plur. fabr-orum/fabr-um;
gen. plur. Dana-orum/Dana-um.

  • Il sostantivo deus, –i presenta una flessione particolare, nella quale convivono più forme di diversa epoca:
Caso Singolare Plurale
Nominativo deus dei (raro), dii, di
Genitivo dei deōrum, deûm
Dativo deo deis (raro), diis, dis
Accusativo deum deos
Vocativo deus, dive (solo in poesia) dei (raro), dii, di
Ablativo deo deis (raro), diis, dis
  • Alcuni sostantivi presentano tracce del caso locativo, con terminazione in . Si tratta di nomi di città come in Brindisī (a "Brindisi"), oppure in particolari vocaboli come in humus, i (humi = "a terra") e bellum, i (come nell'espressione domi bellique "in pace ed in guerra).

Particolarità del numero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pluralia tantum e Singularia tantum.
  • Alla seconda declinazione appartengono alla categoria dei singulare tantum i seguenti nomi (oltre ai tre neutri particolari, sopracitati):
  1. pontus, -i, m., «il mare»;
  2. argentum, -i, n., «l'argento», «il denaro»;
  3. aurum, -i, n., «l'oro»;
  4. plumbum, -i, n., «il piombo».
  • Appartengono invece alla categoria dei pluralia tantum i seguenti nomi (oltre liberi):
  1. exta, -orum, n., «le viscere»;
  2. infĕri, -orum, m., «gli dèi inferi»;
  3. supĕri, -orum, m., «gli dèi superni»;
  4. Argi, -orum, m., «Argo»;
  5. Delphi, -orum, m., «Delfi»;
  6. Pompeii, -orum, m., «Pompei»;
  1. spolia, -orum, n., «il bottino»;
  2. Corioli, -orum, m., «Corioli»;
  3. Arbela, -orum, n., «Arbela»;
  4. Fasti, -orum, m., «Fasti»;
  5. arma, -orum, n., «le armi».

Particolarità del numero e del significato[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni termini hanno un significato diverso al singolare e al plurale:

  • auxilium, -ii (o -i), n. («l' aiuto») → auxilia, -orum («le truppe ausiliarie»);
  • bonum, -i, n., («il bene») → bona, -orum («i beni», «le sostanze»);
  • castrum, -i, n., («il castello») → castra, -orum («l'accampamento militare»);
  • impedimentum, -i, n. («l'ostacolo») → impedimenta, -orum ("bagagli dell'esercito");
  • locus, -i, m. («il luogo») → loci, -orum («i passi, di un libro»), ma anche loca, -orum («i luoghi»).
  • ludus, -i,f. («il gioco, la scuola») → ludi,-orum («i giochi, gli spettacoli»).
  • rostrum, -i,f. («il becco, il rostro della nave») → rostra,-orum («rostri (tribuna degli oratori nel foro)»).

Particolarità nel genere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sostantivo locus, m., «il luogo» presenta al plurale due diverse forme, una al maschile loci e una di genere neutro loca; la prima veniva usata per indicare i passi di un libro, la seconda per designare i luoghi in senso geografico.
  • Anche il sostantivo iocus, m., «lo scherzo» ammetteva due plurali, ioci e ioca, senza differenza di significato.

Sostantivi greci della seconda declinazione[modifica | modifica wikitesto]

Nei nomi greci della seconda declinazione, oltre alla desinenza latina, è spesso possibile trovare un'altra desinenza: quella greca. Ciò si verifica solo nel nominativo e accusativo singolare, con le uscite in -us/-os, e in -um/-on.

nom. Cypr-us/Cypr-os, f., «Cipro» nom. Ili-um/Ili-on, n., «Ilio»

acc. Cypr-um/Cypr-on; nom. Ili-um/Ili-on, n..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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