Sebastiano Visconti Prasca

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Sebastiano Visconti Prasca, generale dell'esercito italiano

Sebastiano Visconti Prasca (18831961) è stato un generale italiano.

Biografia [modifica]

Personaggio controverso, membro della nobile famiglia dei Visconti, giunse alla notorietà per aver guidato con clamoroso insuccesso le fasi iniziali della Campagna italiana di Grecia durante il secondo conflitto mondiale; aveva già preso parte alla Grande Guerra, ricevendo per questo due medaglie commemorative e una Croce al Merito di Guerra.

Fu successivamente addetto militare a Belgrado a partire dal 1924 e per un periodo di sei anni. Nel 1934 divenne Comandante del corpo italiano di controllo della Saar e successivamente comandante di brigata; addetto militare italiano a Parigi e poi a Berlino nel 1938, fu posto al comando della 2ª Divisione Celere "Emanuele Filiberto Testa di Ferro".

Nel 1940 fu posto a capo dell'infelice spedizione in Grecia con cui l'esercito italiano e più in generale la politica estera fascista, subì a causa del pesante insuccesso diplomatico e militare, un forte contraccolpo. Il generale, che tra l'altro aveva pubblicato nel 1934 un libro di strategia militare dal titolo eloquente di Guerra decisiva nella quale teorizzava una Guerra lampo movimentista e rapida, rassicurò più volte Benito Mussolini circa la bontà del suo piano di invasione della Grecia nel periodo antecedente l'attacco (28 ottobre 1940).

Fu rilevato dal comando della XI Armata d'Albania, con la quale portò il suo attacco all'aspro ed infido territorio montuoso greco, dopo pochi giorni dall'invasione e sostituito con il generale Ubaldo Soddu che a sua volta, pur pressato da Mussolini, non riuscì nell'intento di ribaltare le sorti del conflitto. Nel settembre del 1943 si unì ai partigiani e combatté contro i tedeschi, venendo catturato e condannato a morte.

La sentenza venne commutata in una prigionia in Germania, dalla quale Visconti Prasca riuscì fortunosamente ad evadere; negli ultimi mesi del conflitto si unì all'Armata Rossa, assistendo personalmente all'arrivo delle truppe sovietiche a Berlino. Rientrato in Italia nell'ottobre del 1945, pubblicò un libro intitolato Io ho aggredito la Grecia (Rizzoli, 1946), velleitario nel tentativo di auto-riabilitarsi e sminuire le sue responsabilità nella catastrofe greca dell'esercito italiano.

Onorificenze [modifica]

Medaglia commemorativa della spedizione in Albania - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della spedizione in Albania
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Voci correlate [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 32943806

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