Scutisorex somereni

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Toporagno armato
Scutisorex somereni.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Soricomorpha
Famiglia Soricidae
Sottofamiglia Crocidurinae
Genere Scutisorex
Thomas, 1913
Specie S.somereni
Nomenclatura binomiale
Scutisorex somereni
Thomas, 1910
Sinonimi

S.congicus

Areale
Armored Shrew area.png

Il toporagno armato (Scutisorex somereni Thomas, 1910), anche noto come toporagno eroe, è un toporagno della famiglia dei Soricidi, unica specie del genere Scutisorex (Thomas, 1913), diffuso nell'Africa centrale.[1][2]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine generico deriva dalla combinazione delle due parole latine scutum-, scudo e -sorex, toporagno, con evidente allusione alla sua particolare morfologia, mentre l'epiteto specifico è stato dedicato al naturalista belga R. van Someren, il quale catturò l'olotipo presso Kampala, in Uganda. L'alternativo nome comune di "toporagno eroe" fa riferimento alla tradizione della popolazione dei Mangbetu della Repubblica Democratica del Congo, che considera questo animale coraggioso e quindi utilizzato come portafortuna.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Toporagno di grandi dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 120 e 153 mm, la lunghezza della coda tra 76 e 99 mm, la lunghezza del piede tra 22 e 27 mm, la lunghezza delle orecchie tra 9 e 16 mm e un peso fino a 92 g.[3]

Caratteristiche craniche e dentarie[modifica | modifica sorgente]

Il cranio è grande e robusto, con le creste lambdoidali enormemente sviluppate e proiettate posteriormente oltre il condilo occipitale. La superficie del cranio intorno a questo scudo osseo è irregolare. I denti sono piccoli, ci sono quattro denti unicuspidati dopo il primo incisivo superiore, l'ultimo premolare è ben sviluppato mentre i molari sono provvisti di cuspidi.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 2 1 3 3 1 2 3
3 1 1 1 1 1 1 3
Totale: 30
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Struttura ossea[modifica | modifica sorgente]

La struttura della colonna vertebrale è unica tra tutti i Mammiferi. Essa è composta di 7 vertebre cervicali, 14 toraciche, ben 11 lombari e 5 sacrali. Quelle comprese tra la regione toracica centrale e l'ultima lombare sono eccezionalmente modificate, con uno sviluppo di spine ossee, chiamate trabeculi o tubercoli, sia lateralmente che verticalmente, le quali si incastrano con quelle delle vertebre adiacenti, donando alla struttura un robustezza tale da poter resistere ad enormi compressioni e torsioni del corpo. A tal proposito viene riferito di un episodio nel quale un uomo, il cui peso si aggirava intorno ai 70 kg, si sarebbe poggiato con tutto il corpo, bilanciandosi con una sola gamba, sulla schiena di un esemplare di questa specie per diversi minuti e che alla fine l'animale sembrasse non aver riportato nessun danno da questa esperienza. Anche le costole sono di dimensioni più grandi e simili in struttura a quelle di mammiferi fossori. A riposo la colonna vertebrale assume una posizione arcuata, particolarmente appena dietro le scapole, e di conseguenza la cassa toracica è più sviluppata verticalmente che orizzontalmente. Ciò impedisce una normale mobilità sui tre piani, in particolare su quello sagittale, ed induce una locomozione serpentiforme, molto diversa da tutti gli altri toporagni. Sebbene siano state avanzate delle ipotesi che giustifichino la funzione di questa particolare morfologia, in particolare alcune riferite alla necessità di mantenere il corpo sollevato dal suolo in certi tipi di habitat come quelli paludosi, a tutt'oggi nessuna di esse è soddisfacente sotto un punto di vista ecologico e comportamentale. Nel 2013 in concomitanza con la descrizione di una nuova specie di Scutisorex è stata avanzata un'ulteriore ipotesi secondo la quale il toporagno armato potrebbe utilizzare la schiena come leva per sollevare rami, tronchi o grosse foglie di palme abbattute per catturare le loro prede preferite come i lombrichi. Nonostante questo comportamento non sia stato osservato direttamente, è accertato che alcuni locali, mentre cercavano larve di coleotteri sotto questi resti, abbiano spesso incontrato proprio questi animali.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è lunga, densa, soffice e lanosa, cosparsa di peli più lunghi. Il colore generale del corpo è grigio-nerastre con dei riflessi brunastri, talvolta cosparso di peli con la punta bianca ma generalmente più uniforme nelle parti ventrali. Alcuni individui sono spesso macchiati di giallo o marrone a causa della secrezione oleosa prodotta da ghiandole poste ai lati del corpo all'altezza della groppa. Il muso è lungo, appuntito e bruno-nerastro. Gli occhi sono piccoli. Le orecchie sono piccole, parzialmente nascoste nella pelliccia e bruno-nerastre. Le zampe sono bruno-nerastre. La coda è relativamente lunga, scura e ricoperta di corti peli nerastri. Le femmine hanno due paia di mammelle inguinali.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente si tratta di una specie più sociale rispetto agli altri toporagni. Marca il territorio con la secrezione prodotta dalle ghiandole del corpo, la quale ha un odore molto caratteristico, che può essere identificato dall'uomo fino a 5 metri di distanza.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di lombrichi, larve di ditteri, diplopodi, ragni e in misura minore di coleotteri, formiche, acari, eterotteri, isotteri, blattoidea e acrididi catturati al suolo perlustrando instancabilmente sotto foglie, pezzi di cortecce e anche rocce.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce tra dicembre ed agosto. Le gravidanze sono più frequenti nella stagione delle piogge. Danno alla luce tra 1 e 3 piccoli alla volta.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nella Repubblica Democratica del Congo nord-orientale ed orientale, Ruanda, Burundi nord-occidentale e Uganda.

Vive nelle foreste di pianura e montane tra 400 e 2.500 metri di altitudine. È stata osservata meno frequentemente all'interno di foreste secondarie e boschi di Bambù. Non sembra invece essere presente in zone paludose come precedentemente riportato.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013, William T.Stanley & Al., hanno descritto una nuova specie, S.thori, nella Repubblica Democratica del Congo.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione presumibilmente numerosa e la presenza in diverse aree protette, classifica S.somereni come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Kerbis Peterhans, J. 2008, Scutisorex somereni in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Scutisorex somereni in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Happold & Happold, 2013, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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