Scuola Truppe Corazzate
| Scuola Truppe Corazzate | |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1º luglio 1951-1º luglio 1991 |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Servizio | |
| Tipo | Truppe corazzate |
| Ruolo | Scuola |
| Dimensione | Brigata |
| Guarnigione/QG | Caserta |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
La Scuola Truppe Corazzate viene costituita a Caserta presso la Caserma "Ferrari Orsi" il 1º luglio 1951 ed ha operato fino al 1º luglio 1991. Tra il 1º gennaio 1964 ed il 14 settembre 1975 ha incorporato anche la Scuola A.U.C. delle Truppe Meccanizzate di Lecce (costituita il 1º ottobre 1963 per trasformazione della Scuola Unica degli Allievi Ufficiali di complemento). In questo breve periodo la Scuola ha preso il nome di Scuola Truppe Meccanizzate e Corazzate (STMC).
| Per approfondire, vedi la voce Elenco dei reggimenti dell'Esercito Italiano. |
La STMC era l'Ente che provvedeva all'addestramento di tutto il personale che avrebbe operato su mezzi corazzati e blindati. La sede di Caserta era ordinata su 3 Reparti Corsi (AUC, Corsi vari, E. Me. Cor.) ed aveva un battaglione blindo corazzato di supporto per la gestione dei mezzi corazzati. Inoltre, la Scuola aveva alle sue dipendenze anche la Scuola Sottufficiali di Complemento di Lecce (Scuola ACS) ed aveva due distaccamenti di Compagnia del Btg Blindo Corazzato a Persano (SA) e San Pietro a Maida (CZ); aree addestrative a Sant'Eufemia Lamezia (CZ) (dove ora è situato l'aeroporto civile), Persano, un poligono di tiro permanente per bombe a mano e armi portatili a San Prisco (CE), poligoni temporanei per armi portatili a Licola (NA), Foce Patria (NA) e Foce Sele (SA), un poligono per carri armati a Foce Sele ed infine un poligono per esercitazioni fino a livello di Cmp a San Cataldo (LE). La Scuola svolgeva anche corsi di addestramento per Carabinieri, Polizia di Stato ed Accademia Militare e conduceva ricerche, studi e test su nuove armi e veicoli per conto dell'Ispettorato di Fanteria e Cavalleria.
[modifica] Lo stemma della Scuola
Descrizione dello stemma araldico (fonte testo militare con Stemmi Esercito):
- Partizione: in troncatura inchiavata che materializza l'intima fusione della Scuola di Cavalleria Blindata di Tor di Quinto con la Scuola di Carrismo di Roma;
- Nel primo campo:
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- lo scudo araldico di porpora ricorda il colore proprio dei bersaglieri;
- la figura naturale del cavallo alato è già stemma della Scuola di Cavalleria;
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- Nel secondo campo:
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- lo scudo araldico d'argento quale tavola di aspettazione in relazione alla recente costituzione dell'Istituto e della Scuola di Carrismo in esso confluita;
- la figura ideale della salamandra tra le fiamme simboleggia la robustezza del carro armato e delle sue prestazioni;
- la testa della Medusa simboleggia l'Artiglieria.
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[modifica] La caserma della Scuola intitolata al Generale Federico Ferrari Orsi
| Medaglia d'oro al valor militare | |
È al generale Federico Ferrari Orsi che è stata intitolata la Caserma che ha ospitato la Scuola Truppe Corazzate di Caserta. Il generale, con il grado di colonnello fu anche Comandante della Scuola di Applicazione di Cavalleria nel 1935-1936. Nell'imminenza della battaglia di El Alamein il 18 ottobre 1942 perde la vita il generale Federico Ferrari Orsi, comandante del X Corpo d'armata. Spintosi in ricognizione nei pressi delle linee avversarie, muore per lo scoppio di una mina. Alle numerose decorazioni (Decorazioni del generale Federico Ferrari Orsi) che ha già meritato si aggiunge così la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
[modifica] L'evoluzione della Scuola nel tempo
Dall'esigenza di affidare ad un unico Ente la preparazione del personale delle unità carriste e di cavalleria, entrambe destinate ad operare con mezzi tecnici similari e con criteri di impiego che non differivano sostanzialmente, si fusero insieme la Scuola di Cavalleria blindata di Tor di Quinto (istituita nel 1946) e la Scuola di Carrismo di Roma (istituita nel 1947). Si costituì così nel 1951 la Scuola Truppe Corazzate (STC) con sede a Caserta.
Successivamente, nel 1964, l'Istituto assume alle proprie dipendenze la Scuola Allievi Ufficiali di complemento delle Truppe Meccanizzate di Lecce, prendendo il nome di Scuola Truppe Meccanizzate e Corazzate (STMC), che manterrà fino al 1975; è da tale data, quando tornerà alla precedente denominazione di Scuola Truppe Corazzate, mantenendo alle proprie dipendenze la Scuola di Lecce, che prenderà quindi il nome di Scuola Specializzati delle truppe corazzate per la formazione militare. La Scuola Truppe Corazzate nel 1991 viene trasferita a Lecce e l'11 gennaio 1993 riprende l'antica, primigenia denominazione di Scuola di Carrismo. L'ultimo Corso che si è tenuto alla Scuola di Caserta è stato il 143º - Compagnia "Klisura" (aprile - settembre 1991).
[modifica] La Scuola Truppe Meccanizzate e Corazzate - (STMC)
Il 13 gennaio 1964, presso la caserma Ferrari Orsi è iniziato il primo corso degli A.U.C. dei reparti meccanizzati, acquisendo il numero di 34º corso. Il reparto meccanizzato era costituito da Allievi Lagunari e di fanteria meccanizzata e Allievi Bersaglieri. Il primo corso ha avuto termine il 13 giugno 1964, e successivamente, per un periodo di tre mesi (13 giugno - 13 ottobre), gli Allievi hanno operato presso i reparti temporaneamente assegnati con il grado di Sergente A.U.C. Solo dal 13 ottobre 1964, i Sergenti A.U.C. hanno acquisito il grado di Sottotenente raggiungendo le definitive destinazioni, dove hanno svolto il loro servizio fino al congedo avvenuto il 13 aprile 1965.
I reparti in addestramento erano suddivisi in 2 Battaglioni (Btg) di 4 Compagnie ciascuno:
- I Btg - compagnia meccanizzata “Tobruk”: La “Divisione Corazzata Ariete” partecipò ai vari combattimenti - la battaglia di al Gazala – che portarono alla conquista di Tobruk da parte dell'Asse il 20 giugno 1942. Era costituita da plotoni di Fanti Meccanizzati e di Lagunari;
- I Btg - compagnia Bersaglieri “Montelungo”: deve il suo nome in ricordo del 51º Battaglione bersaglieri allievi ufficiali di complemento assegnato al Primo Raggruppamento Motorizzato che venne istituito durante la seconda guerra mondiale il 27 settembre 1943, per partecipare alla liberazione d'Italia al fianco degli Alleati. Il Raggruppamento partecipò a fianco delle Truppe Alleate allo sfondamento della Linea Gustav ed in particolare nel settore di Caserta, il reparto fu impegnato nella conquista di Monte Lungo (Mignano Monte Lungo), subendo molte perdite ed in particolare il tributo di sangue e morti fu molto alto tra i giovani Allievi Ufficiali di Complemento di Caserta. Obiettivo che raggiunse il 16 dicembre 1943 dopo un primo tentativo andato a vuoto;
- I Btg - compagnia Carristi "Bir Hakeim": Il caposaldo di Bir Hakeim (Libia), difeso da forze francesi (1ere Brigade Française Libre), fu preso d'assalto tra il 2 e l'8 giugno 1942 da forze italo-tedesche di cui facevano parte anche la Divisione Meccanizzata Trieste e la Divisione Corazzata Ariete. Dopo duri combattimenti condotti anche alla baionetta, le forze dell'Asse finalmente ne uscirono vincitrici.
- I Btg - squadrone Cavalleria “Izbušenskij” o "Isbuschenskij": in ricordo della carica di Izbušenskij, un episodio bellico del fronte orientale verificatosi il 24 agosto 1942 durante la seconda guerra mondiale, che vide protagonista il Reggimento di Cavalleria Italiano "Savoia Cavalleria". Viene ricordata come l'ultima carica di cavalleria condotta da reparti del Regio Esercito italiano contro reparti di truppe regolari. La carica prende il nome dalla località di Izbušenskij, situata in Russia, presso un'ansa del fiume Don e fu un'azione, coraggiosa quanto audace, che con il suo successo contribuì all'allentamento della pressione dell'offensiva russa sul fronte del Don, consentendo il riordino delle posizioni italiane in difficoltà.
Lo squadrone presso la STMC per un lungo periodo di tempo è stato costituito da plotoni misti di Fucilieri di Cavalleria e di Esploratori (dotati di M24) delle specialità di Cavalleria, Carristi, Lagunari e Bersaglieri.
- II Btg - compagnia meccanizzata "Mareth": Nel marzo del 1943, la 1ª Armata italiana del generale Messe (di cui fa parte il 5º Rgt Bersaglieri), dopo una ritirata iniziata cinque mesi prima ad El Alamein in Egitto, si trincera infine sulla linea del Mareth, nella Tunisia meridionale, per affrontarvi il suo nemico di sempre, la poderosa 8ª Armata inglese (nella battaglia del Mareth). Nonostante lo squilibrio di forze, tutto a favore dell'8ª Armata di Montgomery, la 1ª Armata italiana riesce a fermare per una settimana gli attacchi avversari ed evita di essere intrappolata dalle manovre alleate, comprese quelle del II Corpo americano, assai insidiose perché attuate alle sue spalle. Era costituita da plotoni di Fanti Meccanizzati e di Lagunari;
- II Btg - compagnia Bersaglieri "Bir el Gobi": Nel Novembre del 1941, le forze italiane con la Divisione Corazzata Ariete di cui facevano parte anche reparti dell'8º Rgt Bersaglieri, parteciparono ad una battaglia tra carri nei pressi di Bir el Gobi, distruggendo 84 carri armati britannici (di cui solo 20 effettivamente ritrovati sul campo), a fronte della perdita di 38 dei suoi.
- II Btg - compagnia Carristi “Klisura” (trova riferimento nella STC)
- II Btg - squadrone Cavalleria “Bricchetto” (trova riferimento nella STC)
[modifica] Inni di Reparto
| Inno Carristi | Inno 3ª Compagnia Bir Hakeim |
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Son d'acciaio i cingoli possenti |
Fiamme rosse color del sangue |
[modifica] L'addestramento
| Per approfondire, vedi la voce Brigata bersaglieri "Garibaldi". |
Per l'addestramento dei reparti meccanizzati era previsto l'utilizzo dei mezzi adibiti al trasporto truppa, quali ad esempio l'M113 VTT, anche nella versione da combattimento (VCI), mentre per l'addestramento dei reparti corazzati erano utilizzati carri M24, M47, M60 e Leopard. Per l'addestramento di fanteria era utilizzato il campo addestramento di Persano (SA), dove anche i reparti corazzati svolgevano le loro esercitazioni. La sede di Persano è riconducibile a quella della Brigata bersaglieri "Garibaldi".
Per l'addestramento sul campo del reparto Bersaglieri, veniva utilizzata anche la pista di un aeroporto militare dismesso localizzato nei pressi di Santa Maria Capua Vetere (CE). L'addestramento consisteva nel porre in atto un'esercitazione denominata "in Bianco", con la quale si testavano i principi di tattica militare propria della fanteria d'assalto: un susseguirsi di veloci scatti intervallati da posizioni a terra, che culminavano nell'assalto finale che prevedeva la simulazione del lancio di una bomba a mano (tipo SRCM). Una volta completata l'esercitazione le squadre convergevano verso i rispettivi mezzi M113.
Per l'Addestramento alle armi leggere dei vari reparti veniva utilizzato un poligono militare nei pressi di San Prisco (CE).
I Lagunari, come mezzo anfibio avevano l'AAV7 e le esercitazioni con tali mezzi si effettuavano a Lecce presso il poligono di Torre Veneri.
[modifica] Le materie di studio
Le materie di studio vertevano su Difesa NBC (Nucleare, Batteriologica e Chimica), Topografia, Armi e Mezzi, Tattica e Impiego.
[modifica] M113 VTT
| Per approfondire, vedi la voce M113. |
Veicolo Trasporto Truppa utilizzato dal reparto Bersaglieri (trasportava in addestramento una squadra di bersaglieri al comando di un Sergente), dal reparto di Cavalleria (fucilieri - fanteria) e anche dal reparto Lagunari.
[modifica] M113 VCI
Veicolo da Combattimento non veniva solo utilizzato come trasporto truppa, ma anche come mezzo da assalto (Lagunari e cavalieri-fucilieri). Il veicolo poteva anche essere di supporto all'artiglieria, in quanto poteva essere armato con un mortaio.
Alcuni M113 a disposizione dei Bersaglieri erano armati anche con il lanciamissili TOW.
Veniva anche utilizzata nelle esercitazioni la Fiat Campagnola modello 1101 AR 59, su cui era montato un cannoncino senza rinculo con funzione di arma controcarro.
[modifica] Carro armato Leggero M24
| Per approfondire, vedi le voci Carri armati e M24 Chaffee. |
Era un mezzo corazzato utilizzato dai reparti esploratori di Cavalleria, dotato di un cannone da 75 mm. Allo Squadrone di Cavalleria, negli anni successivi furono assegnati in dotazione anche carri M47, Leopard e Autoblindo Fiat OTO 6614 e 6616.
[modifica] Armi in dotazione
Le armi in dotazione degli allievi erano:
- Fucile semiautomatico Garand tipo 2 (modello 51 ex M1) con baionetta;
- Fucile automatico leggero Beretta BM 59 FAL (utilizzato solo in esercitazione ed al reparto);
- Pistola semiautomatica Beretta M34 mod. 9 mm. corto Browning (utilizzata solo al reparto);
- Mitragliatrice FAL;
- Mitragliatrice MG (utilizzata dal carro).
[modifica] La Scuola Truppe Corazzate - (STC)
La Scuola inizia ad operare in via definitiva come Scuola Truppe Corazzate a partire dal 15 settembre 1975 con il solo Battaglione A.U.C. “M.O. Todeschini”.
Il Battaglione era costituito da due Reparti: la I^ Compagnia Carrista "Klisura" ed il II Squadrone di Cavalleria "Bricchetto". Tutti i corsi dispari furono assegnati alla Compagnia, mentre tutti quelli pari allo Squadrone. Gli Allievi che sono riusciti a portare a termine il percorso addestrativo del Corso, hanno espletato la loro funzione di Comandante di Plotone presso reparti Corazzati, Meccanizzati e di Fanteria dislocati su tutto il territorio italiano, ricoprendo il grado di Sottotenente di Complemento.
Al Battaglione A.U.C. erano assegnati i carri M60, M47 e Leopard e i due Reparti (Squadrone e Compagnia) erano costituiti da 4 Plotoni ciascuno (2 assegnati a carri Leopard, 1 a carri M47 ed 1 a carri M60). A loro volta i 4 Plotoni erano costituiti da allievi inquadrati come Carristi (Plotone Leopard ed M60), misti (Plotone M47) o come Cavalieri (Plotone Leopard).
[modifica] M.O. Sottotenente Leo Todeschini
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Medaglia d'oro concessa a Leo Todeschini (nato nel 1916 a Zevio), Sottotenente cpl. 4º Reggimento Fanteria Carrista per essersi sacrificato con il suo plotone carri armati, per impedire al nemico l'avvolgimento e la distruzione di una nostra colonna celere. Sostenne duramente tre ore d'urto di soverchianti forze corazzate avversarie, frenandone lo slancio, disordinandone la manovra ed infliggendo all'assalitore durissime perdite. Rimasto con soli due carri sul terreno del combattimento a fronteggiare almeno venti carri nemici, riuscì con disperato coraggio a deviare l'avversario verso altri settori del nostro dispositivo. Nel soccorrere il carro del comandante di compagnia colpito ed ormai immobilizzato, fu ferito gravemente con la perdita di una gamba a causa di una cannonata nemica, ma vincendo l'atroce dolore cercò comunque di agganciare al proprio carro quello del comandante. Un'altra cannonata colpì in pieno il motore del suo carro impedendogli di condurre a termine la temeraria missione volontariamente assunta. Fu tratto in salvo dal suo comandante di battaglione che gli rivolse parole di commosso plauso.» — Alama Abu Hileinat, (Africa settentrionale), 1940 |
[modifica] Perché la “Compagnia Klisura”?
«In zona angusta e pantanosa, in condizioni atmosferiche proibitive, i carristi del 31º Reggimento Centauro affrontarono un nemico di gran lunga superiore e saldamente organizzato a difesa sulle alture dominanti. In una titanica lotta contro il micidiale fuoco di artiglieria e armi controcarro dell'avversario, i carristi, formando un unico ferreo blocco di cuori e di corazze, travolgevano il nemico conquistando di slancio l'abitato di Klisura (Albania- gennaio 1941). Cinque carri restavano sulle linee nemiche, a testimonianza dell'eroico sacrificio delle fiamme rosso-blu in quella gloriosa battaglia lontano dalla madrepatria.»
[modifica] Perché lo “Squadrone Bricchetto”?
«Due Squadroni di “Dragoni del Re” caricarono (nella zona delle Langhe denominata Colle Bricchetto) la cavalleria napoleonica che minacciava di avvolgere l'esercito piemontese. Nonostante la schiacciante superiorità numerica del nemico, i “Dragoni”, guidati dallo stesso colonnello Comandante del Reggimento, attaccarono ripetutamente con inarrestabile impeto, la cavalleria avversaria, travolgendola e salvando così l'esercito piemontese dal paventato accerchiamento. Due medaglie d'oro alla Bandiera del reggimento furono testimonianza del sovrumano valor dei cavalieri italiani. Il canonico Grassi di S. Caterina, testimone oculare, così descrisse l'epilogo della gloriosa giornata: “Radunati finalmente i gloriosi suoi vincitori Dragoni il colonnello Marchese de Chaffardon, s'incamminò verso l'armata austro-sarda seco conducendoli prigionieri e li predati cavalli francesi formava un bello spettacolo il vedere questi trionfanti squadroni passare in buon ordine di marcia in mezzo all'armata tra gli incessanti applausi e le giulive voci di – Viva i Dragoni del Re – da parte dei soldati e ufficiali che li consideravano loro liberatori.”»
[modifica] L'Addestramento
L'addestramento prevedeva lezioni di teoria su varie materie tecniche, ed esercitazioni sia di formazione militare di base che di formazione specialistica (guida del carro armato anche con l'utilizzo di un simulatore di guida, prove di puntamento come cannoniere, prove di trasmissioni) in caserma o in campi di addestramento, nonché formazione ginnica. A livello pratico (oltre all'addestramento tecnico presso l'area addestrativa adiacente alla caserma), erano previsti almeno due campi formativi a Persano (SA) per l'addestramento militare di base (pattugliamento ed uso delle armi) e per l'addestramento con i carri in formazione, ed un campo istruttivo a Lecce per l'esercitazione a fuoco con i carri.
Per l'Addestramento alle armi leggere (fucile Garand, pistola Beretta, mitragliatore FAL e mitragliatrice MG) era utilizzato un poligono militare nei pressi di San Prisco (CE).
[modifica] Il Simulatore di guida
La Scuola era anche dotata di un simulatore di guida tecnologicamente all'avanguardia. Era basato su di un sistema informatico che gestiva il movimento di una telecamera puntata perpendicolarmente su di un plastico in scala non molto ridotta, che riproduceva ambienti reali in cui vi erano strade più o meno regolari, percorsi sterrati e percorsi molto più impegnativi. La telecamera, appesa ad una struttura mobile, rispondeva ai comandi dell'allievo posizionato in cabina di guida e trasmetteva a quest'ultima tutti i movimenti indotti dalle asperità del plastico. Sugli schermi in cabina l'allievo vedeva proiettata l'immagine ripresa dalla telecamera e tutto questo, accompagnato dal rumore del motore e dei cingoli, dava una sensazione molto vicina a quella che poi si provava sui carri. In un'altra cabina, la prova era seguita da un istruttore che, con appositi comandi, poteva simulare dei guasti al “carro” e l'aspirante pilota doveva capire di cosa si trattasse: ad esempio si poteva simulare un cingolo allentato facendo “tirare” da un lato il mezzo oppure un intasamento dei filtri dell'aria togliendo reattività al motore.
[modifica] Le materie di studio
A livello Compagnia:
- Regolamenti, Armi e tiro, LCB (Lavori sul Campo di Battaglia), NBC (difesa Nucleare, Biologica e Chimica), Impiego Tattico, Topografia, Addestramento Ginnico-sportivo (la STMC disponeva di un campo da calcio, un Campo di Addestramento Ginnico Sportivo Militare - CAGSM, un campo da pallavolo, un campo da pallacanestro, una palestra coperta, una sala scherma, un campo da tennis, una piscina).
Presso le sezioni specializzate:
- Trasmissioni, Armamento di Bordo, Automobilismo e Mezzi Corazzati.
[modifica] Le armi in dotazione
- Fucile semiautomatico Garand tipo 2 (modello 51 ex M1) con baionetta
- Fucile automatico leggero Beretta BM 59 FAL
- Mitragliatrice MG 42/59 (utilizzato in esercitazione ed al reparto)
- Pistola semiautomatica Beretta M34 mod. 9 mm. corto (utilizzata in esercitazione ed al reparto)
[modifica] I carri armati della Scuola[1]
| Per approfondire, vedi la voce [Categoria:Carri armati]. |
[modifica] Carro armato leggero M24 Chaffee
[modifica] Carro armato Leopard 1A1
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