Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia

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Coordinate: 45°26′37.24″N 12°20′05.37″E / 45.443678°N 12.334825°E45.443678; 12.334825

Chiesa dell'Abbazia della Misericordia e la Scuola vecchia di Santa Maria della Misericordia

La Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia (o di Santa Maria di Valverde) fu una scuola (confraternita) di Battuti di Venezia attiva dal 1308 al 1806. La sua storia è collegata a quella della Chiesa dell'Abbazia della Misericordia, nei pressi della quale eresse nel tempo due sedi tuttora conservate e note come Scuola vecchia di Santa Maria della Misericordia e Scuola nuova di Santa Maria della Misericordia.

La Scuola vecchia di Santa Maria della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Scuola vecchia di Santa Maria della Misericordia

È un edificio di notevoli dimensioni che copre sul fianco il sotoportego finale della fondamenta omonima, nel sestiere Cannaregio; la facciata è ad angolo con quella della chiesa.

Eretta nel 1310, fu più volte ampliata fino ad assumere l'attuale aspetto gotico verso la metà del XV secolo. Il portale era ornato da una lunetta con sculture attribuite a Giovanni Bon, in seguito asportata ed ora conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

Non molto tempo dopo la Scuola decise di trasferirsi nella sede più grande al di là del Rio, mentre questo edificio accolse l’Arte dei Tessitori di Seta fino al 1806.

Nei suoi ampi ambienti Tintoretto ed i suoi aiuti dipinsero (in più parti successivamente unite in loco) il Paradiso che adorna la parete di fondo della Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale [1].

Oggi è sede dei laboratori della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare.

La Scuola nuova di Santa Maria della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Vista laterale della Scuola nuova di Santa Maria della Misericordia.

Il progetto di questo imponente edificio, rimasto incompiuto, viene generalmente attribuito a Jacopo Sansovino (che potrebbe invece avere ricevuto l’incarico di proseguire un lavoro già impostato da altri [2]). L’architetto vi lavorò dal 1534, ed i lavori proseguirono fino al 1583, quando intervenne ad inaugurarla il doge Nicolò Da Ponte [3].

La sala al pianterreno è divisa in tre navate da colonne binate, mentre al piano superiore si ha un vastissimo salone destinato alle riunioni dei confratelli ed affrescato dalla scuola di Paolo Veronese. Vi si conservavano notevoli dipinti andati dispersi dopo la soppressione del 1806, quando l’edificio fu destinato ad uso militare.

Nel XX secolo diventò sede di impianti sportivi ed il salone del piano superiore ospitò per molto tempo la Reyer Venezia, la squadra di pallacanestro della città. Attualmente sono in corso i lavori per trasformarlo in un auditorium.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.
  2. ^ Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
  3. ^ Cesare Zangirolami. Storia delle chiese dei monasteri delle scuole di Venezia rapinate e distrutte da Napoleone Bonaparte. Venezia, Filippi Ed., 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]