Scudo umano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Scudo umano è un termine usato in ambito militare e politico per descrivere l'utilizzo di civili a protezione di possibili obiettivi militari, al fine di dissuadere il nemico ad attaccare tali siti. Tale condotta è vietata dalla quarta convenzione di Ginevra.[1]

Nella Germania nazista[modifica | modifica sorgente]

Al termine della seconda guerra mondiale, il generale tedesco Gottlob Berger rilevò come vi fosse stato un piano elaborato dalla Luftwaffe, per l'utilizzo di scudi umani durante il conflitto da parte della Germania.[2] Il progetto prevedeva la creazione di campi di prigionieri di guerra britannici e statunitensi, nei pressi delle grandi città tedesche per proteggerle dai bombardamenti alleati. Tale piano, approvato dallo stesso Adolf Hitler, non fu attuato per motivi tecnici.[2]

Nella prima guerra del golfo[modifica | modifica sorgente]

Durante la prima guerra del golfo, venne trasmessa, dalla televisione irachena, un incontro tra Saddam Hussein e dei cittadini stranieri (per la maggior parte britannici e statunitensi), tra cui anche dei bambini.[3] In tale occasione il leader iracheno affermò come la presenza di tali cittadini, nei palazzi del potere e in altri siti, non fosse altro che un modo per evitare il flagello della guerra. Tale trasmissione fu aspramente criticata dal ministro degli esteri britannico, Douglas Hurd, e da quello statunitense.[3]

Nel XXI secolo[modifica | modifica sorgente]

Afghanistan[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra in Afghanistan (2001 - in corso).

I talebani utilizzarono donne e bambini locali come scudi umani durante la guerra in Afghanistan nel 2006,[4] nel 2007,[5] e durante un attacco eseguito dai soldati britannici nell'agosto del 2008.[6]

Libia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra civile libica.

Durante la guerra civile libica, Mu'ammar Gheddafi ordinò al proprio esercito di procurarsi dei civili, dai villaggi nelle vicinanze di siti militari strategici, da collocare in tali luoghi per la protezione dei siti stessi.[7]

Siria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra civile siriana.

Secondo un rapporto redatto dall'ONU, durante la guerra civile siriana sia gli insorti che il regime siriano, hanno utilizzato dei minori come scudi umani durante le incursioni militari.[8]

Striscia di Gaza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Margine di protezione.

Secondo il governo israeliano, Hamas ha utilizzato, durante il conflitto del 2014, i giornalisti accreditati nella striscia di Gaza come scudi umani.[9] Secondo l'ambasciatore israeliano in Italia, tale ruolo lo avrebbe anche la popolazione civile residente in quanto, mentre lo stato israeliano si preoccupa di investire risorse finanziare per proteggere i propri cittadini, così non farebbe Hamas.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In tal senso l'art. 28 della Quarta Convenzione di Ginevra
  2. ^ a b In tal senso John Nichol et Tony Rennell, The last escape, Londra, Penguin Books, 2003. ISBN 9780141003887.
  3. ^ a b (EN) news.bbc.co.uk
  4. ^ (EN) "I talebani usano i bambini per combattere gli inglesi, The Times, 20 giugno 2006
  5. ^ (EN) "www.abc.net
  6. ^ (EN) www.telegraph.co.uk
  7. ^ (EN) www.dailymail.co.uk
  8. ^ tg24.sky.it
  9. ^ www.ilfattoquotidiano.it
  10. ^ www.huffingtonpost.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV. Scudi umani a Bagdad, Roma, Manifestolibri, 2005. ISBN 8872853834.
  • (EN) Glenda Lockwood, Diary of a Human Shield, Londra, Bloomsbury Pub Ltd, 1992. ISBN 0747510903.
  • (EN) Tim Lewis, Human Shield: British Hostages in the Gulf and the Work of the Gulf Support Group, Leomansley Press, 1991. ISBN 0951738119.