Scripofilia

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Con il nome di scripofilia viene identificata una forma di collezionismo diffusasi in Europa a partire dal 1975 e riguardante le documentazioni finanziarie originali d'epoca in generale ed i certificati azionari ed obbligazionari in particolare.

La scripofilia contribuisce in modo determinante a preservare le più interessanti testimonianze della storia della finanza d'impresa e dei mercati finanziari.

Si narra che già alla fine dell'800 un tale di nome Eseltine collezionasse e vendesse a Manhattan i bonds che avevano finanziato pochi decenni prima la Guerra di secessione americana (Confederate States Bonds); per questo motivo si potrebbero datare i prodromi della scripofilia alla fine dell'800.

A quanti interessati alla storia della finanza e dei mercati finanziari questi documenti finanziari d'epoca sono in grado di raccontare la travolgente crescita od il rapido declino di una singola società, di un particolare settore merceologico, di un'intera nazione.

I certificati azionari delle prime società ferroviarie costituite negli USA sono in grado di testimoniare, ad esempio, l'avvio di una economia come quella degli Stati Uniti.

I certificati finanziari di interesse storico e decorativo sono sopravvissuti al tempo solo in minima parte rendendo talvolta gli stessi interessanti anche in termini di potenziali rivalutazioni future.

All'inizio del 2000 un certificato emesso dalla Standard Oil Company - emesso nel 1870 e recante una doppia firma di John D. Rockefeller - è stato aggiudicato ad una cifra superiore ai US$ 120.000; si è trattato in questo caso del più alto prezzo mai pagato per un singolo documento finanziario originale d'epoca!

Sono inoltre particolarmente ricercati quei documenti finanziari d'epoca caratterizzati da grafiche di artisti illustri come nel caso dei certificati obbligazionari francesi della PARIS-FRANCE S.A. - un'importante catena della grande distribuzione - emessi all'inizio del Novecento e che riportano splendide grafiche allegoriche opera dell'artista ceco Alphonse Maria Mucha, uno degli indiscussi Maestri del cartellonismo pubblicitario di inizio Novecento.

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