Scott Pilgrim

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Scott Pilgrim
fumetto
Il logo della serie.
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Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autore Bryan Lee O'Malley
Testi Bryan Lee O'Malley
Disegni Bryan Lee O'Malley
Editori Oni Press originale, HarperCollins ristampa
Collana 1ª ed. Scott Pilgrim
1ª edizione 20042010
Periodicità irregolare
Albi 6 (completa)
Editore it. Rizzoli Lizard
1ª edizione it. 2010
Collana 1ª ed. it. Tascabilizard
Periodicità it. irregolare
Albi it. 6 (completa)
Generi commedia, azione, avventura, romantico

Scott Pilgrim è una miniserie a fumetti statunitense scritta e disegnata da Bryan Lee O'Malley con uno stile misto tra manga e fumetto occidentale. La serie è composta da sei volumi in bianco e nero pubblicati tra 18 agosto 2004 e 20 luglio 2010 dapprima da un'etichetta indipendente di Portland, la Oni Press, ed in seguito dalla HarperCollins[1].

Il 13 agosto 2010, dal fumetto è stato tratto un film, Scott Pilgrim vs. the World, con Michael Cera nel ruolo dell'eponimo protagonista.

In Italia, tutti i sei volumi sono stati editi da Rizzoli Lizard nel 2010.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Toronto, Canada. Scott Pilgrim è un ragazzo ventitreenne come tanti: scansafatiche, appassionato di videogiochi, suona il basso in un gruppo musicale rock coi suoi amici e si sveglia all'ora che vuole. La sua tranquilla vita priva di pretese, passata alla ricerca della ragazza giusta per lui, costruendosi l'involontaria fama di rubacuori e lasciandosi una lunga serie di relazioni disastrose alle spalle; subisce un brusco cambiamento quando conosce Ramona Flowers, una misteriosa ragazza americana che cambia continuamente il colore dei suoi capelli. Scott, innamoratosi a prima vista della ragazza, per poterla frequentare dovrà affrontare e sconfiggere uno dopo l'altro i suoi sette malvagi ex-fidanzati.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Scott Pilgrim: è un ragazzo come tanti che ha la fama di rubacuori, suona il basso nei Sex bo-omb.
  • Ramona Flowers: una ragazza che cambia continuamente taglio di capelli, lavora come fattorino per amazon.ca, è stata fidanzata con sette malvagi ex e passa attraverso la testa di Scott per velocizzare le sue consegne.
  • Wallace Wells: è che il coinquilino gay di Scott, dormono nello stesso letto e presta sempre soldi al protagonista, è un ottimo consigliere e ruba il fidanzato alla sorella di Scott.
  • Knives Chau: è la ex-ragazza diciassettenne cinese di Scott, per farlo ingelosire per un periodo è uscita con il Giovane Neal. Abilissima con le armi da taglio e ha un padre geloso abile con le spade.
  • Kim Pine: era fidanzata con Scott ai tempi del liceo fin quando lui non si trasferì a Toronto. Suona la batteria nei Sex bo-omb. è cinica, ironica e odia tutti.
  • Stephen Stills: è il chitarrista e il cantante dei Sex bo-omb, fidanzato un giorno sì ed uno no con Julie Powers fin quando non capisce di essere gay quasi alla fine del fumetto.
  • "Giovane" Neil Nordegraf: coinquilino di Stephen Stills, è il primo fan dei Sex bo-omb, passa le giornate giocando ai videogame e per un periodo è uscito con Knives Chau.
  • Stacey Pilgrim: è la sorella minore di Scott (ha diciannove anni).
  • Natalie V. "Envy" Adams: ex- findanzata di Scott, che ha tradito per Todd Ingram. Leader e cantante dei The Clash at Demonhead.

I 7 malvagi ex[modifica | modifica wikitesto]

  • Matthew Patel: ex-fidanzato n°1, possiede dei poteri mistici, si veste da pirata perché va di moda.
  • Lucas Lee: ex-fidanzato nº 2, è un appassionato di skateboard ed è un famoso attore di film d'azione.
  • Todd Ingram: ex- fidanzato nº 3, bassista della band The Clash at Demonhead, possiede poteri derivati dalla sua dieta vegana, ex fidanzato anche di Envy (ex di Scott) che tradisce con la batterista del gruppo dal braccio bionico.
  • Roxanne "Roxy" Richter: ex-fidanzata n°4, è un'abile "mezza" ninja.
  • Kyle e Ken Katayanagi: sono i due gemelli ex-fidanzati nº 5 e 6 di Ramona, nei primi duelli useranno dei robot da loro creati in seguito lotteranno entrambi contemporaneamente contro Scott dopo aver rapito Kim.
  • Gideon Gordon Graves: ex-fidanzato nº 7, è proprietario di un club, controlla la mente di Ramona ed è un collezionista di ex fidanzate.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • "Altro" Scott: uno dei tanti fidanzati di Wallace Wells.
  • Julie Powers: ex-fidandazata di Stephen Stills, ex compagna di stanza di Envy al collage e a detta di Scott lei "è il male".
  • Simon Lee: è un ragazzo che insieme alla sua banda di bulli ha picchiato e sottomesso i ragazzi del liceo di Scott, tanto che decise di premiarsi rapendo Kim, dopo una breve battaglia Scott riesce a sconfiggerlo, fatto ciò Scott libera Kim e i due si fidanzano. Simon viene citato nel film, invece nel fumetto appare direttamente come super cattivo iniziale, nel film viene descritto come un essere in grado di volare e con un'altezza di 20 metri, nel fumetto è un normalissimo ragazzo.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Bryan Lee O'Malley al lavoro.

Bryan Lee O'Malley è stato ispirato nella creazione della serie, e del protagonista, dal brano del 1998 "Scott Pilgrim", della rock band canadese Plumtree, descritta dalla loro frontwoman Carla Gillis come una canzone «decisa... ma anche piuttosto dolce.»[2]; in particolare a colpire il fumettista fu la strofa: "I’ve liked you for a thousand years" (Mi piaci da mille anni)[2].

Seppur desideroso di realizzare un fumetto sulla falsariga di uno shōnen, all'epoca l'unico manga letto da O'Malley era Ranma ½ a causa della scarsa distribuzione di tali prodotti in Nord-America all'inizio degli anni 2000[3]. Ad ogni modo, nel 2002, il fumettista legge il libro Even a Monkey Can Draw Manga, di Kentaro Takekuma e Koji Aihara, prestatogli da un amico, e realizza che, sebbene in chiave satirica, possa essere interpretato come una guida al funzionamento dell'industria del fumetto orientale[3]. A detta di O'Malley Rumiko Takahashi è stata la sua influenza grafica principale, mentre Atsuko Nakajima, sviluppatore del character design dell'anime di Ranma ½, è stato una forte influenza secondaria[4]. Altre importanti influenze sono state il videogioco di ruolo Koudelka, di Yūji Iwahara[4], Osamu Tezuka, a partire dal terzo volume[4] e, in via minore, l'OAV FLCL[4].

La scelta di utilizzare il bianco e nero fu inizialmente per motivi economici[5]. La produzione del fumetto invece proseguì in cinque differenti passaggi: il primo fu l'annotazione di idee su block-notes, quadernetti e file del computer, il secondo lo sviluppo di un soggetto, il terzo la stesura della trama e lo studio dei personaggi, il quarto la realizzazione delle thumbnails e il quinto la produzione della pagina finita[6]. Il font usato nei volumi da 1 a 3 (nonché nel film) è Swiss 721 Bold Condensed, mentre quello usato dal quattro in poi è M04 FATAL FURY[7]; per l'inchiostratura, invece, O'Malley si è servito di pennelli e retini inoltre, per l'ultimo volume, ha assunto due assistenti[3]. L'idea principale dell'autore era di creare un "ibrido" tra manga e fumetti occidentali[3], e a tal proposito in un'intervista del 2006 in cui gli venne chiesto se considerava Scott Pilgrim un manga rispose:

« Uh... no, credo di averci pensato proprio oggi. Credo di aver pensato all'intera storia degli OEL [Original English-language manga]. Credo sia stato influenzato... mi piace il termine "manga-influenced comics", ma mi piace perché non piace a nessun altro. »
(Bryan Lee O'Malley[8])

In merito alle differenze tra l'industria fumettistica giapponese e quella americana, l'autore ha dichiarato che la prima si concentra principalmente su fumetti di supereroi e underground, mentre la seconda su pubblicazioni mensili o settimanali di riviste apposite ed un sistema di assistenti ed editoria parecchio più ampio[3]. Dato che la più rosea aspettativa di O'Malley era arrivare a vendere 1000 copie della sua opera, gli incassi registrati e il successivo adattamento cinematografico lo stupirono enormemente[3]. La parte più difficile del lavoro ad ogni modo fu, secondo l'autore, dargli una degna conclusione[4]; difatti O'Malley non ritenne d'aver realizzato un finale costruttivo fino a quando non iniziò a scrivere il quinto volume che, secondo la sua concezione, rappresenta "l'ora più buia" della storia, parallelamente a come il sesto volume rappresenti "la redenzione"[4]. Stando alle dichiarazioni fatte, la difficoltà principale riscontrata era che «c'era una sacco di roba tra cui destreggiarsi, un sacco di trame da allacciare, e dovevo cercare di concentrarmi sulle cose più importanti nel tempo a mia disposizione.»[4] oltre al voler realizzare un finale che «competesse [...] un pochino.»[4] con il finale della versione cinematografica, essendo conscio di «quanto GRANDE fosse il finale.»[4]. In proposito della conclusione, O'Malley ha inoltre dichiarato: «credo che la roba con le ragazze e le relazioni funzionasse piuttosto bene e la roba di Gideon e del bagliore fosse piuttosto debole. Ma hey, alcune persone lo hanno adorato e non intendo tornare indietro e cambiare tutto.»[4].

Per spiegare il motivo della sua decisione di chiudere la serie, O'Malley si è servito della citazione del noto fumettista e illustratore belga Hergé, creatore de Le avventure di Tintin che un giorno disse alla moglie: «ora come ora il mio lavoro mi fa star male. Tintin non sono più io. E devo fare uno sforzo tremendo per continuare ad inventarlo... se Tintin continua a vivere, è attraverso una sorta di respirazione artificiale che devo costantemente tenere accesa e che mi sta esaurendo.», O'Malley ha dunque affermato che «se fra dieci anni starò ancora facendo Scott Pilgrim sarò morto dentro.»[9]; tuttavia ha concepito un seguito incentrato su Scott e Ramona ed inerente tutti i personaggi principali eccetto Gideon e gli altri sei ex, affermando: «forse tra qualche anno penserò a lavorare con Scott e Ramona ancora un po'»[10] e che, sebbene «non serve che ci sia ancora Scott Pilgrim» concorda che «sarebbe divertente»[11].

Il 3 giugno 2010, O'Malley ha annunciato d'aver nascosto la parola "hipster" su una t-shirt di Ramona nella tavola che sanciva il giorno in cui ha terminato Scott Pilgrim[12]. La tavola in questione è a pagina 161 del sesto volume, durante un flashback con Gideon.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

All'uscita del terzo volume, Scott Pilgrim e l'infinito sconforto, Publishers Weekly lo definì uno dei migliori fumetti del 2006[13]; mentre nel 2008 Wizard posiziona Scott 85° nella sua lista dei "200 migliori personaggio a fumetti di tutti i tempi"[14].

Nel 2007, Jason Heller di A.V. Club intervista O'Malley in merito al quarto volume definendolo, dal punto di vista grafico, il suo lavoro migliore ed affermando che «[O'Malley] ha riempito la barra arte-saggezza: il suo stile ingannevolmente basilare si fa improvvisamente più profondo, più ricco e più maturo, mentre il suo occhio per la dinamica e l'economia grafica diventa ancora più acuto.»[15].

Nel 2011, Scott si è classificato 69º nella classifica dei "100 migliori eroi a fumetti" di IGN[16].

Anche il pubblico giapponese ha accolto positivamente l'opera, in particolare Kentaro Takekuma ha affermato che, sebbene all'inizio la narrazione avesse poco a che spartire con un manga nelle scene d'azione si veniva a creare una piacevole atmosfera perfettamente a metà tra i due stili[3]; mentre Koji Aihara ha dichiarato che, pur cogliendo l'ispirazione presa dallo stile giapponese, ritiene Scott Pilgrim un mezzo d'espressione unica e ne ha esaltato in particolare la resa dei chiaroscuri[3].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, grazie all'opera, O'Malley vince il Doug Wright Award come miglior talento emergente[17] e viene nominato per tre Harvey Awards come miglior nuovo talento, miglior fumettista e miglior albo grafico originale[18].

Nel 2006 O'Malley riceve il Joe Shuster Award come miglior fumettista canadese emergente e riceve la nomination all'Eisner Award, come miglior artista e sceneggiatore, ed all'Eagle Award come miglior fumettista umoristico.

Nel 2007, la serie viene premiata con l'Harvey Award e, nel 2010 con l'Eisner Award[19].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

I titoli di testa del film.
Logo del videogame.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scott Pilgrim vs. the World.

Dal fumetto è stata tratta una trasposizione cinematografica diretta da Edgar Wright, con Michael Cera e Mary Elizabeth Winstead, rispettivamente nei ruoli di Scott e Ramona.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "Scott Pilgrim / Bryan Lee O'Malley", Trove, 18 settembre 2011.
  2. ^ a b Ben Kaplan, Scott Pilgrim marches to the beat of a Plumtree (oh, and Metric, too) in National Post, 11 agosto 2010. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  3. ^ a b c d e f g h Laura Hudson, Bryan Lee O'Malley Talks 'Monkey Manga' with the Men Who Influenced 'Scott Pilgrim' Exclusive, 14 luglio 2011. URL consultato il 6 settembre 2011.
  4. ^ a b c d e f g h i j Questions & answers VI, Radiomaru, 4 dicembre 2012.
  5. ^ hey-how-did-you-think-of-the-idea-of-the-whole-scott Hey, how did you think of the idea of the whole Scott Pilgrim story line and is there ay particular reason why you did it in B&W, Radiomaru, 22 dicembre 2012.
  6. ^ people-often-ask-about-my-writing-process-i-was People often ask about my writing process, Radiomaru, 1 novembre 2012.
  7. ^ ok. Listen up., Radiomaru, 4 dicembre 2012.
  8. ^ Gordon McAlpin, An Interview with Bryan Lee O’Malley, 24 maggio 2006. URL consultato l'11 ottobre 2010.
  9. ^ Hergé quote, Radiomaru, 13 novembre 2010.
  10. ^ lets-say-that-you-were-to-return-to-the-scott-pilgrim Return to Scott Pilgrim, Radiomaru, 6 settembre 2012.
  11. ^ Twitter, There doesn’t need to be more Scott Pilgrim, but I agree that more would be fun. *this text will appear on Wikipedia in 5 minutes*, 1 aprile 2013.
  12. ^ Twitter, I wrote 'hipster' on ramona's t-shirt in this one scene, so those of you who were with me today will Never Forget, 3 giugno 2010.
  13. ^ The First Annual PW Comics Week Critic's Poll, Publishers Weekly. URL consultato il 22 marzo 2008.
  14. ^ Wizard Magazine #200, Wizard, aprile 2008.
  15. ^ AV Club, Bryan Lee O'Malley, The Onion. URL consultato il 7 luglio 2010.
  16. ^ Top 100 Comic Book Heroes – IGN, IGN.
  17. ^ time-cat.com su time-cat.com. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  18. ^ 2005 Harvey Award Nominees, The Harvey Awards. URL consultato il 22 marzo 2008.
  19. ^ The Eisner Awards, 2010 Eisner Award winners. URL consultato il 24 luglio 2010.
  20. ^ (EN) Exclusive: First Video From the Scott Pilgrim Animated Short Produced by Adult Swim, Slashfilm.com, 3 agosto 2010. URL consultato il 6 luglio 2011.
  21. ^ Scott Pilgrim's Precious Little App for iPhone, Android, iPod touch and iPad, Scottpilgrimtheapp.com, 21 febbraio 2011.
  22. ^ (EN) SDCC 10: Scott Pilgrim vs. The World - Clash at Demonhead, IGN, 19 luglio 2010. URL consultato il 6 luglio 2011.
  23. ^ (EN) Scott Pilgrim vs. the World, Metacritic. URL consultato il 6 luglio 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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