Scorzonera hispanica

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Scorzonera di Spagna
Scorzonera hispanica 002.JPG
Scorzonera hispanica
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Scorzonerinae
Genere Scorzonera
Specie S. hispanica
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Scorzonerinae
Nomenclatura binomiale
Scorzonera hispanica
L., 1753
Nomi comuni

Viperaria

La scorzonera di Spagna (Scorzonera hispanica L., 1753) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni, appartenenti alla famiglia Asteraceae, dall'aspetto simile alle "margherite" di colore giallo.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Scorzonera) ha una etimologia incerta; potrebbe derivare da più radici quali "scorzon" in francese antico, "Scorsone" in italiano e "escorzonera" in spagnolo, il cui significato è "scorza nera"; ma anche "vipera", forse dall'uso delle sue radici come antidoto al morso dei serpenti.[1] Il nome specifico (hispanica) deriva dal suo areale più tipico (anche se le sue origini probabilmente sono dell'Europa Centrale - Asia[2]); mentre uno dei nomi comuni ("viperaria") deriva dalle sue presunte qualità medicamentose.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento della pianta

L'altezza di queste piante varia da 4 a 10 dm (massimo 13 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, spesso sono dotate di un asse fiorale eretto e privo di foglie. Tutta la pianta è glabrescente. Queste piante contengono inoltre grandi quantità di inulina (circa il 30% della sostanza carboidrata).[4][2][5][6]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte sotterranea consiste in una lunga, grossa radice fittonante. Esternamente è scura, ma all'interno è bianca. La parte aerea del fusto è eretta e ramosa nella parte distale.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

La rosetta basale

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno. Il contorno della lamina fogliare è lineare-spatolato; ed è acuto nella parte apicale. La lamina delle foglie basali è allargata, mentre quella delle foglie cauline superiori è più lineare e ridotta. I bordi laterali sono percorsi da pochi denti ottusi e a volte sono ondulati. Alla base delle foglie possono essere presenti alcuni peli fioccosi. Dimensioni delle foglie: larghezza 2 - 5 cm; lunghezza 20 - 35 cm (massimo 40 cm).

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino

Le infiorescenze sono composte da numerosi capolini. I capolini, che si aprono solamente alla sera, sono formati da un involucro a forma cilindrica composto da brattee (o squame) disposte su parecchie serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame si dividono in due tipi: inferiori e superiori. Quelle inferiori hanno una forma ovato-acuminata (sono più o meno aristate), sono prive di orlo biancastro, sono glabre, e ricoprono quelle superiori di un quarto. Il ricettacolo è nudo, ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori. Dimensioni delle squame inferiori: larghezza 5 mm; lunghezza 7 mm. Dimensioni delle squame superiori: larghezza 6 mm; lunghezza 25 mm. Dimensione dell'involucro: larghezza 8 - 12 mm; lunghezza 20 - 30 mm. Diametro dei capolini: 30 - 45 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo ligulato[7] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo. Lunghezza della corolla: 26 - 30 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[9] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da (maggio) giugno a luglio (agosto).

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo di setole piumose. L'achenio, ristretto all'apice, è lungo 10 - 15 mm. Il pappo è bianco-sporco ed è lungo più o meno come il frutto.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[10] – Distribuzione alpina[11])
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 300 fino a 1900 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano e in parte quello subalpino.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[11]

Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe : Trifolio-Geranietea sanguinei
Ordine : Origanetalia vulgaris
Alleanza : Geranion sanguinei

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Scorzonea hispanica (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[13] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[14]). Il genere Scorzonera comprende oltre 100 specie, una decina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Il numero cromosomico di S. hispanica è: 2n = 14.[15][6]
Il basionimo per questa specie è: Myscolus hispanicus (L.) Endl..[3]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è molto variabile. Nell'ambito del taxon Scorzonea hispanica sono descritte 6 sottospecie (tre/quattro delle quali si trovano tra la flora spontanea italiana):[16][17]

  • Scorzonera hispanica L. subsp. hispanica : in Italia si trova solo al nord (è l'entità descritta sopra).
  • Scorzonera hispanica L. subsp. asphodeloides (Wallr.) Arcang., 1882 (Basionimo: Scorzonera hispanica var. asphodeloides Wallr.) - Distribuzione: Italia (non è indicata nelle checklist italiane della flora spontanea italiana), Francia, Europa Sud-Est, Transcaucasia, Anatolia e Siberia occidentale.
  • Scorzonera hispanica L. subsp. crispatula (DC.) Nyman, 1879 (Basionimo: Scorzonera hispanica var. crispatula DC.) - Distribuzione: Francia e Penisola Iberica.
  • Scorzonera hispanica L. subsp. neapolitana (Grande) Greuter, 2003 (Basionimo: Scorzonera neapolitana Grande) - Scrozonera a foglie di Plantago: si trova solo in Italia al sud in habitat tipici delle boscaglie aride fino ad una altezza di 600 m s.l.m. (è considerata specie endemica). Si distingue per una minore altezza (20 - 40 cm), il fusto è semplice, le foglie sono dimorfe (le basali sono riunite in rosetta con forme spatolato-acuminate [dimensioni: larghezza 1 - 1,2 cm; lunghezza 8 - 12 cm], mentre le foglie cauline sono ridottissime e più o meno squamiformi [dimensioni: larghezza 1 - 2 mm; lunghezza 25 - 50 mm]), le squame inferiori dell'involucro hanno una forma ovato-acuminata (dimensione: larghezza 4,5 mm; lunghezza 9 mm), quelle superiori sono larghe 4 - 5 mm e lunghe 20 - 22 mm, la corolla è lunga 30 mm e gli acheni sono lunghi 10 mm con pappo bianco candido si 10 - 12 mm.[4]
  • Scorzonera hispanica L. subsp. trachysperma (Fiori) Maire & Weiller, 1939 (Basionimo: Scorzonera hispanica var. trachysperma Fiori) - Distribuzione: Libia.


Alcune checklist[10] riconoscono una settima sottospecie (le altre la includono nella specie principale):

  • Scorzonera hispanica L. subsp. glastifolia (Willd.) Arcang. - Scorzonera con foglie di Gladiolo: in Italia è la stirpe più diffusa. Si distingue per i fusti meno ramosi, le foglie più strettamente lineari e più ristrette alla base, le squame inferiori dell'involucro hanno una forma lanceolato-acuminata (dimensioni: larghezza 3 mm; lunghezza 6 mm), la corolla è più piccola (24 - 30 mm).[4]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[12]

  • Myscolus hispanicus (L.) Endl.
  • Podospermum coronopifolium (Desf.) Sch.Bip. (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera angustifolia Wohlleb. ex Wallr. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)
  • Scorzonera brevicaulis Vahl (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera coronopifolia Desf. (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera crispatula (DC.) Boiss. (sinonimo della sottospecie crispatula)
  • Scorzonera dentata Kit.
  • Scorzonera denticulata Lam.
  • Scorzonera edulis Moench
  • Scorzonera fasciata Pomel (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera glastifolia Willd. (sinonimo della sottospecie glastifolia)
  • Scorzonera heterophylla Pomel (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera hispanica subsp. strictiformis (Domin) Soó
  • Scorzonera hispanica var. asphodeloides Wallr. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)
  • Scorzonera hispanica var. crispatula DC. (sinonimo della sottospecie crispatula)
  • Scorzonera hispanica var. denticulata Lam.
  • Scorzonera hispanica var. glastifolia Wallr.
  • Scorzonera hispanica var. hispanica
  • Scorzonera hispanica var. latifolia Koch.
  • Scorzonera hispanica var. sinuata Wallr.
  • Scorzonera hispanica var. trachysperma (Guss.) Fiori (sinonimo della sottospecie trachysperma)
  • Scorzonera laciniata Vahl (sinonimo della sottospecie coronopifolia)
  • Scorzonera latibracteata Sennen & Elias
  • Scorzonera linarifolia Wender. (sinonimo della sottospecie hispanica)
  • Scorzonera marschalliana C. A. Mey. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)
  • Scorzonera montana Mutel
  • Scorzonera montana Mutel var. montana
  • Scorzonera neapolitana Grande (sinonimo della sottospecie neapolitana)
  • Scorzonera sativa Gaterau
  • Scorzonera serrulata Viv. (sinonimo della sottospecie trachysperma)
  • Scorzonera stricta Hornem. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)
  • Scorzonera taurica M.Bieb. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)
  • Scorzonera tenuifolia P. Forun. (sinonimo della sottospecie glastifolia)
  • Scorzonera trachysperma Guss.
  • Scorzonera trachysperma Guenth. ex Spreng. (sinonimo della sottospecie trachysperma)
  • Scorzonera transtagana Cout. (sinonimo della sottospecie asphodeloides)

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce eventualmente il nome obsoleto):

  • Scorzonera hispanica subsp. crispula
  • Scorzonera hispanica subsp. taurica (M.Bieb.) Tzvelev (sinonimo di Scorzonera taurica M.Bieb.)
  • Scorzonera hispanica var. 'glastifolia (Willd.) Wallr.
  • Scorzonera hispanica var. latifolia Koch
  • Scorzonera hispanica var. strictiformis Domin

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito del genere le "scorzonere" sono abbastanza simili tra di loro. Nell'ambito della flora spontanea italiana possiamo distinguere altre cinque specie simili alla Scorzonera austriaca i cui caratteri più distintivi sono indicati di seguito:


(*)Nota: in alcune checklist questa specie viene indicata come sinonimo di Lasiospora hirsuta (Gouan) Cass..[18]

Usi (Cucina)[modifica | modifica wikitesto]

Le radici eduli

La pianta di questa voce spesso è coltivata di proposito per le buone qualità eduli della sua radice la cui polpa è soda, consistente e zuccherina. Contiene (oltre all'inulina già citata) anche "mannitolo" e "levulina". Nel dettaglio la composizione della scorzonera è la seguente:[2]

Composto Percentuale
Acqua 80,4
Materie proteiche 1
Grassi 0,5
Ceneri 1
Sostanze idrocarbonate 12,6
Cellulosa 2,3
Zuccheri 2,2


Oltre alle radici, per scopi alimentari vengono usate le foglie e i fiori. Le radici in genere si raccolgono alla fine del primo anno di crescita (prima che induriscano troppo si può attendere al massimo un altro anno). Mentre le foglie e i giovani germogli si consumano in primavera in insalata.[19]

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La scorzonera di Spagna in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Garten-Schwarzwurzel, Spanische Schwarzwurzel
  • (FR) Scorzonère d'Espagne

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  2. ^ a b c Motta 1960, Vol. 3 - pag. 677
  3. ^ a b The International Plant Names Index. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  4. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 234
  5. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 198
  6. ^ a b eFloras - Flora of China. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  10. ^ a b Conti et al. 2005, pag. 161
  11. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 642
  12. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  13. ^ Judd 2007, pag. 520
  14. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  15. ^ Tropicos Database. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  16. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  17. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  18. ^ Checklist della flora vascolare d'Italia. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  19. ^ Plants For A Future. URL consultato l'11 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae – Chapter 24 in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 234, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 642.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 161, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, pag. 677.

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