Scorpio maurus

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Scorpio maurus
SCORPIO MAURUS PALMATUS.jpg
Scorpio maurus palmatus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Scorpiones
Famiglia Scorpionidae
Genere Scorpio
Specie S. maurus
Nomenclatura binomiale
Scorpio maurus
Linnaeus, 1758
Sottospecie
  • S. maurus arabicus
  • S. maurus behringsi
  • S. maurus fuscus
  • S. maurus kruglovi
  • S. maurus legionis
  • S. maurus palmatus
  • S. maurus propinquus
  • S. maurus stemmli
  • S. maurus townsendi
  • S. maurus trarasensis
  • S. maurus yemmensis

Scorpio maurus (dal greco maur-, scuro) è una specie di scorpione diffusa nella parte settentrionale dell'Africa e in Medio Oriente, la cui classificazione tassonomica è stata la prima del suo ordine[1] e di cui sono riconosciute 11 sottospecie[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La dimensione media degli esemplari di Scorpio maurus è di 5–8 cm, e il colore può variare dal giallo paglierino al nero pece a seconda della sottospecie considerata, con tonalità solitamente più scure sul dorso e sui pedipalpi. Il cefalotorace è suddiviso in due lobi da un'incisione nella parte frontale, la coda è più corta del resto del corpo ed i pettini nella parte inferiore hanno una lunghezza ridotta. Le chele sono grandi e molto appiattite, parzialmente granulate sulla parte esterna e lisce nell'interna, e presentano bordi interni arrotondati, con dita corte. Se esposto alla luce ultravioletta, Scorpio maurus emana una fluorescenza di colore giallo verde[3].

Dimorfismo sessuale[modifica | modifica sorgente]

Il maschio di Scorpio maurus si differenzia dalla femmina per la minor lunghezza delle dita delle chele, per una maggior lunghezza dei pettini e per la forma dell'opercolo genitale, di forma ellittica nel maschio e a forma di cuore nella femmina.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Scorpio maurus è uno scorpione scavatore spesso ritrovato in larghe colonie, con densità di più di 50 individui per 100 m²[4], in cui ogni esemplare mantiene una propria tana di profondità variabile fra 20 e 70 cm[5]. L'ecologia della specie non è nota nei dettagli data la difficoltà nella raccolta di dati riguardanti la vita in condizioni naturali. Si stima che la maturità sessuale sia raggiunta verso i due anni di età e la prima riproduzione avvenga a 3 anni[6]. Il periodo di gestazione dura per un periodo di 14 o 15 mesi, al termine del quale la femmina mette al mondo fino a 43 piccoli già formati[7].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'areale di Scorpio maurus comprende la parte settentrionale dell'Africa dal Marocco all'Egitto, la penisola arabica, Israele, Siria, Giordania, Turchia, Iraq e Iran. Per quanto sia comunemente diffuso in aree semi-desertiche, può essere ritrovato in regioni con un clima mediterraneo e ad altitudini variabili fra il livello del mare ed i 3000 metri. Nelle aree con un clima più rigido, Scorpio maurus può ibernarsi nella propria tana durante l'inverno.

Veleno[modifica | modifica sorgente]

Il veleno di Scorpio maurus non ha un effetto letale sull'uomo, salvo in soggetti sensibili o allergici, ma la sua puntura è molto dolorosa. Il veleno è composto da una miscela di citotossine, fosfolipasi e neurotossine e sugli insetti ha un effetto inizialmente spastico seguito da paralisi flaccida[8]. Fra le tossine presenti nella miscela la maurotossina è una proteina costituita da una singola catena di 34 aminoacidi la cui conformazione si distingue dalle altre tossine presenti nel veleno di altre specie per la presenza di 4 ponti disolfuro che gli conferiscono una differente struttura terziaria[9]. L'effetto della maurotossina è di inibire i canali del potassio, il che la rende un interessante oggetto di studio per la ricerca in fisologia e per lo sviluppo di nuovi farmaci[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fet V., Braunwalder E., Cameron H.D., Scorpions (Arachnida, Scorpiones) described by Linnaeus in Bulletin of the British Arachnological Society, vol. 12, nº 4, 2002, pp. 176–182, PMID.
  2. ^ Lourenco W.R., Reanalysis of the genus Scorpio Linnaeus 1758 in sub-Saharan Africa and description of one new species from Cameroon (Scorpiones, Scorpionidae) in Entomol Mitt Zool Mus Hamburg, vol. 15, nº 181, 2009, pp. 99–113, PMID.
  3. ^ Baggini A., Pavan M., Studi sugli Scorpioni in Italian Journal of Zoology, vol. 22, nº 2, 1955, pp. 329–340, PMID.
  4. ^ G.A. Polis, Lourenco W.R., Sociality among scorpions in Actas X Congreso de Aracnologia, Jaca (Espana), Septiembre 1986, Jaca (Spagna), J.A. Barrientos, 1986, pp. 111-115.
  5. ^ Rutin, J., The burrowing activity of scorpions (Scorpio maurus palmatus) and their potential contribution to the erosion of Hamra soils in Karkur, central Israel in Geomorphology, vol. 15, nº 2, 1996, pp. 159–168, PMID.
  6. ^ Warburg M.R., Elias R., The reproductive potential and strategy of Scorpio maurus fuscus (Scorpiones: Scorpionidae): anatomical clues in the ovariuterus in Journal of Zoology, vol. 246, 1998, pp. 29–37, PMID.
  7. ^ W.R. Lourenco, Reproduction in scorpions, with special reference to parthenogenesis in Toft S., Scharff N. (a cura di), N. Eds. European Arachnology 2000, Aarhus, Aarhus University Press, 2002, pp. 71-85.
  8. ^ Lazarovici P., Yanai P., Pelhate M, Zlotkin E., Insect toxic component from the venom of a chactoid scorpion, Scorpio maurus palmatus (Scorpionidae) in J Biol Chem., vol. 257, nº 14, 1982, pp. 8397–8404, PMID.
  9. ^ Kharrat R., Mansuelle P., Sampieri F., Crest M., Oughideni R., Van Rietschoten J., Martin-Eauclaire M.F., Rochat H., El Ayeb M., Maurotoxin, a four disulfide bridge toxin from Scorpio maurus venom: Purification, structure and action on potassium channels in FEBS Lett., vol. 406, nº 406, 1997, pp. 284-290, PMID.
  10. ^ Castle N.A., London D.O., Creech C., Fajloun Z., Stocker J.W., Sabatier J.M., Maurotoxin: a potent inhibitor of intermediate conductance Ca2+-activated potassium channels in Mol Pharmacol, vol. 63, nº 2, 2003, pp. 409-418, PMID.

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