Scilla (Niso)

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Incisione del XVII secolo che ritrae Scilla innamorarsi di Minosse

Scilla, figlia di Niso, re di Megara aveva ricevuto un dono da Apollo, grazie al quale quando gettava dei sassolini dalla torre più alta della città e toccavano terra, sentiva delle note musicali.

Quando vide Minosse che assediava la sua città, se ne innamorò.

Suo padre Niso, aveva un capello d’oro (secondo Ovidio, rosso) che lo rendeva immortale. Scilla, per favorire Minosse, una notte glielo tagliò e lo portò al suo amato con le chiavi della città, che così venne conquistata. Minosse, però, non la portò con sé a Creta.

Nella tradizione tramandata da Ovidio (Metamorfosi, Libro VIII) Scilla morì quando, dopo essersi avvinghiata alla poppa della nave di Minosse, vide suo padre Niso trasformato in aquila marina, che stava per beccarla, lasciò la presa e si trasformò durante la caduta in Ciris, un airone. Invece in Apollodoro (Biblioteca III), Scilla morì perché Minosse la legò alla prua della sua nave (e venne ugualmente trasformata dagli dei in Ciris).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca