Sciapode

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Uno sciapode. Dalle Cronache di Norimberga (1493).

Gli Sciapodi (σκιάποδες — dal greco σκιά "ombra" e ποὑς "piede") o monocoli (μονοκωλοι — "una gamba" in greco) sono esseri mitologici dotati di una sola gamba e di un solo enorme piede, che si supponeva abitassero l'India.

Con questo termine s'indicavano in epoca greca (ad esempio in Alcmane, ma anche in Erodoto[1]) alcuni leggendari abitanti della Libia che sarebbero stati caratterizzati da un solo enorme piede, col quale all'occorrenza essi si sarebbero fatti ombra.

Sono stati descritti da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia che attribuisce a Ctesia la loro prima descrizione.

Plinio li descrive in questo modo (Naturalis Historia 7:2):

... idem hominum genus, qui Monocoli vocarentur, singulis cruribus, mirae pernicitatis ad saltum; eodem Sciapodas vocari, quod in maiore aestu humi iacentes resupini umbra se pedum protegant.
(Ctesia parla) anche di una razza di uomini, chiamati monocoli, che hanno una sola gamba, ma un'abilità mirabile per il salto; essi sono anche chiamati sciapodi, poiché in periodo di calore estremo hanno il costume di giacere supini proteggendosi dal sole all'ombra del piede.

In epoca medievale di essi si parla nei vari libri di storia, di geografia antropica o di zoologia e nei bestiari, particolarmente ricchi di esseri mostruosi e comunque straordinari che avrebbero abitato zone poco conosciute della Terra.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Umberto Eco, conoscitore delle letterature medievali, cita sciapodi, blemmi, panozi ed altre creature fantastiche nei romanzi "Baudolino" e "Il nome della rosa".

Degli Sciapodi compaiono anche nel film "Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero" di Michael Apted (2010).

Schizzo di un bassorilievo con uno sciapode (in basso), cattedrale di Saint-Étienne a Sens

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Storie, trad. di M. G. D'Accinni, Sansoni, Firenze, VII, p. 69.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., “Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse”, Milano, Rizzoli, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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