Sciachetrà

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1leftarrow.pngVoce principale: Cinque Terre DOC.

Cinque Terre Sciacchetrà
Dettagli
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Resa (uva/ettaro) 9,0 t
Resa massima dell'uva 35,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
10,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
17,0% di cui almeno 13,5% svolti
Estratto secco
netto minimo
23,0 g/l
Riconoscimento
Tipo DOC
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Gazzetta Ufficiale del nº 295 del 20 dicembre 2011
Vitigni con cui è consentito produrlo
MiPAAF - Disciplinari di produzione vini[1]

Il Cinque Terre Sciacchetrà è un vino DOC la cui produzione è consentita in alcuni comuni della provincia della Spezia [1]

A proposito del nome vi è qualche incertezza fra «Sciachetrà» e «Sciacchetrà», il secondo è però quello trascritto nell’attuale disciplinare [1], ma anche nella intestazione del «Consorzio per lo Sciacchetrà»[2]

Nei luoghi d'origine è conosciuto anche come rinforzato o vino dolce (rispettivamente refursà e vin duse in ligure). Si tratta di un vino passito, dolce e liquoroso, prodotto nelle Cinque Terre da uve che provengono dai celebri terrazzamenti. Oltre a vantare una storia millenaria e ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata ed è stato riconosciuto come presidio Slow Food.

Il termine "sciacchetrà" (o sciachetrà), con cui il rinforzato è commercializzato e ormai ovunque conosciuto, è attestato soltanto verso la fine dell'Ottocento. Pare che uno dei primi a utilizzarlo sia stato il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, il quale, nel suo scritto di memorie Riomaggiore, ricordando le tante estati trascorse nel borgo delle Cinque Terre, afferma che «in settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras».

L'etimologia del vocabolo è incerta. La più probabile è quella che lo fa derivare dal verbo «sciacàa» (schiacciare), utilizzato per indicare l'operazione di pigiatura dell'uva. Se questa ipotesi fosse vera, se ne potrebbe allora dedurre che la denominazione più antica e originaria sia proprio quella di «sciachetrà», sostituita poi in tempi più recenti da «refursà». Accade spesso, infatti, che le parole dialettali più antiche e più lontane dall'italiano vengano via via sostituite, a causa del predominio sociale e culturale della lingua nazionale, dai corrispondenti vocaboli toscani, se pur sottoposti a un processo di assimilazione fonetica alla lingua locale. D'altro canto, vi è da osservare che mentre il termine «refursà» indica una caratteristica propria del vino passito, il vocabolo "sciachetrà" rimanda invece a un'operazione, quella della pigiatura, compiuta per qualsiasi tipo di vino.

Quel che è certo è che la presenza del suono /k/ lungo - ossia della doppia "c" - è dovuta all'erronea comprensione del toscano Signorini, come dimostra la circostanza che nello scritto del pittore macchiaiolo si trovano frequentemente simili errori di trascrizione di vocaboli o toponimi dialettali e soprattutto come conferma il dato di fatto che nei dialetti locali della lingua ligure non esistono consonanti doppie. La stessa Cooperativa Agricoltura delle Cinque Terre è incorsa nel medesimo errore, mutando la denominazione «sciachetrà» che compariva originariamente sulle sue bottiglie in «sciacchetrà» e venendo seguita sulla stessa strada dal Parco nazionale delle Cinque Terre e da altri produttori.

Zona di produzione[modifica | modifica sorgente]

Vedi: Cinque Terre DOC

Vitigni con cui è consentito produrlo[modifica | modifica sorgente]

  • Bosco minimo 40%
  • Albarola fino al 40%
  • Vermentino fino al 40%
  • altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la regione Liguria fino ad un massimo del 20% [1]

Si tende comunque a preferire l'uva Bosco in quanto la buccia degli acini è più resistente e quindi si presta meglio all'appassimento senza rompersi.

Tecniche di produzione[modifica | modifica sorgente]

Densità minima 6 250 ceppi/ha)
È vietata ogni pratica di forzatura, ma consentita l'irrigazione di soccorso
Deve essere ottenuto da uva appassita dopo la raccolta fino a raggiungere un grado zuccherino corrispondente a 17º di alcol potenziale.
Le uve appassite non possono essere vinificate prima del 1 novembre dell’anno di vendemmia.
Richiede un invecchiamento fino al 1 novembre dell’anno successivo alla vendemmia
Tutte le operazioni di appassimento dell’uva, vinificazione ed invecchiamento debbono essere effettuate nella zona prevista per la DOC [1]

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica sorgente]

  • colore: giallo dorato con riflessi ambrati, di bella vivacità;
  • profumo: intenso di vino passito, caratteristico profumo di miele, piacevole;
  • sapore: da dolce ad abboccato, armonico, di buona struttura e di buon corpo, piacevole e lungo in bocca con retrogusto mandorlato;
  • acidità totale minima: 5,0 g/l;
  • acidità volatile massima: 30 meq/l;[1]

Informazioni sulla zona geografica[modifica | modifica sorgente]

Vedi: Cinque Terre DOC

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Vedi: Cinque Terre DOC

Precedentemente all'attuale disciplinare questa DOC era stata:

  • Approvata con D.P.R. 29.05.1973 G.U. 217 - 23.08.1973
  • Modificata con DM 14.10.1989 G.U. 255 - 31.10.1989
  • Modificata con DM 06.09.1999 G.U. 219 - 17.09.1999
  • Modificata con DM 07.03.2000 G.U. 76 - 31.03.2000
  • Modificata con DM 12.10.2007 G.U. 246 - 22.10.2007
  • Modificata con DM 22.04.2008 G.U. 117 - 20.05.2008
  • Modificata con DM 20.10.2009 G.U. 252 - 29.10.2009

Il precedente disciplinare del 1973 prevedeva:

  • resa_uva=9,0 t
  • resa_vino=35,0%
  • titolo_uva=17,0%
  • titolo_vino=17,0%
  • estratto_secco=22,0 g/l
  • vitigno:
  • Caratteristiche organolettiche==
    • colore: da giallo dorato a giallo ambrato
    • odore: gradevolmente profumato
    • sapore: da dolce a quasi secco, gradevole [3]

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica sorgente]

Può essere abbinato ai formaggi o al dolce.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f [1] Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Disciplinari di produzione vini
  2. ^ Sito dell’ARGA
  3. ^ Disciplinare di produzione

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]