Schistosoma mansoni

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Schistosoma mansoni
Schistosoma mansoni2.jpg
Un accoppiamento tra due esemplari
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Platyhelminthes
Classe Trematoda
Sottoclasse Digenea
Ordine Strigeidida
Genere Schistosoma
Specie S. mansoni
Nomenclatura binomiale
Schistosoma mansoni
Sambon, 1907

Schistosoma mansoni è un platelminta parassita appartenente all'ordine Strigeatida e alla famiglia Schistosomatidae. È uno dei patogeni responsabili della malattia nota come schistosomiasi. La sua morfologia e diffusione ricordano molto quelle di un altro parassita: Schistosoma haematobium .

Anatomia e Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

I maschi assumono un colore particolare, un bianco leggermente opaco, riescono a raggiungere 7-12 mm di lunghezza, mentre la femmina supera tale lunghezza arrivando ai 17 mm. La vita media di un adulto è di cinque anni, ma si sono registrati casi che oltrepassano di gran lunga tale soglia arrivando a sfiorare i venti anni.

Riproduzione e Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Le cercarie entrano in contatto con l'uomo e con mammiferi agitandosi sino a perdere una parte del corpo, la loro coda, non penetrano immediatamente ma dopo un primo contatto scivolano cercando di penetrare nella cute. Quando viene in contatto con l'organismo muta e si sviluppa diventando schistosomulo: coprendosi con molecole trovate nell'organismo resiste agli attacchi di esso e dopo due giorni di permanenza in tale stato si avvia verso i polmoni. Dopo essersi ingrandito continua il viaggio all'interno del corpo e quando raggiunge il fegato diventa adulto.


Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

La sua diffusione è nota soprattutto in determinati paesi della costa orientale del Sudamerica, oltre che nella zona del Madagascar. In Africa gli ultimi progressi in agricoltura hanno favorito la sua diffusione. La sua diffusione grazie ai viaggi di persone che hanno contattato il verme nelle zone endemiche e tornano a casa è talvolta ampliata anche in paesi più industrializzati.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Genchi, Pozio Edoardo, Parassitologia generale e umana, 13ª edizione, Milano, Ambrosiana, 2004. ISBN 88-408-1269-5.

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