Scat

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Lo scat è una forma di canto, quasi sempre improvvisato, appartenente alla cultura musicale del jazz.

Il celebre trombettista Louis Armstrong fu anche uno dei massimi cantanti di scat.

Il canto scat consiste nell'imitazione di strumenti musicali con la voce, tramite la riproduzione di fraseggi simili a quelli strumentali. Per questo non prevede l'uso di parole compiute, bensì di fonemi privi di senso dal suono accattivante, che il cantante utilizza in chiave ritmica oltre che melodica. I brani in cui si può ascoltare lo scat sono di solito veloci e allegri, e non di rado esso viene utilizzato in chiave grottesca e caricaturale.

Una diffusa leggenda voleva che l'invenzione dello scat fosse attribuita a Louis Armstrong; egli raccontò di aver avuto per caso l'idea di cantare sillabe senza senso al posto di un testo quando, durante una registrazione della canzone Heebie Jeebies, nel 1926, il brano che stava leggendo gli cadde dal leggio. Questa attribuzione di paternità è stata smentita, ma rimane innegabile che Armstrong sia stato uno dei principali artefici della diffusione dello scat a partire dalla metà degli anni venti. Fra coloro che ne hanno sviluppato maggiormente le potenzialità vi sono Ella Fitzgerald, Mel Tormé, Jon Hendricks, Cab Calloway e Dizzy Gillespie.

Nei primi anni ottanta lo scat ha fatto il suo ingresso anche nel reggae grazie all'eccentrico cantante giamaicano Eek-A-Mouse. Negli anni novanta è stato usato nella musica dance da Scatman John (John Paul Larkin). Inoltre il cantante Jonathan Davis, membro della band nu metal Korn, ha utilizzato questa tecnica in alcune canzoni come Ball Tongue, Twist, Freak on a Leash, Got the Life, Liar e B.B.K..

Bono, il cantante degli U2, ha più volte utilizzato questa tecnica durante le esibizioni dal vivo della canzone Party Girl.

I più noti cantanti che hanno usato lo scat (in ordine cronologico)[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John F. Szwed, Jazz! Una guida completa per conoscere e amare la musica jazz, EDT/Siena Jazz, 2009. ISBN 9788860403650

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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