Scarlino Scalo

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Scarlino Scalo
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Scarlino-Stemma.png Scarlino
Territorio
Coordinate 42°56′36″N 10°50′13″E / 42.943333°N 10.836944°E42.943333; 10.836944 (Scarlino Scalo)Coordinate: 42°56′36″N 10°50′13″E / 42.943333°N 10.836944°E42.943333; 10.836944 (Scarlino Scalo)
Altitudine 12 m s.l.m.
Abitanti 1 230 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58020
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scarlino Scalo

Scarlino Scalo è una frazione del comune di Scarlino, in provincia di Grosseto.

La frazione costituisce il centro abitato più esteso e popolato del comune, ed è quindi dotata di numerosi servizi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Situato nella piana del fiume Pecora, alle pendici del monte d'Alma, lungo la via Aurelia e la ferrovia Tirrenica, dista circa 6 km dal centro comunale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scarlino Scalo si presenta come un moderno centro abitato, sviluppatosi a partire dal XIX secolo nella piana del Pecora intorno alla stazione ferroviaria, scalo del borgo di Scarlino, che invece sorge sulle propaggini del monte d'Alma.

La frazione è nota poiché nell'estate del 1849, Giuseppe Garibaldi, in fuga dalle guardie pontificie, vi si rifugiò ospite di Angiolo Guelfi a Palazzo Guelfi. Il 2 settembre, con l'aiuto di alcuni patrioti maremmani della zona, riuscì a raggiungere la spiaggia di Cala Martina oltre i boschi delle Bandite di Scarlino e si imbarcò su di un peschereccio alla volta di Porto Venere.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il casello idraulico di Scarlino Scalo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Madonna delle Grazie, chiesa parrocchiale della frazione, è stata inaugurata e consacrata il 13 maggio 1984, con parrocchia già istituita nel 1976.[1]. La parrocchia della Madonna delle Grazie conta circa 1350 abitanti.[2]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Casello idraulico di Scarlino Scalo, costruito nel 1905, si presenta come una tipica costruzione che riflette l'eclettismo architettonico dei revival dei primi del Novecento.[3]
  • Palazzo Guelfi, imponente edificio ottocentesco che era di proprietà della famiglia Guelfi, è stato proclamato monumento nazionale italiano[4] poiché è stato rifugio di Giuseppe Garibaldi nell'estate del 1849. Aiutato da Angiolo Guelfi e, fra gli altri, dai fratelli Lapini, a fuggire dalle guardie pontificie, qui soggiornò ed infine fuggì a Porto Venere imbarcandosi da Cala Martina. Al suo interno sono conservati carteggi e lettere scritte da Garibaldi, e un sigaro appartenuto al patriota nizzardo che si dice non fece in tempo a fumare prima della sua fuga.

Economia[modifica | modifica sorgente]

In tempi recenti è stata realizzata a ovest del centro abitato, in località Casone, una grande area industriale, dove, tra i vari stabilimenti, si trovano quello dell'industria chimica della Nuova Solmine, che produce acido solforico, e della Huntsman Tioxide, che sintetizza biossido di titanio. Dal 1996 è in funzione, sempre presso l'area industriale del Casone, il Cogeneratore, impianto di produzione di energia elettrica ottenuto recuperando i vecchi forni di arrostimento della pirite. L'impianto era stato concepito per il recupero energetico da rifiuti industriali. Dal 1996 al 2003 ha bruciato CDR e biomasse. Dal 2003 ha bruciato biomasse; attualmente è entrato nell'interesse dell'amministrazione provinciale per lo smaltimento del CDR.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Scarlino Scalo è servita da un'uscita della strada statale Aurelia e dalla stazione di Scarlino, scalo ferroviario dell'intero territorio comunale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La parrocchia della Madonna delle Grazie sul sito della Diocesi di Grosseto.
  2. ^ La parrocchia della Madonna delle Grazie sul sito della CEI.
  3. ^ Scheda del Casello idraulico di Scarlino Scalo n. 00495080 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  4. ^ Regio decreto-legge 20 ottobre 1942, n. 1327, in materia di "Dichiarazione di monumento nazionale della casa di Angelo Guelfi a Cala Martina nel comune di Gavorrano"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere Firenze, 1997;

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]