Scano di Montiferro
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| Scano di Montiferro | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 385 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 60,48 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 28,52 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Borore (NU), Cuglieri, Flussio, Macomer (NU), Sagama, Santu Lussurgiu, Sennariolo, Sindia (NU) | ||||||||
| CAP: | 09078 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0785 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 095051 | ||||||||
| Codice catasto: | I503 | ||||||||
| Nome abitanti: | Scanesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Pietro Apostolo | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Scano di Montiferro (in sardo Iscanu, in spagnolo Escano) è un comune di 1.725 abitanti della provincia di Oristano, localizzato in Sardegna nella regione centro-occidentale del Montiferru.
Indice |
[modifica] Geografia
Il paese è situato in prossimità della costa centro-occidentale della Sardegna (Italia), a circa 380 metri sul livello del mare. Dista 50 Km da Oristano, 18 km da Macomer e 18 km da Bosa. Il clima è umido temperato. L'abitato è situato a ridosso dei colli di San Giorgio, di Santa Croce e del promontorio di Monte Ruinas.
[modifica] Corsi d'acqua
All'interno dell'abitato sono presenti numerose fontane e sorgenti nonché corsi d'acqua quali:
- Su canale 'e Panne Manca - Riu 'e Puba - Riu 'e Salighes - Riu 'e Tuvu
- Riu 'e Tusio
- Rioro
- Fissula
- Maramadau - S'assoju
Nel territorio comunale sono da ricordare le Sorgenti di Sant'Antioco che forniscono l'acqua potabile a numerosi paesi del circondario. Sono tra le più grandi della Sardegna, con una portata d'acqua che, in inverno e in primavera, raggiunge i 200 litri al secondo.
[modifica] Scanesi illustri
[modifica] Giovanni Pes
Nasce nel 1916: dal 1939 è sacerdote, dal 1947 parroco arciprete a Cuglieri (Provincia di Oristano). Nel 1975 è nominato Vescovo Ausiliario della Diocesi di Oristano; dal 1979 al 1993 è Vescovo della Diocesi di Alghero-Bosa.
[modifica] Evoluzione demografica
| Anno | Abitanti |
|---|---|
| 1583 | 254 fuochi (circa 1000 ab.) |
| 1655 | 146 fuochi (circa 600 ab.) |
| 1678 | 228 fuochi (circa 900 ab.) |
| 1688 | 966 (469 M e 497 F) 236 fuochi |
| 1698 | 580 (310 M e 270 F) 147 fuochi |
| 1728 | 460 |
| 1751 | 883 |
| 1821 | 1348 |
| 1824 | 1271 (618 M e 653 F) |
| 1838 | 1492 |
| 1844 | 1590 |
| 1848 | 1604 |
| 1857 | 1856 |
Abitanti censiti 
[modifica] Tradizioni
Le tradizioni di Scano sono mantenute vive dalla storia del paese, dalla sua collocazione geografica e dall'onore dei suoi abitanti. Scano presenta il tipo di canto "a cuncordu", tipico di tutta l'area del Montiferru-Planargia. Su cuncordu accompagna da secoli i riti della Settimana Santa con i canti del Miserere, dello Stabat mater e delle Laudi mattutine del Venerdì Santo. In passato esistevano i canti ordinari della liturgia che venivano eseguiti da su cuncordu, ma ora sono andati perduti. Su cuncordu possiede inoltre un repertorio profano, rappresentato dai canti come su traju, sos muttos, sa 'oghe rea, su ballu tundu e su ballu cantigu. È ancora molto viva anche la tradizione del ballo. I balli di Scano sono: su ballu tundu, sa dansa, su ballu cantigu, su ballittu e su dillaru. Fra i suonatori di organetto di Scano ricordiamo Salbadore Rosa (Ti' Mericanu), che succedendo al padre in questo ruolo ha caratterizzato singolarmente il ballo di Scano.
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
- Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo
- Oratorio del Rosario
- Oratorio delle Anime
- Oratorio di San Nicolò
- Chiesa di San Giorgio (Campestre)
- Chiesa di Sant'Antioco (Campestre)
- Chiesa di Santa Barbara (Campestre)
- Chiesa di Santa Croce (Campestre)
- Chiesa di Santa Vittoria (Campestre)
- Chiesa di Pedras doladas (Campestre)
[modifica] Chiesa di Sant'Antioco
Tra tutte merita un particolare approfondimento la chiesa rurale di Sant'Antioco, ubicata a circa 6 km dal Comune. La chiesa fu costruita probabilmente nel 1636. L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su entrambi i lati dai "pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo.
La facciata della chiesa, a capanna, ha la parte centrale, in cui si apre il portale, in pietre squadrate lasciate a vista, e un coronamento a cornice alle cui estremità sono inseriti due acroteri a forma piramidale. Al centro è conclusa da un campanile a vela.
Sopra il portale si apre una grande finestra rettangolare, unica fonte di luce per la chiesa. L'edificio ha copertura in legno a due spioventi, su archi a tutto sesto, in pietra a vista. Il pavimento è in lastre di trachite.
Pur essendo una chiesa campestre, rispetto alle altre presenti nel territorio di Scano Montiferro ha struttura più elaborata, forse perché la devozione al Santo in essa venerato, che attirava grande folla anche dai paesi del circondario, aveva generato il bisogno di ingrandire la chiesa con l'annessione dei sopra indicati "pennentes".
Ancora oggi centinaia di fedeli provenienti da Scano e da tutto il circondario, pregando devotamente Sant'Antioco gli chiedono la grazia di ottenere la guarigione e il conforto nella sofferenza. Nel presbiterio quadrangolare è ubicato l'altare ligneo acquistato nel 1848 dalla chiesa bosana di Santa Croce per il prezzo di 15 lire. Recentemente restaurato (1999), esso è adibito ad ospitare la statua del Santo che viene portata in processione dal vicino paese di Scano nelle località campestre due volte all'anno, in occasione delle feste che si svolgono il secondo lunedì dopo Pasqua e l'ultimo lunedì di agosto (ovvero il secondo lunedì dopo ferragosto).
In assenza della statua l'altare ospita una tavola dipinta ad olio con l'effigie del Santo, opera del pittore svizzero Emilio Scherer che soggiornava a Bosa verso la fine del XIX secolo.
Il culto di Sant'Antioco è molto antico ed ebbe un enorme impulso dopo il ritrovamento delle reliquie del Santo avvenuto nell'isola di Sant'Antioco il 18 marzo 1615 per opera dell'arcivescovo di Cagliari, monsignor Francesco d'Esquivel. Il Santo, originario della Mauritania (regione dell'Africa Settentrionale), venne fatto esiliare dall'imperatore Adriano nell'isola di Sulci (odierna Sant'Antioco di Sulcis) in quanto professava la fede cristiana e si rifiutava di adorare gli dei pagani.
Qui egli esercitò la sua attività di medico operando nello stesso tempo molte conversioni. La tradizione vuole che Antioco morisse il 13 novembre dell'anno 127.
Grazie al gesuita scanese Salvatore Pala, docente di matematica e teologia all'Università di Cagliari, Scano ebbe la fortuna di avere nello stesso anno del ritrovamento delle reliquie una vertebra del santo, e fu proprio questa circostanza a far nascere l'idea della costruzione di una chiesa in suo onore in un territorio ricco di acque, dalla rigogliosa vegetazione, e che inoltre presentava il vantaggio di trovarsi a poca distanza dal paese.
[modifica] Rioni del paese
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[modifica] Nuraghi
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[modifica] Festività
- San Pietro apostolo (patrono): 29 giugno
- Beata Vergine Regina di Tutti i Santi: 11 settembre
- Sant'Antioco martire sulcitano: secondo lunedì dopo Pasqua, ultimo lunedì di agosto
- Sa festa 'e totta 'idda: ogni 4 anni nei mesi di luglio e agosto. La prossima sarà nel 2012
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Antioco Giuseppe Manca (lista civica) dal 12/06/2006
Centralino del comune: 0785 32000
Posta elettronica: aa.gg.scano@tiscali.it


