Scano di Montiferro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Scano Montiferro)
Vai a: navigazione, cerca
Scano di Montiferro
comune
Scano di Montiferro – Stemma Scano di Montiferro – Bandiera
Scano di Montiferro – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sardegna – stemma Sardegna
Provincia Oristano – stemma Oristano
Sindaco Franco Frascaro (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate 40°13′0″N 8°35′0″E / 40.21667°N 8.58333°E / 40.21667; 8.58333 (Scano di Montiferro)Coordinate: 40°13′0″N 8°35′0″E / 40.21667°N 8.58333°E / 40.21667; 8.58333 (Scano di Montiferro)
Altitudine 385 m s.l.m.
Superficie 60,48 km²
Abitanti 1 592[1] (31-12-2010)
Densità 26,32 ab./km²
Comuni confinanti Borore (NU), Cuglieri, Flussio, Macomer (NU), Sagama, Santu Lussurgiu, Sennariolo, Sindia (NU)
Altre informazioni
Cod. postale 09078
Prefisso 0785
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095051
Cod. catastale I503
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti scanesi
Patrono san Pietro Apostolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Scano di Montiferro è posizionata in Italia
Scano di Montiferro
Posizione del comune di Scano di Montiferro all'interno della provincia di Oristano
Posizione del comune di Scano di Montiferro all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Scano di Montiferro (Iscanu in sardo, Escano in spagnolo) è un comune italiano di 1.592 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna.

Scano si trova a 385 metri sul livello del mare nella subregione del Montiferru. Fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il paese è situato in prossimità della costa centro-occidentale della Sardegna (Italia), a circa 380 metri sul livello del mare. Dista 65 km da Alghero, 18 km da Bosa, 18 km da Macomer e 50 km da Oristano. Il clima è umido temperato. L'abitato è situato a ridosso dei colli di San Giorgio, di Santa Croce e del promontorio di Monte Ruinas.

Vista panoramica

[modifica] Corsi d'acqua

All'interno dell'abitato sono presenti numerose fontane e sorgenti nonché corsi d'acqua quali:

  • Su canale 'e Panne Manca - Riu 'e Puba - Riu 'e Salighes - Riu 'e Tuvu
  • Riu 'e Tusio
  • Rioro
  • Fissula
  • Maramadau - S'assoju

Nel territorio comunale sono da ricordare le Sorgenti di Sant'Antioco che forniscono l'acqua potabile a numerosi paesi del circondario. Sono tra le più grandi della Sardegna, con una portata d'acqua che, in inverno e in primavera, raggiunge i 200 litri al secondo.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di Sant'Antioco

Tra tutte merita un particolare approfondimento la chiesa rurale di Sant'Antioco, ubicata a circa 6 km dal Comune. La chiesa fu costruita probabilmente nel 1636. L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su entrambi i lati dai "pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo.

La chiesa con in evidenza le porte di ingresso dei "pendentes"

La facciata della chiesa, a capanna, ha la parte centrale, in cui si apre il portale, in pietre squadrate lasciate a vista, e un coronamento a cornice alle cui estremità sono inseriti due acroteri a forma piramidale. Al centro è conclusa da un campanile a vela.

Sopra il portale si apre una grande finestra rettangolare, unica fonte di luce per la chiesa. L'edificio ha copertura in legno a due spioventi, su archi a tutto sesto, in pietra a vista. Il pavimento è in lastre di trachite.

Pur essendo una chiesa campestre, rispetto alle altre presenti nel territorio di Scano Montiferro ha struttura più elaborata, forse perché la devozione al Santo in essa venerato, che attirava grande folla anche dai paesi del circondario, aveva generato il bisogno di ingrandire la chiesa con l'annessione dei sopra indicati "pennentes".

Ancora oggi centinaia di fedeli provenienti da Scano e da tutto il circondario, pregando devotamente Sant'Antioco gli chiedono la grazia di ottenere la guarigione e il conforto nella sofferenza. Nel presbiterio quadrangolare è ubicato l'altare ligneo acquistato nel 1848 dalla chiesa bosana di Santa Croce per il prezzo di 15 lire. Recentemente restaurato (nel 1999, ma non a regola d'arte in quanto l'operazione ha fatto perdere la doratura dei fregi floreali in oro zecchino su sfondo blu cobalto dando al monumento un aspetto monocromatico color legno con sfondo tendente al verde con venature finto marmo. Inoltre è stato privato del sima, cioè del cornicione terminale soprastante, per cui oggi l'altare appare incompleto...), esso è adibito ad ospitare la statua del Santo che viene portata in processione dal vicino paese di Scano nelle località campestre due volte all'anno, in occasione delle feste che si svolgono il secondo lunedì dopo Pasqua e l'ultimo lunedì di agosto (ovvero il secondo lunedì dopo ferragosto), ma su questa data è ancora oggi in corso una discussione se si debba prendere in considerazione l'ultimo lunedì,festa del santo o l'ultima domenica,giorno in cui, una volta, veniva trasportato il simulacro dal paese alla chiesa di campagna per la celebrazione della festa.

In assenza della statua l'altare ospita una tavola dipinta ad olio con l'effigie del Santo, opera del pittore svizzero Emilio Scherer che soggiornava a Bosa verso la fine del XIX secolo.

Il culto di Sant'Antioco è molto antico ed ebbe un enorme impulso dopo il ritrovamento delle reliquie del Santo avvenuto nell'isola di Sant'Antioco il 18 marzo 1615 per opera dell'arcivescovo di Cagliari, monsignor Francesco d'Esquivel. Il Santo, originario della Mauritania (regione dell'Africa settentrionale), venne fatto esiliare dall'imperatore Adriano nell'isola di Sulci (odierna Sant'Antioco di Sulcis) in quanto professava la fede cristiana e si rifiutava di adorare gli dei pagani.

Qui egli esercitò la sua attività di medico operando nello stesso tempo molte conversioni. La tradizione vuole che Antioco morisse il 13 novembre dell'anno 127.

Grazie al gesuita scanese Salvatore Pala, docente di matematica e teologia all'Università di Cagliari, Scano ebbe la fortuna di avere nello stesso anno del ritrovamento delle reliquie una vertebra del santo, e fu proprio questa circostanza a far nascere l'idea della costruzione di una chiesa in suo onore in un territorio ricco di acque, dalla rigogliosa vegetazione, e che inoltre presentava il vantaggio di trovarsi a poca distanza dal paese.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Anno Abitanti
1583 254 fuochi (circa 1000 ab.)
1655 146 fuochi (circa 600 ab.)
1678 228 fuochi (circa 900 ab.)
1688 966 (469 M e 497 F) 236 fuochi
1698 580 (310 M e 270 F) 147 fuochi
1728 460
1751 883
1821 1348
1824 1271 (618 M e 653 F)
1838 1492
1844 1590
1848 1604
1857 1856

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni

Le tradizioni di Scano sono mantenute vive dalla storia del paese, dalla sua collocazione geografica e dall'onore dei suoi abitanti. Scano presenta il tipo di canto "a cuncordu", tipico di tutta l'area del Montiferru-Planargia. Su cuncordu accompagna da secoli i riti della Settimana Santa con i canti del Miserere, dello Stabat mater e delle Laudi mattutine del Venerdì Santo. In passato esistevano i canti ordinari della liturgia che venivano eseguiti da su cuncordu, ma ora sono andati perduti. Su cuncordu possiede inoltre un repertorio profano, rappresentato dai canti come su traju, sos muttos, sa 'oghe rea, su ballu tundu e su ballu cantigu. È ancora molto viva anche la tradizione del ballo. I balli di Scano sono: su ballu tundu, sa dansa, su ballu cantigu, su ballittu e su dillaru. Fra i suonatori di organetto di Scano ricordiamo Salbadore Rosa (Ti' Mericanu), che succedendo al padre in questo ruolo ha caratterizzato singolarmente il ballo di Scano.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Scano

[modifica] Giovanni Pes

Nasce nel 1916: dal 1939 è sacerdote, dal 1947 parroco arciprete a Cuglieri (Provincia di Oristano). Nel 1975 è nominato vescovo ausiliare di Oristano; dal 1979 al 1993 è vescovo di Alghero-Bosa.

[modifica] Eventi

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Rioni del paese

Carrel'e funtana
  • Carrel'e Cresja
  • Carrel'e Funtana
  • Carrel'e Iscola
  • Carrela manna
  • Carrel'e mesu
  • Carrel'e Puthu
  • Frida
  • Funtana 'ezza
  • Iscala rubja
  • Ladaralzos
  • Maramadau
  • Montrigu 'e Reos
  • Puba
  • Puthu 'e cannas
  • Rioro
  • Sa rocchitta
  • Sa serra
  • Sajoro
  • Saliches
  • Sant'Anna
  • Santu Jolzi
  • Santu Nicola
  • S'iscal'e sa corte
  • Su furrache
  • Su samunadolzu
  • Turre
  • Tusio

[modifica] Nuraghi

  • Abbauddi
  • Altòriu
  • Arbucchi
  • Baddeona
  • Barisone
  • Beranula
  • Mura de Bolaola
  • Columbalzos (o Cuncula B)
  • Cuncula
  • Cunculu
  • Curadores
  • Donnigheddu
  • Ennari
  • Funtana 'e Corbos
  • Jannas (Scano di Montiferro - Flussio - Sagama)
  • Leari
  • Lobos
  • Lobos B (Sennariolo?)
  • Mura de Mazzala
  • Mazzaledda
  • Mesuerios
  • Muradu Arca
  • Mura de Nuracale
  • Mura de Nurtaddu
  • Orosu
  • Padra
  • Pischinales
  • Porcos
  • Primidiu
  • Rittos
  • Sa Chessa
  • Sa Cobelcada (Sagama?)
  • Sa figu ranchida
  • Sagòla
  • Salàggioro
  • Salamàttile
  • Mura de Sant'Albara
  • S'adu 'e Santa Silbana
  • S'Arca
  • S'Arca B
  • S'Ena
  • S'ozzu 'e lavru
  • Su Cadalanu
  • Sulù
  • Tibuddari
  • Tripichi o Bentr'e Pichiri
  • Uràssala
  • Villaggio nuragico di Luzzanas

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Franco Frascaro (lista civica) dal 16-5-2011

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Altri progetti

Sardegna Portale Sardegna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sardegna
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue