Scandalo Ciravegna

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Lo Scandalo Ciravegna avvenne in Italia nel 1986.

Venne scoperto che i Ciravegna, i Fusco, i Baroncini e diversi altri fabbricavano il vino con il bastone. Un "vino", cioè, fatto con miscele di liquidi e alcol metilico sintetico inodore usato per lacche e vernici. In tutto furono una sessantina le aziende coinvolte, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Milano che in capo a cinque settimane fece piena luce sullo scandalo dai risvolti tragici per la vita umana (22 i morti accertati) accompagnati da gravi danni di un settore che da alcuni anni aveva cominciato a dare segni di grande vitalità. Solo l'anno prima l'export italiano era cresciuto del 17% in quantità e del 20% in valore; il 1986 si chiuse con una contrazione del 37% degli ettolitri e la perdita di un quarto del valore incassato l'anno prima.

[modifica] Lo Scandalo

Il 1986 fu per l'industria del vino italiana l'anno dello scandalo del vino al metanolo, che ebbe un effetto devastante sull'economia del settore. Molte persone persero la vita o rimasero menomate. L'inchiesta che ne segui ha poi individuato il principale responsabile nel commerciante di vini di Narzole, Giovanni Ciravegna, classe 1929. Ventidue persone persero la vita e tante altre persero la vista. Tutti avevano bevuto un micidiale miscuglio rossastro con mortale contenuto di metanolo, un alcol altamente tossico, estratto dal legno e usato nell'industria chimica.

[modifica] Il Processo

Alla fine del processo, Ciravegna fu condannato per omicidio colposo plurimo a 14 anni di reclusione, di cui 4 condonati. Dopo aver scontato la pena, l'ex commerciante è tornato a vivere nel suo paese. Furono 11 le condanne per lo scandalo del vino killer, con diramazioni in Puglia, in Emilia Romagna e in Lombardia. Fu grazie al ricovero di una donna, salvatasi ma rimasta non vedente, che nel 1986 venne lanciato l'allarme sul vino killer, impedendo così che la strage si allargasse. Quella vicenda ebbe effetti devastanti, in primis sulle persone morte o menomate, e inoltre su tutto il comparto economico che girava intorno al vino. Nella sua drammaticità la vicenda del vino al metanolo ebbe il risvolto positivo della consapevolezza della necessità dei controlli su ciò che si beve e si mangia e dalla crisi delle aziende scattò una serie di aiuti economici, volti a superare la difficile situazione, che comportava il crollo delle vendite, con conseguenti ricadute sui livelli occupazionali.

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