Scampia

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Scampia
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione Municipalità VIII
Altri quartieri Chiaiano
Piscinola
Codice postale 80145
Superficie 4,23 km²
Abitanti 40 860 ab.
Densità 9 659,57 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 40°54′08.95″N 14°14′10.96″E / 40.902485°N 14.236379°E40.902485; 14.236379

« Napoli comincia a Scampia »
(Titolo di un articolo di Roberto Saviano)

Scampia (/ʃkamˌpiːa/ in napoletano) è un quartiere di Napoli, situato nell'estrema periferia nord della città.

Costruito a cavallo della seconda metà del Novecento, Scampia confina a sud con i quartieri Piscinola e Miano, a sud-est col quartiere Secondigliano; ad est col comune di Arzano; a nord coi comuni Casandrino e Melito di Napoli e ad ovest col comune Mugnano di Napoli.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Stazione di Piscinola del metrò sul lato Scampìa
Antichità romane

Oltre l'80% dei suoi edifici risale al ventennio '70-'90, quando il quartiere fu costituito come 21ª circoscrizione di Napoli. Dal 2006 fa parte della VIII Municipalità del Comune di Napoli insieme ai quartieri limitrofi di Piscinola-Marianella e Chiaiano. Alcune realizzazioni edilizie, oggi discusse, furono edificate in momenti di piena emergenza post-terremoto: le cosiddette zone 167.

Non tutte le persone in stato emergenza alle quali furono concesse le abitazioni lo erano per le recenti cause sismiche, ma raccoglievano il malcontento causato dall'esplosione di abusivismo edilizio avutosi a Napoli a partire dagli anni '60. Tali immobili sarebbero poi diventati tristemente famosi col nome di Vele[1].

È uno dei quartieri più popolosi della città, nonostante il numero di residenti vada visto pesantemente al rialzo per via delle occupazioni abusive, non registrate all'anagrafe del Comune di Napoli e che secondo alcune stime raggiungono l'ordine delle migliaia di unità. Tali occupazioni abusive interessano finanche gli scantinati e i ballatoi.[2]

A Scampia c'è uno dei tassi di disoccupazione più alti d'Italia, pari al 50%-75% della popolazione attiva[3], anche se i dati ufficiali parlano di 61,1[4] -61,7%[5].

Scampia è il primo quartiere di Napoli per disoccupazione, il secondo è Secondigliano con 55,7% di disoccupati[6].

Il nome de Le Vele è diventato tristemente famoso come l'emblema di uno dei quartieri più degradati e problematici della città. Il degrado si accompagna anche ad una marcata povertà materiale e sociale le cui cause, ancorché recenti, sono profondamente diffuse nella periferia nord di Napoli. Una tale densità di persone in precarie condizioni socio-economiche in un complesso così grande ha determinato l'esplodere di una criminalità organizzata che trovava un terreno fertile per tutti i suoi traffici, complice l'assenza dello Stato e della legalità.

Le Vele costituirono un'isola di criminalità ben protetta, isolata, nel quale le Forze dell'ordine poco potevano se non rischiare di avventurarsi tra quelle palazzine insicure e, pur ottenendo dei risultati lusinghieri, non potevano costituire, senza l'affiancamento di una politica sociale ed economiche, la risoluzione delle tante problematiche presenti. Nei primi anni '80 il fenomeno della droga a Scampia non era ancora agli enormi livelli di oggi.

La causa principale dell'esplosione dei traffici di droga fu dovuta alla decisione di aprire la nuova struttura ASL Napoli 1 proprio accanto alle Vele, e ancora, di ospitare un centro di somministrazione del metadone che richiamò frotte di tossicodipendenti da tutta la città, dalla Provincia, dalla Regione, ed oggi anche da tutta Italia. In questo modo diventarono enormi gli introiti della Camorra per il solo business dello spaccio degli stupefacenti, quantificabili in milioni di euro.

Con tali soldi inoltre era possibile per la criminalità organizzata comprare il silenzio delle autorità a qualsiasi livello, senza tuttavia intaccare il lavoro delle forze dell'ordine operanti sul territorio che, ogni anno, traggono in arresto un numero abnorme di persone per reati connessi alla droga ed altro. Infatti, a tutt'oggi, il Commissariato di Scampia della Polizia di Stato è uno degli uffici di Polizia più efficienti su tutto il territorio nazionale in termini di risultati contro la criminalità, combattuta a qualsiasi livello. Oggi Scampia rappresenta di fatto una piazza in cui avviene lo spaccio di grossi quantitativi di droghe, al punto da essere definita paradiso della droga.

Il principale freno allo sviluppo del quartiere è la massiccia presenza della criminalità organizzata: la camorra è fortemente attiva nella zona, controllando una notevole mole di lavoro nero, che si manifesta soprattutto col racket ed il traffico di droga.

A fronte di queste notevoli difficoltà l'azione degli enti locali, diretta essenzialmente alla lotta alla criminalità e riqualificazione urbana (con l'abbattimento di alcune Vele), ad oggi (2008) non ha sradicato gli annosi problemi del comprensorio. Scampia è visto come il frutto delle scelte sbagliate degli amministratori dello Stato che i cittadini onesti continuano ancora a pagare.[senza fonte]

Ogni anno si svolge qui il Premio Secondigliano (quartiere adiacente a Scampia), che premia tutte le persone nate in questi due quartieri e non, che si distinguono in campo artistico (letteratura, teatro e canzone).

Solidarietà sociale[modifica | modifica sorgente]

A fronte di queste notevoli difficoltà l'azione degli enti locali, diretta essenzialmente alla lotta alla criminalità e riqualificazione urbana (con l'abbattimento di alcune Vele), è in difficoltà nel risolvere gli annosi problemi del comprensorio.

Vi sono molte scuole elementari e medie. Ognuna, però, in modo più o meno accentuato, presenta problemi relativi all'agibilità, al mancato rispetto delle norme igieniche basilari all'usura dei materiali da costruzione e al superamento delle barriere architettoniche. Sebbene l'esclusione sociale trovi la sua massima espressione nella dispersione e nell'inadempienza scolastica, a Scampia non mancano gli istituti superiori che conferiscono un valore sociale al quartiere non indifferente consentendo ai neodiplomati di accedere all'Università.

Nonostante la maggior parte di servizi siano di natura pubblica (Comune, ASL, UTB), si sono radicati nella cultura del quartiere anche delle aggregazioni in forma di comitato: per la casa, per l'abbattimento delle Vele, per i LSU e per i Bros. Oltre a questi, vi sono gli attori del volontariato e del terzo settore che, avvalendosi della legislazione sociale a loro favorevole, hanno attivato diversi servizi per la prevenzione ed il contrasto all'emarginazione quali, ad es., la scuola di calcio “Arci Scampia”, il progetto “Finestra adolescenti” e l'associazione “Aizo” per l'integrazione sociale delle popolazioni nomadi[7].

All'interno del quartiere, infatti, ci sono due campi Rom con 1500[8]-1600 abitanti[3]. La loro presenza ha creato spesso delle tensioni con la popolazione locale, come è successo nel 1999[9] e nel 2008. A seguito delle tensioni il comune di Napoli decise di spostare i campi Rom sulla via circonvallazione esterna[10].

Prospettive su Scampia[modifica | modifica sorgente]

Sfruttando dei fondi europei, nel 2008 sono stati presentati vari progetti per riqualificare la zona, in primis la costruzione di una sede distaccata della facoltà di medicina della Federico II che ospiterà probabilmente i corsi di laurea di scienze della nutrizione e dietetica[11]. Il 3 gennaio 2006, inoltre, la giunta Iervolino ha istituito “Napolinord” la società di trasformazione urbana con capitale sociale di 500 milioni di euro[12].

Dalla metà del 2010 il quartiere è entrato in un progetto di riqualificazione che ha portato come primo riscontro una presenza massiccia di forze dell'ordine impiegate a contrastare la criminalità. Inoltre sempre alla fine del 2010 confermando la linea dura intrapresa da parte dello stato è stato aperto un commissariato di Polizia nei pressi delle "Vele" per rendere fisso il controllo del quartiere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La vela è un elemento architettonico che indica uno spicchio della volta a crociera, cfr. Dizionario della lingua italiana “Zingarelli”, 2001, p. 1152
  2. ^ Giorgio Bocca, Napoli siamo noi: il dramma di una città nell'indifferenza dell'Italia, Feltrinelli Editore, 2006, p. 81, ISBN 88-07-17116-3. URL consultato il 12 settembre 2011.
  3. ^ a b Ospite a Scampia | Noi Donne .org
  4. ^ Fonte: Pagina 15 del Corriere della Sera - 18 giugno 1995 - Articolo intitolato: Grandi città: l'Italia marcia a due velocità. Tanti figli e meno case nel Meridione Bologna la città con più anziani A Napoli (61%) il record disoccupati
  5. ^ http://resources.regione.campania.it/slide/files/Assessori/DAmelio/Politiche%20sociali/minori/file_6832_GNR.pdf
  6. ^ Fonte: Pagina 15 del Corriere della Sera - 18 giugno 1995) - Articolo intitolato: Grandi città: l'Italia marcia a due velocità Tanti figli e meno case nel Meridione Bologna la città con più anziani A Napoli (61%) il record disoccupati
  7. ^ Pellecchia F. (2001) Viaggio nelle periferie: Scampia, “Volinforma: rivista bimestrale di cultura ed informazione per Napoli Città Sociale, Napoli, III, pp. 14-23.
  8. ^ http://www.tesseramento.it/immigrazione/pagine52298/newsattach1064_Il%20manifesto%2021%20settembre%20c.pdf
  9. ^ Napoli, i nomadi lasciano i campi
  10. ^ osservAzione - I vespri napoletani di Ponticelli
  11. ^ ”Il Mattino”, 15 gennaio 2012, Facoltà di Medicina a Scampia, ecco 20 milioni, p. 43
  12. ^ ”Il Mattino”, 3 gennaio 2006, Nasce la società per la bonifica di Scampia, p. 28.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Di Costanzo-Massimo Ravel (2013) Scampia. Storia di un quartiere e di una faida (libro+dvd), Napoli, Edizioni Cento Autori. ISBN 978-88-97121-65-7
  • Pugliese E. (1999) Oltre le Vele. Rapporto su Scampia, Napoli, Ed. Universitaria.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]