Scacchi alla cieca

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Gli scacchi alla cieca sono una variante del gioco degli scacchi in cui, come indica il nome, si gioca senza la scacchiera ed ogni giocatore deve tenere a mente la posizione dei pezzi. Le mosse si comunicano oralmente, ad esempio mediante la notazione algebrica, oppure con sistemi più sofisticati come un computer.

Un'ulteriore variante del gioco alla cieca, ancora più complessa e spettacolare, è la simultanea alla cieca, dove un forte scacchista gioca partite simultanee, senza poter vedere le singole scacchiere dei suoi avversari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Gli scacchi alla cieca furono giocati piuttosto presto nella storia degli scacchi: forse la prima partita fu tenuta da Sa'id bin Jubair (665714) nel Medio Oriente. In Europa il gioco alla cieca divenne popolare come forma di handicap da applicare ad un forte giocatore per consentire incontri più equilibrati contro giocatori più deboli, o semplicemente come dimostrazione di abilità.

La prima partita di scacchi alla cieca di cui si ha notizia si giocò a Firenze nel 1266[1]. Il grande giocatore francese Philidor era in grado di giocare fino a tre partite alla cieca contemporaneamente, suscitando l'attenzione dei giornali dell'epoca, essendosi abituato a visualizzare una scacchiera la sera a letto quando non riusciva a prendere sonno. Paul Morphy nel 1858 tenne un'esibizione alla cieca contro gli otto più forti scacchisti a Parigi con lo stupefacente risultato di sei vittorie e due patte. Altri maestri pionieri del gioco alla cieca furono Louis Paulsen, Joseph Henry Blackburne (giocò fino a 16 partite alla cieca in simultanea) ed il primo Campione del mondo di scacchi Wilhelm Steinitz, che giocò a Dundee nel 1867 sei partite alla cieca in simultanea (tre vittorie e tre patte). Per tutti questi maestri tali esibizioni costituivano poi una buona fonte di reddito.

Il XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Con l'andare del tempo i record riguardanti le esibizioni alla cieca migliorarono. nel 1900 Pillsbury giocò 20 partite in simultanea a Philadelphia, non molto tempo dopo aver tentato l'insolita impresa di giocare contemporaneamente 15 partite di scacchi e 15 partite di dama. Il giocatore cecoslovacco Richard Réti ed il campione del mondo russo Alexander Alekhine furono i successivi a migliorare in modo significativo il record.

Alekhine giocò 26 partite all' Alamac Hotel di New York nel 1924 (+16 -5 =5) con molti avversari di livello internazionale (tra cui Isaac Kashdan, sicuramente di livello Grande Maestro). Questa simultanea alla cieca è considerata da molti come quella complessivamente più forte e significativa, per l'alto livello degli avversari. Migliorò poi il record con 28 partite nel febbraio 1925 a Parigi, con l'impressionante risultato di 22 vittorie, 3 patte e 3 sconfitte.

Nello stesso anno Réti superò il record giocando 29 partite a San Paolo del Brasile, lamentandosi poi tra l'altro della propria scarsa memoria per essersi dimenticato la valigia dopo l'esibizione.

Il 16 luglio 1934 a Chicago, Alekhine stabilì il nuovo record con 32 partite, col risultato di +19 -4 =9. Direttore di gara era Edward Lasker.

Il belga George Koltanowski (naturalizzato poi statunitense) stabilì il record del mondo il 20 settembre 1937 ad Edimburgo giocando 34 partite alla cieca in simultanea, ottenendo 24 vittorie e 10 patte per la durata di 13 ore. Il record è incluso nel Guinness dei primati ed è unanimemente considerato l'attuale record[1].

Più tardi sia Miguel Najdorf che János Flesch dichiararono di avere battuto tale record, ma le loro fatiche non furono sottoposte ai controlli a cui fu sottoposta l'impresa di Koltanowski. Il record di Najdorf fu stabilito a Rosario contro 40 avversari (36 vittorie, una patta e tre sconfitte)[2] nel contesto di una manifestazione organizzata per pubblicizzare la sua presenza in Argentina, dopo il viaggio dalla nativa Polonia in occasione delle Olimpiadi degli scacchi del 1939. Migliorò poi il record a San Paolo del Brasile nel 1947 con 45 partite (39 vittorie, quattro patte e due sconfitte)[3]. Gli fu però consentito di consultare i ruolini delle partite e vi erano più avversari per scacchiera[1]. Koltanowski dichiarò che in quelle condizioni avrebbe potuto giocare anche cento partite[4].

L'ultimo miglioramento fu fatto dall'ungherese Janos Flesch a Budapest nel 1960, che giocò contro 52 avversari vincendo 31 partite, pattandone 3 e perdendone 18. Questa simultanea non è però stata omologata a causa del fatto che a Flesch fu permesso di ripetere alcune partite in corso e inoltre la durata fu solo di cinque ore, con numerose partite che terminarono in breve tempo per lo scarso livello di alcuni avversari[4].

In seguito non vi più fu nessun serio tentativo di stabilire un nuovo record, anche a causa del calo d'interesse in questo tipo di impresa. In Unione Sovietica in particolare il gioco alla cieca venne reso fuorilegge, per il fatto che secondo alcuni studi condotti all'epoca questo potrebbe arrecare danni chi lo pratica[5].

Un altro notevole record venne stabilito nel 1960 da Koltanowski a San Francisco: giocò 56 partite consecutive alla cieca con limite di tempo di dieci secondi per mossa. L'esibizione durò nove ore e si concluse col risultato di 50 vittorie e sei sconfitte[5]. Un'altra specialità di Koltanowski era quella di completare il "giro del cavallo" alla cieca su scacchiere grandi fino a 192 caselle.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Attualmente durante l'anno in tutto il mondo si svolgono tornei di scacchi alla cieca; il più importante è il Torneo Melody Amber di Montecarlo. Questo evento viene in parte finanziato dal campione olandese di scacchi per corrispondenza Joop van Oosterom ed attrae molti dei migliori giocatori del mondo. Tra i giocatori in attività Vladimir Kramnik, Viswanathan Anand, Alexei Shirov e Alexander Morozevich si sono dimostrati particolarmente forti nel gioco alla cieca essendosi alternati al primo posto del torneo dal 1996 al 2006.

Risvolti medici[modifica | modifica sorgente]

Sebbene gli scacchi alla cieca siano considerati, se praticati con moderazione, un modo per migliorare le proprie capacità nel gioco, le esibizioni alla cieca in simultanea vennero bandite nel 1930 in Unione Sovietica perché venivano considerate dannose per la salute; anche Mikhail Botvinnik le avversò. I giocatori alla cieca hanno spesso confermato che questo modo di giocare è più faticoso di quello classico anche con controlli di tempo più rapidi[1].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Torneo Melody Amber
  2. ^ Perlas Ajedrecísticas - Christian Sánchez. (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  3. ^ Chess Notes 4811. Blindfold Record
  4. ^ a b Lawton, Geoff, Tony Miles:It's Only Me, Batsford, 2003, ISBN 0-7134-8809-3.
  5. ^ a b David Vincent Hooper e Kenneth Whyld, Oxford Companion To Chess, Oxford University Press, 1996, ISBN 0-19-280049-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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