Savoia-Marchetti S.51

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Savoia-Marchetti S.51
Descrizione
Tipo idrocorsa
Equipaggio 1
Progettista Alessandro Marchetti
Costruttore Italia Savoia-Marchetti
Data primo volo 3 aprile 1922
Esemplari 1
Passeggeri 2-3
Propulsione
Motore Hispano-Suiza 8
Potenza 300 CV
Prestazioni
Velocità di crociera 235 km/h

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Il Savoia-Marchetti S.51 era un idrocorsa biplano monomotore a scafo centrale realizzato dall'azienda italiana Savoia-Marchetti nel 1922 per concorrere all'edizione dello stesso anno della Coppa Schneider che quell'anno si svolse a Napoli.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

L'S.51, immatricolato civilmente I-BAIU, venne iscritto all'edizione napoletana della Schneider, svoltasi dal 10 al 12 agosto 1922. Dipinto nel consueto colore rosso corsa abbinato all'Italia nelle manifestazioni sportive ed affidato alla guida di Alessandro Passaleva, il pilota collaudatore della Savoia-Marchetti, venne contrassegnato per la competizione con il numero 8.

L'edizione venne vinta dal britannico Supermarine Sea Lion II (G-EBAH) condotto da Henri Biard, ma l'S.51 giunse comunque secondo compiendo il percorso nel tempo di 1 h 36 m 54 s ad una media di 230,93 km/h.

L'S.51 era previsto partecipasse anche alla successiva edizione del 1923, che si disputò a Cowes, in Inghilterra, ma pur risultando nella lista di iscrizione non venne presentato.

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'S.51 conservava un aspetto piuttosto convenzionale per l'epoca, biplano, a scafo centrale, con motore in configurazione spingente. Lo scafo era caratterizzato da un disegno fortemente aerodinamico, dotato di un abitacolo aperto posto in posizione avanzata e protetto da un parabrezza avvolgente, che terminava posteriormente in un impennaggio cruciforme monoderiva e dai piani orizzontali controventati.

La configurazione alare era biplano-sequiplana, caratterizzata dall'ala inferiore di dimensioni ridotte rispetto a quella superiore, la prima montata alta sulla parte superiore dello scafo. Le due ali erano collegate tra loro da una struttura tubolare a travatura Warren, l'inferiore dotata sulla superficie sottostante di una piccola struttura a cui erano collegati i galleggianti equilibratori laterali, la superiore collegata allo scafo tramite una struttura tubolare in cui era integrata la gondola motore.

La propulsione era affidata ad un motore francospagnolo Hispano-Suiza 8, un 8 cilindri a V in grado di erogare una potenza superiore ai 300 CV, posizionato in configurazione spingente ed abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Angelucci e Paolo Matricardi, Guida agli aeroplani di tutto il mondo (Vol.2), Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]